
Cosa prevede la dieta a pranzo? Lunedì, panino; martedì, panino; mercoledì, panino… e così via. In tempi di crisi, anche la sana alimentazione e la linea degli italiani sono messi a rischio. A quanto pare, così denuncia Federconsumatori, i lavoratori del Belpaese non possono più concedersi una pausa pranzo come si deve: in meno di dieci anni i prezzi sono più che raddoppiati e – a fronte dello stagnare degli stipendi – l’unica via rimasta è il pranzo al sacco.
La denuncia dei consumatori
I calcoli effettuati dall’Osservatorio nazionale di Federconsumatori – prendendo in considerazione i prezzi praticati in bar e punti di ristoro self-service – parlano chiaro: rispetto al 2009, il costo della pausa pranzo sarebbe cresciuto dell’8%; se si prende come parametro il 2001, poi, il confronto è ancor più impietoso, con rialzi che raggiungono addirittura il 116%.
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Dopo un anno di sostanziale stabilità, i prezzi tornano a salire nel comparto alimentare. La ripresa dell’inflazione anche tra i banchi del mercato preoccupa le associazioni dei consumatori, che percepiscono come un segnale allarmante il rincaro in assenza di una ripresa della domanda.
La ricomparsa dell’inflazione
Secondo i dati provvisori forniti dall’Istat, nel settore alimentare, a ottobre, l’inflazione è cresciuta dell’1,7% su base annua e dello 0,2% su base mensile. Il dato – per quanto ancora da confermare – segna un’inversione di tendenza rispetto al recente passato: nel corso dell’ultimo anno, infatti, i prezzi dei beni alimentari si erano dimostrati stabili.
Natale non è poi così lontano. In questo periodo, dunque, è lecito fantasticare sui giorni di vacanza che la festività porta con sé. Approfittare o non approfittare dell’occasione per fare un po’ di turismo? Nel caso si decidesse di partire e si scegliesse come meta una delle grandi città mondiali, meglio tenere quanto indicato dallo studio di Mercer Human Resource Consulting sulle città turistiche più care al mondo. Il consiglio che emerge dalla ricerca è: evitate Milano!
Carissima Milano
In base alla rilevazione dei ricercatori, il capoluogo lombardo è in vetta alla graduatoria delle 10 città turistiche più care del mondo. Dietro alla metropoli meneghina, si sono piazzate – nell’ordine – Londra, Parigi, San Paolo, New York, Vienna, Rio de Janeiro, San Pietroburgo, Atene e L’Havana.
Arriva l’inverno e i riscaldamenti riprendono a funzionare. La prospettiva vi spaventa? È bene, allora, che conosciate a fondo il vostro nemico: la bolletta. Sapete come si determina la somma che siete costretti a pagare? A incidere sull’ammontare totale è in primo luogo il costo della materia prima, ma a definire la spesa che devono sostenere i consumatori sono anche molte altre componenti, tra cui i servizi di stoccaggio e la commercializzazione al dettaglio (senza dimenticare Iva e accise).
Componente per componente
Analizzando voce per voce la bolletta, si possono compiere alcune interessanti scoperte. Per esempio, lascerà stupiti venire a sapere che il complesso delle imposte che gravano sul gas (accise, Iva e addizionale regionale) sono più determinanti del prezzo della stessa materia prima.
Anche le feste possono diventare un affare molto serio. L’avviso arriva dall’Adoc, l’associazione dei consumatori. Halloween è alle porte e il rischio speculazione – su questa ricorrenza importata dagli Stati Uniti – ha raggiunto i livelli di guardia.
Aumenti a tutto spiano
Secondo le stime dell’Adoc, aumenteranno i prezzi di tutti gli elementi tipici della festa: dalle zucche (+,2,6%) alle maschere (+5,5%). A testimonianza del radicamento della ricorrenza anche nel nostro Paese, l’Adoc ha calcolato che il giro d’affari ha raggiunto i 350 milioni di euro, evidenziando una crescita del 7,8% l’anno.
Forse sarebbe opportuno fare rileggere agli italiani Robin Hood, l’abitante più famoso della Foresta di Notthingam. Lui rubava ai ricchi per dare ai poveri, gli italiani, invece, rubano per… pagare di più. È questo lo scenario dai dati diffusi dal Barometro mondiale dei furti del settore retail 2010, ricerca realizzata da Checkpoint Systems. La crisi economica che ha accresciuto le difficoltà economiche delle famiglie del nostro Paese è una spiegazione solo parziale per i furti in salsa tricolore: il cibo, classico bene di prima necessità, è infatti solo in quinta posizione tra i prodotti maggiormente taccheggiati.
Ne abbiamo già parlato nei giorni scorsi, ma il tema merita un approfondimento: nel nostro Paese cresce il consumo di prodotti biologici, facendo segnare un +9% da record. Ne dà notizia, con comprensibile soddisfazione, la Coldiretti, basandosi su dati Ismea-AcNielsen sugli acquisti domestici di prodotti confenzionati nel primo semestre 2010.
Prima in Europa
Le rilevazioni statistiche del Sinab (Sistema d’informazione nazionale sull’Agricoltura Biologica) confermano che il comparto agricolo biologico italiano, per numero di imprese attive ed ettari di superficie coltivati secondo il metodo biologico, è il primo in Europa.
Quanti soldi spende ogni anno una famiglia italiana in un supermercato? Circa 6.300. Con un po’ di attenzione in più, pero, la spesa potrebbe essere molto meno cara, almeno in quelle città dove la presenza di più catene di grande distribuzione ha messo in moto un meccanismo di concorrenza virtuosa. Lo afferma un’indagine svolta da Altroconsumo e pubblicata proprio in questi giorni.
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41 milioni di autovetture e 77.500 autofficine: in caso di guasti o danni, gli automobilisti italiani non hanno grandi problemi a trovare un meccanico che venga loro in aiuto. Sono questi i dati raccolti in collaborazione da Cna Servizi alla Comunità, Confartigianato Autoriparazione e Osservatorio Autopromotec.
La necessità e la volontà di risparmiare a volte possono giocare brutti scherzi e trasformarsi in un boomerang. È il caso, per esempio, delle vacanze low cost: se non vengono pianificate con attenzione, avverte Federconsumatori, possono rivelarsi estremamente salate e risultare meno convenienti di quanto auspicabile.
Prezzi fuori controllo
Niente pranzo e cena in albergo: per risparmiare si sceglie di andare in campeggio o di affittare un appartamento. Come ha rilevato l’osservatorio nazionale di Federconsumatori, però, in villeggiatura le brutte sorprese sono dietro l’angolo. Nelle località turistiche, infatti, i villeggianti fai-da-te troveranno prezzi molto più alti di quelli cui sono abituati nella quotidianità invernale.