Errare è umano, ma quando lo sbaglio arriva in campo medico può rivelarsi particolarmente spiacevole, sia per il paziente – che dovrà scontare gli eventuali problemi di salute conseguenti – sia per il dottore – che corre il rischio di trovarsi di fronte a richieste di risarcimento molto corpose. Con la medicina, dunque, non si scherza e la paura dello scivolone finisce per avere ricadute evidenti anche sullo stato di forma delle finanze pubbliche e dei singoli medici.
Paure concrete
“Medicina difensiva”: è questo il nome dell’abitudine che sta prendendo piede negli ospedali italiani e che fa tremare le casse del sistema sanitario nazionale. Di cosa si tratta? Della pratica invalsa tra i medici di prescrivere esami diagnostici o misure terapeutiche più che per assicurare la salute del paziente, per garantire il medico dalle responsabilità legali seguenti alle cure mediche prestate.
La sanità italiana ridotta in numeri: i conti economici sono sulla via del miglioramento, ma non ancora in perfetta salute; nel frattempo, altri indicatori lasciano intendere scenari preoccupanti. Il rapporto Cergas Bocconi sul 2010 ha sottoposto a check-up il sistema sanitario nazionale e ha raccolto alcuni dati interessanti.
Il debito pro-capite
Che abbia utilizzato o meno gli ospedali pubblici, ogni italiano porta sulle spalle un debito in sanità pari a 54 euro. Il dato è una media e, come tutte le medie, va interpretato, ma è sufficiente per rendere l’idea degli squilibri che ancora affliggono il servizio sanitario.
Terzo millennio inoltrato: in Italia, per alcuni, la sanità rappresenta ancora un problema. Lo sostiene l’ADICO (Associazione Difesa Consumatori A.DI.CO), rendendo noto che nell’anno passato ben 3 milioni di italiani hanno vissuto momenti di difficoltà economica a causa delle spese sanitarie. Una congiuntura che apre la strada al low cost anche in campo medico.
Allarme in cifre
La difficoltà ad accedere alle cure necessarie, secondo l’associazione di tutela dei consumatori, ha riguardato un esercito composto complessivamente da 5 milioni di persone, 3 dei quali sono stati costretti a spendere cifre inconciliabili con il proprio reddito.
Se si dovesse scommettere sull’argomento, in molti sarebbero pronti a puntare sull’opzione: “La spesa sanitaria deve rientrare nei ranghi”. Secondo quanto risulta dal settimo Rapporto Ceis Sanità, però, la realtà potrebbe essere considerevolmente diversa, giacché la spesa sanitaria pro-capite italiana si dimostra inferiore a quella media dell’Europa a 15 e addirittura la metà di quella riscontrata in Paesi come Canada, Giappone e Usa. Tale andamento, tuttavia, nasconderebbe qualche preoccupazione, quale quella che in Italia più di qualcuno sia costretto a rinunciare a cure mediche per motivazioni economiche.
Se è vero che durante l’ultimo anno di crisi ben il 35% degli italiani si e’ rivolto alle strutture sanitarie pubbliche per ridurre le spese sanitarie anche a fronte di attese più lunghe, è pur vero che la spesa medico-sanitaria pro-capite nel nostro Paese è tra le più basse dell’Ocse. Lo documenta lo studio “Health at a Glance 2009″.
La crisi in pillole!
L’attesa vale la spesa. Questa l’opinione del 35% degli italiani che quest’anno hanno scelto di rivolgersi a strutture pubbliche per farsi curare. La percentuale sale al 40% tra gli anziani, al 41% tra i residenti nelle regioni del Centro, ad oltre il 47% tra i soggetti meno istruiti, senza titolo di studio o con la sola licenza elementare. A riportare la crescita della domanda per le cure dispensate dal Servizio Pubblico Nazionale è il Monitor del Forum per la Ricerca Biomedica e del Censis.
Una chat al giorno leva il medico di torno. Secondo una ricerca Digitas Health, con il passare del tempo i cittadini europei ripongono sempre più fiducia nei moderni mezzi di comunicazione per ottenere consigli sulla propria salute.
La novità
Basta consulti e visite di controllo, basta ricche parcelle pagate ai professionisti per consulti di routine: stando ai risultati dell’indagine, gli abitanti del Vecchio Continente si affiderebbero sempre più spesso a socila network, chat, blog e forum online per raccogliere informazioni sul proprio stato di salute. Inoltre, tale tendenza sarebbe addirittura più marcata sul territorio europeo che su quello statunitense, dove la diffusione della rete è maggiore.
Cambiano le regole per le prenotazioni delle visite mediche: la Conferenza Stato-Regioni ha infatti approvato le linee guida predisposte dal ministero della Salute in merito all’istituzione del Cup (Centro unico di prenotazione) nazionale. L’obiettivo dell’innovazione è portare una maggiore efficienza nel funzionamento delle strutture sanitarie pubbliche, nel privato e nella libera professione, tenendo sotto controllo, nel contempo, le liste d’attesa e i trasferimenti tra regione e regione per scopi medici.
desso, le stanze della sanità saranno molto meno misteriose per i cittadini del Belpaese: il ministero della Salute, infatti, ha lanciato l’operazione trasparenza, avviando la pubblicazione online dei dati relativi all’efficienza dei sistemi sanitari regionali.
Ospedali a confronto
Raccolti in base ai servizi offerti dalle aziende sanitarie, i dati relativi a strutture sanitarie, Asl e ospedali saranno d’ora in poi messi a disposizione dei cittadini sul sito del ministero della Salute, rendendo possibile la verifica dell’efficienza dei diversi centri di cura. Ferruccio Fazio, ministro della Salute, accoglie con soddisfazione l’importante novità, sottolineando come si tratti non tanto di un provvedimento adottato per stilare graduatorie, quanto di una mossa compiuta per ridurre sprechi e inefficienze. Di primaria importanza, a suo dire, sarà la possibilità offerta ai cittadini di controllare l’efficienza di ogni singola azienda ospedaliera su qualsiasi tipo di intervento.
Si dice che quella medica, più che una professione, sia una vocazione. In effetti, la pratica medica ha molti aspetti positivi (la soddisfazione di svolgere una professione socialmente utile, una retribuzione medio-alta ecc), ma anche qualcuno negativo. Per esempio, secondo dell’Amami (l’Associazione per i medici accusati di malpratctice ingiustamente) alcuni camici bianchi sono stati costretti negli ultimi 15 anni a fare fronte ad aumenti irragionevoli dell’assicurazione contro i rischi sanitari.
Continua a leggere: Polizza sanitaria: la spina nel fianco dei medici
Novità in vista nei portafogli degli italiani: nessuna paura, non è in vista alcuna tassa in più, ma semplicemente un restyling di una delle tante tessere che riempiono gli scomparti portadocumenti. L’Agenzia delle Entrate ha infatti annunciato che verrà modificata la Tessera sanitaria.