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Ferrovie: sciopero nazionale il 21 ottobre

pubblicato da Roberto

Ferrovie: sciopero nazionale il 21 ottobre
Sciopero nazionale e treni fermi il prossimo 21 ottobre. “Protesteremo contro l’incapacità gestionale del management FS, che deve fare chiarezza una volta per tutte sul futuro del trasporto ferroviario in Italia. Non si può più continuare a gettare fumo negli occhi, è ora di dare risposte concrete“. È quanto affermano i sindacati che hanno indetto lo stop.

Si legge in una nota: “Le Segreterie Nazionali FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, UGLTRASPORTI e FAST FERROVIE, non avendo avuto risposte di merito dal Gruppo FS nonostante due diverse attivazioni di procedure di raffreddamento (24 giugno e 12 settembre 2011) e una richiesta di censura inviata alla Commissione di Garanzia il 5 luglio scorso proclamano uno Sciopero Nazionale di 8 ore dalle 9.01 alle 17.00 del giorno 21 ottobre 2011 di tutto il personale del Gruppo Ferrovie dello Stato S.p.A“.

Via Ansa.

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Manovra di Ferragosto, via libera ai licenziamenti "selvaggi"

pubblicato da Roberto

Approvato dalla Commissione bilancio l'art. 8, via libera ai licenziamenti selvaggiLa Commissione bilancio ha approvato ieri l’emendamento della maggioranza sui contratti, così come proposto nella manovra di Ferragosto: le intese sottoscritte a livello aziendale o territoriale possono derogare a leggi sul lavoro, comprese quelle sul licenziamento, e alle relative norme contenute nei contratti nazionali.

Fermo restando il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro, le specifiche intese” aziendali e territoriali “operano anche in deroga alle disposizioni di legge” e alle “relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro”, si legge nel testo approvato. “Il governo autoritario distrugge l’autonomia delle parti”, ha commentato il leader della Cgil, Susanna Camusso.

Nel testo tra l’altro si esplicita che le intese valide saranno non solo quelle “sottoscritte a livello aziendale o territoriale da associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”, ma si aggiunge che anche le associazioni “territoriali” avranno la possibilità di realizzare specifiche intese “bon efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati” su temi come la “le mansioni del lavoratore, i contratti a termine, l’orario di lavoro, le modalità di assunzione, le conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio” e per le problematiche legate alle lavoratrici madri.

Tra le materie che non potranno essere inserite nelle intese aziendali e territoriali, come il licenziamento discriminatorio, ci sono alcuni diritti delle lavoratrici madri. Queste intese non potranno infatti occuparsi di temi come “il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio, il licenziamento della lavoratrice dall’inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei periodi di interdizione al lavoro, nonché fino ad un anno di età del bambino, il licenziamento causato dalla domanda o dalla fruizione del congedo parentale e per la malattia del bambino da parte della lavoratrice o del lavoratore ed il licenziamento in caso di adozione o affidamento”.

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Ikea, un esempio di rapporti sindacali diversi

pubblicato da Roberto

Con l'integrativo siglato da azienda e sindacati (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil), la multinazionale svedese introduce la possibilit�  di scegliere due diversi premi e affida la scelta ai lavoratori, reparto per reparto, gruppo per gruppo o negozio per negozio.
Con l’integrativo siglato da azienda e sindacati (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil), la multinazionale svedese introduce la possibilità di scegliere due diversi premi e affida la scelta ai lavoratori, reparto per reparto, gruppo per gruppo o negozio per negozio.

L’intesa riguarda 6.850 lavoratori. Nonostante la crisi l’accordo non fa un passo indietro rispetto alla precendente in termini di diritti, anzi, il negozio e la sua rappresentanza assumono un ruolo più forte anche nella determinazione del premio che è stato fissato in 1.300 euro, ma che a fronte di un andamento positivo degli indicatori può arrivare fino a 1.600. Il premio è composto per il 30% dal risultato economico di Ikea Italia, per il 20% dalle vendite del negozio mentre per il restante 50% si può scegliere tra il premio A e il premio B. L’opzione A affida la metà del premio a una rosa di indicatori scelti tra una decina di parametri classici che vanno dalla soddisfazione del cliente agli acquisti fatti con la Family card ai volumi di vendita, mentre con l’opzione B i lavoratori decidono di optare per un modello alternativo e diverso, basato su un complesso di indici e criteri.

L’intesa inoltre allarga la sfera sociale, come testimoniano i 18 mesi di aspettativa con conservazione del posto di lavoro per chi si sottopone a cure salvavita, i 12 mesi in più di aspettativa non retribuita per maternità, i 2 giorni retribuiti al padre per la nascita del figlio, l’anticipo del tfr per spese inerenti lo studio per sè e per i figli, la ristrutturazione della prima casa, l’acquisto di un mezzo di trasporto, il permesso retribuito per gli immigrati per le pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno per il ricongiungimento familiare, il part time ciclico.

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Crisi economica e riforma dello Statuto dei lavoratori

pubblicato da Roberto

Nella conferenza stampa convocata venerdì 5 agosto Tremonti ha enunciato l'intenzione di modificare lo Statuto del Lavoro, è davvero una riforma necessaria?Nella conferenza stampa convocata venerdì 5 agosto, Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti hanno snocciolato ai giornalisti i 4 punti della loro ricetta per uscire dalla crisi, tra i quali la riforma dello Statuto del lavoro, affermando che “uno dei pilastri sarà la riforma del lavoro. C’è un testo importante già elaborato, sarà presentato alle parti sociali per essere portato al Senato“. Proprio alla riforma dello Statuto dei lavoratori, e più precisamente al famigerato Statuto dei Lavori ha fatto riferimento Tremonti.

La bozza si compone di due articoli: il primo di conferimento della delega al governo e il secondo che ne esplica le modalità.
Compaiono poi tutti i cavalli di battaglia del ministro: una soglia minima di diritti per tutti e poi il resto: sussidiarietà, enti bilaterali, compatibilità economiche, variabili geografiche e settoriali.

Il principio fondante lo Stauto dei lavori è assolutamente inaccettabile e cioè quando stabilisce che i diritti debbano discendere dalla tipologia di impiego. E’ un assunto per noi assolutamente non accoglibile“, hanno subito affermato dalla CGIL.

La cosa devastante in quel progetto, oltre il nulla di cui sono composte le due paginette scarse, è la previsione del tutto ideologica che è la riduzione del 50% della legislazione del lavoro e la derogabilità, tolti i diritti definiti dalle convenzioni internazionali, a qualunque livello. Un fatto che potrebbe scatenare una corsa verso il basso perché ad ogni derogabilità di una azienda corrisponderà una pressione proveniente da un’altra azienda per avere più derogabilità rispetto alla prima“. Insomma, continua la CGIL, “si produrrà un modello dove vince chi deroga di più determinando un inaccettabile assetto sociale che fa a pugni con qualunque ipotesi di autonomia del diritto rispetto alle eleggi della concorrenza“.

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L’inganno nel lavoro: finti soci, autonomi, ma subordinati

pubblicato da matteo

Flessibilità. Negli ultimi anni tutti i lavoratori hanno imparato a fare i conti con lei, divenuta una qualità fondamentale da esibire nella ricerca del lavoro. Il lavoro subordinato stabile è passato di moda, trasformandosi in para-subordinato, a tempo determinato, a progetto e in mille altre forme. Oggi, anche questo non basta più: e l’Italia si riempie di finte partite Iva e di giovani impiegati formalmente e contrattualmente promossi a “soci” di imprese commerciali. Un meccanismo subdolo e spesso non regolare, contro il quale – in alcuni casi – si può combattere con l’aiuto del sindacato.

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