
Un emendamento approvato in commissione industria al pacchetto liberalizzazioni, proposto dal Partito Democratico, potrebbe rivelarsi il vantaggio più importante per i cittadini dopo il naufragio delle reali prospettive di aumento delle licenze Taxi e delle farmacie (che comunque dovrebbero aprire in diverse città anche se con un coefficiente meno ampio di quanto inizialmente previsto). La novità riguarda l’Rc Auto e va ad incidere sul meccanismo del bonus/malus, da anni teoricamente a salvaguardia degli automobilisti virtuosi e da altrettanti anni dimostratosi completamente inefficace.
In sostanza l’emendamento approvato, che dovrebbe di conseguenza entrare nel decreto liberalizzazioni diventando operativo dal momento in cui la legge verrà licenziata dal parlamento, prevede che per ogni automobilista (a prescindere dalla classe di merito) che non dovesse incorrere in incidenti nell’anno in corso la compagnia assicurativa è obbligata ad applicare una riduzione del premio per l’anno successivo, riduzione che andrà formalizzata al momento della sottoscrizione del contratto.
Basterà questo meccanismo (sulla carta molto stringente) a garantire gli assicurati? Difficile dirlo, in passato le compagnie hanno dimostrato di poter aggirare qualsiasi elemento teso a calmierare i prezzi. Scopriremo presto se sarà così anche in questo caso.
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La nuova bozza del decreto sulle liberalizzazioni è pronta. 107 pagine e 44 articoli che non coinvolgono soltanto i tassisti, la categoria che più rumorosamente si oppone alle novità. Il decreto prevede che le Farmacie non debbano più osservare turni e orari prestabiliti, anzi, “possono svolgere la propria attività e i servizi medici aggiuntivi anche oltre i turni e gli orari di apertura” e i medici dovranno chiaramente indicare nella ricetta se esiste un farmaco equivalente fra i generici quando effettuano una prescrizione, questo per evitare che i cittadini acquistino medicinali più cari quando possono usufruire di un’alternativa.
Finisce l’era delle tariffe professionali, sia minime che massime, per gli iscritti agli albi. Tutti i professionisti saranno liberi di fissare la tariffa che preferiscono, un provvedimento questo che non influirà su tutte le categorie visto che da anni questi tariffari non vengono rispettati nella maggior parte dei casi, ma tant’è. Per quanto riguarda i benzinai saranno liberi di rifornirsi da qualsiasi produttore, purché titolari di autorizzazione petrolifera, mentre vengono eliminati i limiti orari per l’attivazione dei self-service fuori da centri abitati che potranno rimanere sempre accesi per agevolare la modalità “non servito”.
Per quanto riguarda l’RC Auto il governo ha previsto la possibilità di un’installazione “a carico delle compagnie” di una scatola nera che conteggi il reale utilizzo della vettura facendo decrescere progressivamente i prezzi rispetto alle tariffe stabilite, poca roba rispetto alla distorsione del mercato che continua a far lievitare ingiustificatamente i costi. Nel decreto c’è anche l’obiettivo, ambizioso, di procedere alla separazione della rete Snam da Eni in modo da garantire libero accesso a tutti gli operatori. I dettagli verranno discussi in Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni.

La tariffe delle RC auto e dell’RC moto sono ogni anno più alte. Lo certifica l’Isvap durante un’audizione al Senato parlando di una crescita dei prezzi nell’ultimo anno che arriva al 27% in più per le automobili e al 45% in più per le moto. Si tratta di aumenti da capogiro che confermano come (in un contesto nel quale la politica è impotente, complice o entrambe le cose) il nostro paese sia, confrontando i dati con quelli dei principali stati europei, quello dove assicurare un veicolo è più caro.
Un primato conquistato a suon di cifre folli (è facile arrivare a pagare fra i 900 e i 1000 euro annui, e non si tratta di casi limite) mentre in Europa si viaggia su cifre decisamente più ragionevoli. Qualche esempio? In Germania si spendono mediamente 222 euro all’anno, in Spagna 229 e in Francia 172. Una sproporzione rispetto all’Italia che non può essere giustificata con le cifre che le assicurazioni devono rifondere ai loro clienti a causa di sinistri.
Il totale fallimento della deregolamentazione del settore assicurativo è sotto gli occhi di tutti tenendo conto che, come sottolinea il Codacons, “le tariffe dell Rc auto sono saliti del 195% dal 1994 oggi“. Se restringiamo il campo agli ultimi 10 anni l’aumento è stato del 98%, una crescita che è arrivata proprio mentre il tasso di incidentalità calava del 22%. Lo sottolinea Federconsumatori:
Finalmente anche l’Isvap si e’ dotata della strumentazione conoscitiva dell’O.N.F., ed ora è finalmente in grado di rilevare gli scandalosi aumenti delle polizze rc auto. Aumenti che, lo ribadiamo da tempo, sono del tutto ingiustificati: basti pensare che dal 2001 ad oggi i costi per assicurare la propria vettura sono aumentati di ben il 98%, mentre, nello stesso periodo, e’ diminuita del 22% l’incidentalità.
Il Governo Monti metterà mano al settore assicurativo garantendo una “vera” liberalizzazione dopo che il mercato ha dimostrato di non sapere offrire altro che tariffe sempre più proibitive ai cittadini?
Disdette selvagge RC Auto di INA Assitalia: arriva al multa dell’Antitrust. L’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto oggi, dopo la solita infinita istruttoria, la compagnia assicurativa INA Assitalia per “pratica commerciale scorretta”. Il caso è quello delle “disdette selvagge” che nell’agosto del 2010 colpirono alcuni assicurati residenti in particolare nelle regioni del sud, dalla Campagnia alla Calabria.
Le disdette erano arrivate senza informare per tempo i consumatori e senza fornire loro l’attestato di rischio. Molti contratti in scadenza nell’agosto 2010 erano stati disdettati dalla compagnia assicurativa senza la dovuta comunicazione ai clienti che si erano resi conto di essere privi della copertura dell’RC Auto soltanto al momento del rinnovo.
Secondo l’Antitrust “la mancata comunicazione della disdetta e la mancata consegna dell’attestato di rischio costituiscono un limite per le opportunità di scelta dei consumatori, i quali sono privati della possibilità di valutare, in tempi utili, la convenienza di offerte alternative ed, eventualmente, optare per altre compagnie assicurative“. La sanzione di 450 mila euro, ridicola seppure fra le più alte comminabili dall’Autorità, è stata stabilita tenendo conto della gravità e della recidività delle violazioni del Codice del Consumo da parte della compagnia. L’ennesima dimostrazione che di fronte a comportamenti scorretti da parte delle assicurazioni gli automobilisti sono sostanzialmente inermi.

I premi delle Rc Auto sono fuori controllo. Il presidente dell’Isvap (teoricamente l’autorità di controllo sulle assicurazioni) ammette che il sistema del Bonus-Malus, che avrebbe dovuto favorire meccanismi di controllo dei premi assicurativi specialmente per i virtuosi che non causano sinistri, è sostanzialmente fallito e invita ad adottare un nuovo modello, mutuato dalla Francia.
Il Bonus-Malus non riesce più a funzionare e subisce distorsioni a causa delle regole interne delle compagnie. C’è la necessità di elaborare una nuova scala di coefficienti di merito, unica per tutto il mercato, che consentirà agli assicurati, cosa che oggi non accade, di conoscere in anticipo i risparmi di costo conseguenti a condotte di guida virtuose o viceversa le penalizzazioni in caso di sinistri, nell’ipotesi di invarianza delle tariffe.
C’è una chiara evidenza di questo fallimento guardando all’aumento costante delle Rc Auto, con un ulteriore 6% fra il 2010 e i primi mesi del 2011. Lo spiega sempre Giannini:
Le tensioni sul mercato sono state ancora molto forti. La gestione tecnica del settore (rapporto sinistri-premi) è migliorata, ma ciò è avvenuto scaricando sui prezzi l’onere dei maggiori costi. La raccolta premi Rc Auto infatti nel 2010 è cresciuta del 4,5% in valore e questo, in presenza di una sostanziale invarianza del parco veicoli, significa che sono i prezzi ad agire da elemento propulsivo. La tendenza è proseguita anche nel primo trimestre di quest’anno con un ulteriore incremento del 6% del valore dei premi raccolti.
Quanto tempo ancora ci vorrà prima che si adotti un sistema di regole che non finisca per penalizzare gli assicurati virtuosi e favorire le compagnie?
Forti sconti sull’RC Auto se si è preso parte a un corso di guida sicura. Magari è una semplice e abile mossa di marketing, ma anche se così fosse si tratterebbe di un’iniziativa pubblicitaria in grado di aiutare numerosi automobilisti. L’idea è della Sara, la compagnia assicurativa dell’Aci (Automobile Club d’Italia).
Guida sicura, sconti certi
La polizza ideata dall’assicurazione si chiama Ruota Libera ed è volta a favorire i neo-patentati: prevede, infatti, forti sconti per quanti prendono la patente col nuovo metodo informatizzato ‘Ready2Go’ e tutti coloro che hanno un attestato di frequenza ad un corso di guida sicura dell’Aci.
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Le truffe alle assicurazioni sono un malcostume diffuso? È anche per tale ragione che il costo delle polizze Rc Auto risulta molto elevato. Questa, almeno, è la spiegazione che l’Ania - l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici - fornisce dell’andamento del mercato. Falsi incidenti, contrassegni falsificati, polizze non stipulate: le vie della truffa - secondo quanto denunciano gli assicuratori - sono infinite e ammontano complessivamente a quasi 15 miliardi di euro all’anno.
La relazione annuale del presidente dell’Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo), certificando l’andamento dei premi delle polizze Rc-Auto, non renderà particolarmente entusiasti gli automobilisti italiani. Secondo quanto comunicato dall’Istituto, infatti, in Italia il costo di queste polizze assicurative è molto più elevato di quanto non sia in altri importanti Paesi dell’Unione Europea.
Il tallone d’Achille del sistema assicurativo
Per descrivere la situazione del comparto delle Rc Auto, Giancarlo Giannini, presidente dell’Isvap, non ha utilizzato parole tenere, identificandolo come il punto debole (”il tallone d’Achille”, per la precisione) dell’intero sistema assicurativo. Con premi doppi rispetto a quelli che devono sostenere gli automobilisti tedeschi, francesi e spagnoli, le Rc Auto italiane tra l’aprile 2009 e l’aprile 2010 hanno fatto registrare aumenti a due cifre delle tariffe medie ponderate relativamente a tutte le tipologie di assicurati.
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In tema di Rc auto o moto/scooter agli italiani piace essere indipendenti e gestire da se stessi le pratiche relative alle polizze assicurative. Questo è quanto rivela una ricerca condotta da Ipso per conto di «6sicuro», sito specializzato nel confronto e nella vendita di Rc auto o moto.
Un Paese di esperti
Con 1071 interviste telefoniche a un campione rappresentativo della popolazione italiana, la ricerca ha evidenziato come l’82% degli italiani si occupi personalmente della gestione e del rinnovo della propria polizza assicurativa. Più del 50% degli italiani, infatti, si ritiene competente in materia di assicurazioni, tanto è vero che il 70% degli intervistati afferma di conoscere l’esatto significato di termini tecnici come premio, massimale, bonus malus e franchigia.
L’annunciata rivoluzione del mondo delle RC Auto italiano, promessa con il decreto n.7 firmato quasi tre anni fa dall’allora ministro Bersani, si sta risolvendo in un semplice buffetto al sistema consolidato dal tempo. La responsabilità, tuttavia, lo scopre un’indagine condotta da Assicurazione.it (principale broker online delle assicurazioni), non è tanto addossabile alla normativa, quanto alla “pigrizia” degli automobilisti italiani.
La ricerca
Gli italiani conoscono le possibilità offerte dalla riforma Bersani? I neopatentati sono a conoscenza di poter stipulare una polizza RC Auto acquisendo la classe di merito di un membro del loro nucleo familiare? Domande come queste sono state rivolte a circa 500 guidatori alle prese con il rinnovo dell’assicurazione. Dopo aver raccolto le risposte, sono quindi stati analizzati i dati relativi all’andamento degli ultimi sei mesi del mercato assicurativo, per verificare quanti automobilisti abbiano sfruttato le novità introdotte dal decreto legge.