Il meccanismo dei buoni pasto rischia di incepparsi, lasciando milioni di lavoratori con un inutile blocco di tagliandi in mano. Da una parte acquistano peso e rilevanza le rivendicazioni dei ristoratori, dall’altra gli interessi dei lavoratori: la trasformazione dei buoni pasto in strumenti finanziari – ormai avvenuta – ha messo nei guai entrambe le categorie, intrecciando un dilemma cui è difficile trovare soluzione.
Le ragioni dei ristoratori
Nei giorni scorsi, Aldo Cursano, vicepresidente della Fipe (l’associazione dei pubblici esercizi che aderisce a Confcommercio), ha fatto sentire la voce della propria associazione sul tema dei buoni pasto: “Ormai i buoni pasto sono diventati una sorta di strumento finanziario. E chi ci rimette sono da una parte i lavoratori e dall’altra noi esercenti”.
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