Menomale che, in genere, l’inverno italiano non è troppo rigido. Un’indagine condotta dalle associazioni dei consumatori, infatti, rivela che nel nostro Paese il prezzo del gasolio per riscaldamento è sensibilmente più elevato di quello medio praticato nel Vecchio Continente.
Il riscaldamento costa caro
La denuncia arriva da Federconsumatori e Adusbef, secondo cui mediamente nei paesi europei il prezzo del gasolio per riscaldamento ha un prezzo del 36% inferiore rispetto a quanto avviene nel Belpaese.
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Il freddo invernale è alle porte. La prospettiva spaventa non solo i freddolosi. L’arrivo della brutta stagione, infatti, coincide con l’impennata delle bollette del gas: i termosifoni si riavviano e il contatore riprende a macinare scatti. Quest’incubo, però, potrebbe non riguardare quanti abitano in una città in cui sia attiva una rete di teleriscaldamento. In tal caso, è possibile dire addio alla caldaia e vedere scendere considerevolmente le spese per l’utilizzo di gas.
Il teleriscaldamento
Come si legge nella rispettiva pagina di wikipedia, il teleriscaldamento è una forma di riscaldamento (di abitazioni, scuole, ospedali ecc.) che consiste essenzialmente nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore (detti fluido termovettore), proveniente da una grossa centrale di produzione, alle abitazioni con successivo ritorno dei suddetti alla stessa centrale.
Risparmiare sulla bolletta è una realtà sempre più concreta. Utilizzando infatti le opportunità che ultimamente si sono aperte su più fronti è possibile arrivare a risparmiare fino all’80% dei consumi con buona pace anche dell’ambiente. Il risparmio economico è infatti quasi sempre correlato al rispetto ambientale.
Lo riporta “Metro Living” che cita la campagna “Isolando” il cui obiettivo primario è quello di “sensibilizzare la società civile sul risparmio energetico attraverso l’isolamento degli edifici”.
Il peso delle spese energetiche
Secondo “Isolando” le spese per il riscaldamento costituiscono circa il 70% della spesa energetica di una famiglia. Il nostro Paese per soddisfare la domanda energetica delle famiglie deve importare l’86% dell’energia utilizzata.
Un’ energia pagata a caro prezzo che rappresenta “un bene costoso, che comincia a scarseggiare”.
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Il caro energia può essere combattuto con una gestione più attenta e oculata del riscaldamento domestico. In questo senso può rivelarsi fondamentale la ristrutturazione dell’impianto termico: indirizzandosi verso le pratiche della termoregolazione e della contabilizzazione, nel caso in cui si sostituisca la centrale termica, i lavori potranno godere della detrazione Irpef del 55% riservata agli interventi volti a favorire il risparmio energetico (in scadenza al 31 dicembre 2010).