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Lavoro: obbligo per scuole di pubblicare curriculum studenti

pubblicato da Roberto

Lavoro: obbligo per scuole di pubblicare curriculum studentiParte ufficialmente la liberalizzazione del collocamento, con la firma, da parte del Ministro del lavoro, del Decreto che fissa i dettagli operativi per l’attuazione delle norme fissate dalla Legge n. 111 del 2011. Quest’ultima consente di svolgere attività di intermediazione nel mercato del lavoro a molti soggetti diversi, come le scuole, le università (pubbliche e private), i Comuni (anche in forma associata e le comunità montane), le Camere di Commercio, le associazioni sindacali e datoriali, i patronati, gli Enti bilaterali, le associazioni senza fini di lucro, l’Enpals, i siti internet no profit.

Il fulcro di tale attività, per tutti, è il portale Cliclavoro, che svolge le funzione di “borsa continua nazionale del lavoro“, prevista dalle varie leggi di riforma del mercato del lavoro. Per poter svolgere l’attività di intermediazione, i soggetti devono avere l’interconnessione con la “borsa” e ottenere l’iscrizione all’Albo delle agenzie per il lavoro.

Per quanto riguarda scuole e università, in particolare, il Decreto stabilisce che: le scuole devono pubblicare sui propri siti istituzionali i curriculum dei propri studenti dell’ultimo anno di corso, fino a 12 mesi dopo il conseguimento del titolo; le università devono pubblicare sui propri siti istituzionali i curriculum dei propri studenti dalla data di immatricolazione e almeno fino a 12 mesi dal conseguimento della laurea.

In entrambi i casi, il modello da adottare è quello standard del curriculum vitae europeo. Gli istituti che non rispettano le regole stabilite dal Decreto sono soggetti a sanzioni anche pecuniarie.

Via Ansa.

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Ocse, l'istruzione italiana è in caduta libera

pubblicato da Roberto

Ocse, l'istruzione italiana è in caduta liberaL’istruzione degli italiani è in caduta libera. Il Paese investe sempre meno nella scuola, gli insegnanti sono sottopagati e laureati e diplomati, in Italia, sono meno della media europea. Eppure gli studenti italiani passano sui banchi scolastici un numero maggiore di ore rispetto ai compagni europei: una media di 8,316 ore per le scuole elementari e medie contro le 6.732 ore della media Ocse.

Questo è il quadro che emerge dal rapporto sull’educazione scolastica pubblicato oggi dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il rapporto assegna all’Italia il 29° posto, su 34 Paesi europei, per gli investimenti nell’istruzione: alla scuola italiana va il 4,8% del Pil (spesa stabile da anni) contro una media Ocse del 6,1%.

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Scuola, è illegittimo chiedere un contributo alle famiglie

pubblicato da Roberto

Secondo la Ragioneria dello Stato Ã�¨ illegittima la richiesta di un contributo alle famiglie da parte delle scuoleLe ispezioni effettuate dal ministero dell’Economia nelle scuole hanno evidenziato come una delle irregolarità più diffuse sia la richiesta di contributi avanzata dagli istituti alle famiglie degli alunni.

La Ragioneria generale dello Stato precisa che è «indebito l’accollo alle famiglie degli alunni di contributi dovuti in forma obbligatoria dagli Istituti».

La Ragioneria ha raccolto l’esito delle ispezioni in un documento corredato dall’elenco delle norme non rispettate. Sul fronte delle competenze stipendiali, gli ispettori hanno rilevato casi di «omesso versamento di contributi Inps e ritenute erariali, con il successivo accollo di sanzioni e interessi di mora che hanno provocato un danno all’erario». E ancora, riguardo alle procedure di spesa, che è «indebito accollo, da parte degli Istituti, di spese di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici, a carico, invece, dell’Amministrazione provinciale».

All’attenzione dell’attività ispettiva anche l’«erogazione ai Dirigenti scolastici di indennità accessorie per aver svolto attività di coordinamento (ad esempio attività prestata in occasione di corsi e/o seminari) contravvenendo alla norma che stabilisce la natura omnicomprensiva dello stipendio dei Dirigenti».

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Corredo scolastico sempre più caro, l'indagine di Klikkapromo

pubblicato da Roberto

http://risparmioemutui.blogosfere.it/images/risparmio%20libri%20usati.jpgAstucci, cartelle e altri prodotti di cartoleria. Con l’inizio dell’anno scolastico ormai alle porte diventa necessario l’acquisto del corredo che quest’anno ha subito un’impennata nei costi. Dal confronto effettuato dal sito Klikkapromo fra i prezzi attuali e quelli dell’anno scorso per matite, penne, quaderni e altri articoli di cancelleria emerge che la gran parte dei tradizionali prodotti back to school sta registrando aumenti mediamente del 9% rispetto all’analogo periodo 2010.

Dal confronto emerge che per alcuni prodotti come le tempere e le matite colorate il prezzo è salito rispettivamente del 52 e del 23%. Nel primo caso il costo medio di un singolo tubetto di tempera può arrivare a circa 50 centesimi, prezzo decisamente maggiore rispetto ai 32 centesimi del 2010. Lievi ribassi (dal 2 al 5%) vengono registrati per album, colle e correttori. L’unico vero calo degno di nota riguarda le tradizionali matite HB, il cui prezzo è sceso mediamente del 15%, ossia da 26 a 22 centesimi al pezzo.

L’indagine ha inoltre stimato la spesa minima, media e massima che le famiglie dovranno sostenere per l’acquisto del classico set di prodotti di cancelleria per ciascuno studente: quest’anno infatti il budget medio necessario per i propri figli si aggirerà attorno ai 57€. Per non parlare di coloro che opteranno per gli articoli più costosi che potranno arrivare a spendere anche oltre 90 € per riempire astucci e cartelle dei propri figli.

Via Klikkapromo.

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Testi scolastici, la metà degli istituti non rispetto i limiti di spesa

pubblicato da Roberto

Da un'indagine dell'associazione Adiconsum, gli istituti scolastici non rispettono i limiti di spesa per i testi adottatiLe ferie finiscono e le famiglie pensano all’acquisto dei libri di testo per i propri figli. Un’indagine Adiconsum ha evidenziato come in molti casi i tetti di spesa per i volumi scolastici non siano per nulla rispettati. La ricerca è stata condotta su 48 istituti scolastici italiani, per un totale di 480 classi di scuola secondaria di secondo grado, e ha evidenziato come oltre metà delle scuole italiane considerate violino i tetti di spesa utilizzando un semplice escamotage: inserire tra i libri consigliati testi che sono invece fondamentali e il cui acquisto viene fatto comparire nelle annualità successive come testi già acquistati.

Questi sotterfugi però potrebbero non essere necessario, dato che, secondo l’indagine, alcuni istituti riescono tranquillamente a stare nei limiti. In particolare, a sforare i limiti di esborso per i libri scolastici al nord sono 100 classi su 160 al nord; 82 su 160 al centro e 84 su 160 al sud.

Da Adiconsum giungono alcuni consigli per risparmiare nell’acquisto dei libri di testo:
a) prima di acquistare appurare che la nomina dei docenti sia stata confermata. Il docente che subentra all’inizio dell’anno scolastico ha infatti la facoltà di adottare nuovi libri;
b) verificare che nell’elenco dei libri consigliati non siano inclusi testi obbligatori;
c) se si è in possesso di un reddito ISEE molto basso, attendere la circolare della scuola con la specifica del tetto di ISEE al di sotto del quale è possibile essere esentati dal pagamento dei libri e del corredo scolastico;
d) acquistare i testi presso i grandi magazzini (di solito c’è un risparmio del 10%, prenotando per tempo);
e) acquistare sui siti on line, anche se questa scelta non permette di verificare lo stato dei libri né la dotazione dei supporti.

Per un ulteriore risparmio si possono anche acquistare libri usati fuori dalle scuole, nei mercatini o nelle librerie, avendo cura di verificare, oltre alle condizioni dei libri, anche l’edizione e la disponibilità degli eventuali supporti informatici al testo cartaceo.

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Precari scuola, assunti con 4.000 euro in meno

pubblicato da Roberto

Cattive notizie per i precari assunti entro il primo settembre. Il nuovo contratto nazionale di lavoro, infatti, per assumere a tempo indeterminato nelle scuole oltre 30.00 docenti e 36.000 ATA precari, prevede il congelamento dello stipendio per qualche anno e una perdita secca, secondo quanto previsto dalle sigle sindacali, di 4.000,00 Euro.
Cattive notizie per i precari assunti entro il primo settembre. Il nuovo contratto nazionale di lavoro, infatti, per assumere a tempo indeterminato nelle scuole oltre 30.00 docenti e 36.000 ATA precari, prevede il congelamento dello stipendio per qualche anno e una perdita secca, secondo quanto previsto dalle sigle sindacali, di 4.000,00 Euro.

Per la Cgil che per ora ha scelto di non firmare è contraria alle penalizzazioni in busta paga contenute nell’accordo che allungano in modo strutturale il primo gradone stipendiale, portandolo da 0-2 anni a 0-8 anni, con l’effetto che un docente precario neo assunto con 5 anni di pre-ruolo, col vecchio gradone, sarebbe scattato di fascia l’anno successivo, mentre ora per effetto del contratto dovrà aspettare 3 anni e 4 mesi e quindi, in base al nuovo gradone, perderà l’aumento per il periodo mancante al raggiungimento del gradone successivo. Se il neo assunto vanta un’anzianità di pre-ruolo di 10 o più anni non perderà nulla, considerato che la nuova assunzione avverrà direttamente al gradone successivo.

Stesso discorso vale per gli ATA, che, sempre nell’ipotesi di neo assunti con 5 anni di anzianità pre-ruolo, perderanno da 1.254,07 euro (se collaboratore scolastico) a 1.612,95 euro (se assistenti amministrativi e tecnici). Se infine Dsga (vale a dire, Direttori dei servizi generali e amministrativi), 2.784,64 euro.

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