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Redditometro: anche il conto corrente sarà sotto scacco

pubblicato da Roberto

Redditometro: anche il conto corrente sarà sotto scacco
Il nuovo redditometro sembra finalmente arrivare al punto d’avvio definitivo: attraverso lo strumento creato per aumentare il controllo sui redditi e ridurre l’evasione sarà possibile sapere non solo quanto guadagna il contribuente, ma anche quanto spende e quanto risparmia.

Spese più risparmio dovranno risultare nel reddito effettivo. I dettagli del nuovo redditometro che chiuderà il cerchio stringendo la morsa del fisco, saranno svelati dall’Agenzia delle Entrate, ma è già certo che esso terrà in conto i dati dell’Unico.

Intanto, l’amministrazione starebbe ipotizzando di chiedere alcune informazioni ulteriori, necessarie soprattutto a quantificare, non tanto le altre spese, quanto i beni patrimoniali non conosciuti o comunque censiti in altri database che saranno accessibili al fisco.

Tanto per cominciare si accederà ai conti correnti in maniera molto più semplice: la norma sulle liste selettive che consentirà al fisco di accedere ai dati sui conti per individuare i soggetti da controllare è arrivata infatti alla pubblicazione.

Si noti che si tratta di un cambiamento procedurale di rilievo: sino ad ora le intestazioni di conti e rapporti finanziari potevano “emergere” solo dopo una specifica indagine nei confronti del contribuente e comunque necessitavano dell’autorizzazione del direttore regionale delle Entrate o del comandante regionale della Guardia di Finanza.

Tuttavia, il vero cambiamento verrà generato nel sistema dalla cosiddetta “compliance”, ossia dalla possibilità da parte dei contribuenti di adeguarsi al sistema volontariamente.

Una scelta che sarà facilitata certamente dal fatto che gli intermediari autorizzati verranno sempre più messi sotto controllo.
Si pensi che è allo studio un software in grado di indagare autonomamente tra le dichiarazioni fiscali effettuate chiedendo eventualmente chiarimenti qualora riuscisse ad individuare delle incongruenze tra quanto dichiarato e quanto speso.

Via FiscoOggi.

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Cgia, famiglie rischiano 2,6 mld di tasse comunali in più

pubblicato da Roberto

Cgia, famiglie rischiano 2,6 mld di tasse comunali in più
Con la manovra di ferragosto del governo nel 2012 le famiglie italiane rischiano un nuovo salasso: potrebbero ammontare a circa 2,6 miliardi, infatti, le tasse comunali in arrivo dopo che ai sindaci è stata concessa la possibilità di aumentare l’aliquota dell’addizionale comunale Irpef fino a toccare il valore massimo dello 0,8%.

E’ la Cgia di Mestre a fare i conti. Una “nuova cattiva notizia” per i contribuenti italiani con cui cercare “di ridar ‘fiato’ alle casse comunali per compensare, almeno in parte, ai durissimi tagli subiti in questi ultimi anni”, spiega in una nota il segretario degli artigiani di Mestre, Giuseppe Bortolussi che quantifica: “con questa misura rischiamo 2,6 miliardi di tasse comunali in piu’. Una vera e propria stangata che si abbattera’ sulle famiglie e sulle piccole imprese“.

L’eventualità che i comuni sfruttino la possibilita’ offerta loro dal governo, infatti, è data quasi per scontata dalla Cgia: “appare abbastanza probabile che molti Sindaci approfitteranno di questa possibilita’ per fare cassa. Infatti, non rientrando nei decreti sul federalismo fiscale che vietano un incremento della pressione fiscale, questo sblocco totale delle addizionali comunali Irpef andra’ ad appesantire la tassazione locale sui contribuenti italiani”, denuncia ancora ricordando come la stima del gettito dell’applicazione dell’addizionale comunale Irpef, attualmente in vigore, è pari a circa 3 miliardi di euro.

Via Yahoo.

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Nel 2010 in Italia un lavoratore su dieci è irregolare

pubblicato da Roberto

Nel 2010 in Italia un lavoratore su dieci è irregolare
Nel 2010 in Italia oltre 2,5 milioni di lavoratori, tra dipendenti e autonomi, sono irregolari. La cifra è composta da 2.102.200 lavoratori dipendenti irregolari e da 446.400 lavoratori autonomi irregolari. Emerge dalle tabelle pubblicate dall’Istat sulla misura dell’occupazione non regolare nelle stime di contabilita’ nazionale, e relative agli anni 1995-2010.

Poiche’ in Italia nel 2010 le persone occupate, sia regolari sia irregolari, ammontano a 24.643.000 unità, il lavoro irregolare rappresenta il 10,3%.

L’occupazione, regolare e irregolare, ha subito nel 2010 un calo di 196.000 unità rispetto al 2009. Il calo è ascrivibile quasi interamente all’occupazione regolare (191.000 occupati in meno) mentre l’occupazione irregolare rime stabile.

Via Istat.

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La pressione fiscale reale supererò il 54%, parola della Cgia

pubblicato da Roberto

La pressione fiscale reale supererÃ�² il 54%, parola della CgiaPer i contribuenti onesti è una notizia shock: “nel 2014, gli effetti complessivi delle manovre correttive di luglio e di Ferragosto faranno schizzare la pressone fiscale reale oltre il 54%. Un livello che rischia di deprimere l’economia e gettare nello sconforto milioni e milioni di italiani fedeli al fisco”. Ad affermarlo è il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi.

La Cgia, che da anni fa un monitoraggio molto puntuale sull’andamento della pressione fiscale reale, è giunta a questo risultato ricordando che il nostro Pil nazionale, include anche la cifra imputabile all’economia sommersa prodotta dalle attivita’ irregolari che, non essendo conosciute al fisco.

Secondo l’Istat, l’economia in nero si aggirerebbe tra i 255 e i 275 mld di euro l’anno. Ricordando che la pressione fiscale ufficiale e’ data dal rapporto tra le entrate fiscali/contributive ed il Pil prodotto in un anno, nel 2010 la pressione fiscale ufficiale ha toccato il 42,6%.

Tuttavia, rileva la Cgia di Mestre, ”se ’storniamo’ dalla ricchezza prodotta la quota addebitabile al sommerso economico che non produce nessun gettito per l’Erario, il Pil diminuisce (quindi si ‘contrae’ il denominatore) e, pertanto, aumenta il risultato che emerge dal rapporto”.

Via Cgia.

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Con l'aumento delle tasse cresce la ricerca del prodotto in offerta

pubblicato da Roberto

Per sopravvivere a rincari e carovita diventano sempre più irresistibili gli sconti e le promozioni tra gli scaffali del supermercato.L’autunno si preannuncia caldo per le famiglie italiane che già al rientro dalle vacanze si sono ritrovate a dover fare i conti con rialzi dei prezzi e stangate post manovra. A rincarare la dose è arrivato anche l’aumento dell’Iva al 21%, che da solo peserà per oltre 300 euro l’anno.

Secondo gli esperti dell’Adico la dose di rialzi si farà sentire soprattutto sul carrello del supermercato, se non altro perché la spesa di ogni giorno è quella che non si può tagliare dal budget di fine mese. E allora ecco che, per sopravvivere a rincari e carovita diventano sempre più irresistibili gli sconti e le promozioni tra gli scaffali del supermercato.

Secondo un’indagine dell’Adico condotta su un campione di 500 persone il 48% del campione ha dichiarato che per comprare dove i prezzi sono più bassi sono disposti anche a fare qualche chilometro in più. “Certo serve tempo e la possibilità di spostarsi agilmente, ma lo sforzo è ben ricompensato perché chi fa la spesa dove i listini sono più vantaggiosi spende meno”.

Sempre lo studio dell’Adico relativo al primo semestre 2011 emerge che il 31% delle famiglie ha cambiato le abitudini di spesa, il 14% della spesa alimentare riguarda prodotti promozionali, il 19% prodotti primo prezzo. Si tratta di una strategia che permette di non svuotare il carrello della spesa, anche se il 23% delle famiglie ammette di aver modificato le abitudini a tavola in conseguenza della crisi economica e della difficoltà di far quadrare i conti, mangiando meno pesce ( 16%) e carne (11%).

La ricerca ha altresì evidenziato che il 14% delle persone sacrifica i consumi fuori casa, senza però rinunciare a determinate abitudini (aperitivo, colazione), ma spostandole nell’ambiente domestico.

Via Adico.

Leggi anche: Consumi, gli italiani tagliano il carrello della spesa.

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Previsione PIL, decresce ancora

pubblicato da Roberto

Il Ref ha rivisto il quadro macro dell'Italia alla luce delle recenti manovre confermando per il 2011 una crescita dello 0,7% ma rivedendo al ribasso quella del 2012 allo 0,4% (dallo 0,7% previsto il 20 luglio scorso).Il Ref ha rivisto il quadro macro dell’Italia alla luce delle recenti manovre confermando per il 2011 una crescita dello 0,7% ma rivedendo al ribasso quella del 2012 allo 0,4% (dallo 0,7% previsto il 20 luglio scorso).

Il nuovo quadro diramato oggi in collaborazione con la Confesercenti prevede inoltre un deficit/Pil 2011 al 3,8% (da 4,1%), stessa previsione del governo, e al 2012 al 2,2% (da 3,2%) ben superiore alla previsione del governo di un 1,4% (fatta dell’esecutivo in vista di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013).

Secondo la ricerca Ref/Consercenti inoltre il debito/Pil nel 2011 dovrebbe attestarsi al 120,5% (dal 120,6% visto a luglio) e nel 2012 al 119,8% (dal 120,8%).

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Come trovano lavoro gli italiani?

pubblicato da Roberto

La segnalazione di amici e parenti continuano ad essere lo strumento privilegiato per trovare lavoro. In crescita i servizi di intermediazione forniti da scuole ed università. Stabile la c.d. auto-candidatura.Le segnalazioni di amici e parenti continuano a essere lo strumento privilegiato per trovare lavoro e 1 italiano su 3 le sfrutta. Lo sostiene l’Isfol.

I Centri per l’impiego intermediano solo 3 persone su 100, per lo più appartenenti a categorie protette. Le opportunità di lavoro ottenute attraverso i contatti nell’ambiente lavorativo, pari al 7,5%, rappresentano un altro aspetto dell’intermediazione informale, interpretabile però in termini positivi: non si tratta della classica raccomandazione ma di relazioni professionali alimentate dalla reputazione, il merito o anche il semplice passa-parola.

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Da domani pagheremo l'IVA al 21%

pubblicato da Roberto

Scatta da sabato l'aumento dell'IVA previsto dalla manovra di Ferragosto appena approvata. L'entrata in vigore del decreto è infatti prevista per domani. Quali prodoti costeranno di più?
Scatta da sabato l’aumento dell’IVA previsto dalla manovra di Ferragosto appena approvata. L’entrata in vigore del decreto è infatti prevista per domani. Gli aumenti avranno forti ripercussioni sulle famiglie e devono portare nelle casse dello Stato tra i 4 e i 5 miliardi all’anno con un impatto sui prezzi dello 0,8%.

Nessun rincaro invece per prodotti come pane, latte, pomodori e giornali, tutti con IVA al 4%.

Inoltre l’aliquota non scatterà per le operazioni pagate prima dell’entrata in vigore del decreto, si applicherà il 20% alla data del pagamento e la maggiorazione riguarderà solo le fatture che devono ancora essere saldate.

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Manovra di Ferragosto, lotta all'evasione fiscale, il ruolo dei Comuni

pubblicato da Roberto

La Manovra di Ferragosto introduce nuovi compiti a carico dei Comuni per la lotta all'evasione fiscale
La manovra di Ferragosto ha introdotto norme per incentivare la partecipazione dei Comuni all’attività di accertamento tributario.

Viene attribuito ai Comuni, per il triennio 2012-2014, l’intero ammontare del maggior gettito ottenuto a seguito del loro intervento nell’attività di accertamento. Modificate le disposizioni che regolano l’accertamento delle imposte sui redditi per rafforzare i poteri svolti in tale ambito dai Consigli tributari.

Nuove modalità di pubblicazione dei dati relativi alle dichiarazioni sul sito del Comune: le stabilirà un d.p.c.m. su proposta del ministro dell’Economia, d’intesa con la Conferenza Stato - Città ed autonomie locali, determinerà criteri e modalità per la pubblicazione, sul sito del Comune, dei dati aggregati relativi alle dichiarazioni dei contribuenti residenti, con riferimento a determinate categorie di contribuenti o di reddito.

Via Fiscooggi.

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Pneumatici, novità dallo scorso 7 settembre

pubblicato da Roberto

Dal 7 settembre, quando si acquisterà un pneumatico, sarà indicato in fattura o nello scontrino fiscale il valore del contributo ambientale destinato a finanziare il corretto recupero del pneumatico, una volta che sarà giunto a fine vita.
Dal 7 settembre, quando si acquisterà un pneumatico, sarà indicato in fattura o nello scontrino fiscale il valore del contributo ambientale destinato a finanziare il corretto recupero del pneumatico, una volta che sarà giunto a fine vita.

Per spiegare il nuovo meccanismo è online un sito dedicato ai cittadini e consumatori: Contributopneumatici, realizzato da Ecopneus (società senza scopo di lucro che riunisce i produttori) in collaborazione con alcune associazioni di consumatori. L’iniziativa vuole informare i cittadini sul contributo ambientale per il recupero dei pneumatici a fine vita e sull’importanza della raccolta e del corretto trattamento di questi rifiuti.

Tutti i cittadini che acquisteranno un pneumatico vedranno pertanto indicato in fattura o sullo scontrino fiscale il contributo ambientale. Non è una nuova tassa, ma solo il costo necessario per la raccolta e il recupero, finora inserito nel prezzo di servizio di sostituzione del pneumatico.

Il contributo serve a coprire i costi di recupero. Si calcola infatti che ogni anno in Italia arrivano a fine vita oltre 380 mila tonnellate di pneumatici; di questi, 100 mila vengono abbandonati in discariche abusive, fiumi, campagne e cave.

Via Contributopneumatici.

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