
Organizzare una vacanza fai da te ha i suoi rischi, soprattutto se il consumatori cede a sedicenti offerte che poi non mantengono ciò che promettono. Ma nemmeno affidarsi a un’agenzia di viaggi mette al riparo da ogni problema.
Di estate in estate aumentano i casi di cittadini che lamentano ferie da incubo e che quindi si rivolgono alle associazioni dei consumatori per far valere i propri diritti: un aumento del 30% nelle segnalazioni di vacanze rovinate rispetto allo scorso anno, che vanno da voli in ritardo a hotel sporchi o mal serviti, fino a problemi con i documenti di viaggio che complicano se non impediscono la partenza o il rientro.
Per chi prenota in Internet, consiglia di confrontare i prezzi di hotel o voli su diversi siti, cercando riscontri sui forum dei viaggiatori; leggete con attenzione le condizioni contrattuali, in particolare quelle di recesso, e se qualcosa non è chiaro chiedete spiegazioni e prendetevi del tempo per averle; valutate sempre l’opportunità di stipulare un’assicurazione che risarcisca in caso di smarrimento bagagli, annullamento viaggio o furti.
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Un’etichetta per riconoscere i tour operator attenti ai criteri di sostenibilità ambientale e sociale. Nata da un accordo di collaborazione tra ICEA, AITR e TourCert la certificazione per gli operatori del turismo responsabile è stata presentata al Sana venerdì 9 scorso nell’ambito del convegno “Il turismo responsabile si certifica“.
Cosa resta nelle località turistiche quando le vacanze finiscono? Che impatto hanno sull’ambiente naturale i trasporti, i villaggi o i ristoranti tipici che i vacanzieri affollano? Le aziende che operano nel settore trattano con equità i loro dipendenti, rispettando i loro diritti e remunerandoli in maniera equa?
Queste sono solo alcune delle domande che il turista responsabile dovrebbe porsi prima di prenotare le sue vacanze. Ad orientare le sue scelte da oggi anche in Italia ci sarà un nuovo strumento, il CSR Tourism , un sistema di livello internazionale che certificherà gli operatori del turismo attenti, appunto, alla propria Responsabilità Sociale d’Impresa: un vero e proprio marchio di qualità che servirà a riconoscere i tour operator in grado di proporre vacanze che soddisfino criteri di sostenibilità ambientale ed equità sociale.
Via Helpconsumatori.
Come ogni anno il Codacons stila la statistica sulle vacanze andate male degli italiani. Complessivamente sono pervenute, fino a questo momento, 11.000 segnalazioni circa, il 15% in meno rispetto allo scorso anno.
Questa diminuzione dipende sia da un miglioramento della situazione, sia dall’assenza di crisi acute e improvvise tipiche sia dal fatto che meno italiani sono andati in ferie o hanno fatto vacanze più modeste. In particolare, secondo le stime dell’associazione di consumatori, per la prima volta si registra una flessione delle persone che hanno scelto di andare in vacanza all’estero: meno 5%.
Il 2011 deve essere ricordato come l’anno nero dei trasporti che, con il 27% delle segnalazioni, occupa il primo posto nella speciale classifica delle lamentele pervenute al Codacons. Ad incidere sul dato certamente i disagi dei treni, andati in tilt dopo il rogo della stazione Tiburtina.

Vacanze a settembre: si può, sempre più spesso. Sei milioni di italiani si concederanno le ferie nel mese di settempre, alla ricerca di località meno affollate, prezzi più convenienti, sagre e feste locali e vacanze più verdi. Si stima che il 18% degli italiani in vacanza trascorra infatti un periodo di relax proprio nel mese che chiude la stagione estiva.
È quanto afferma Coldiretti sulla base di dati Swg, per i quali quest’anno più che nel passato molti hanno scelto di partire a settembre.
Ad apprezzare il mese di settembre sono soprattutto gli amanti della tranquillità che vogliono cogliere l’ultimo scampolo dell’estate per riposarsi e tornare in forma alla routine quotidiana. Sei italiani su dieci non perdono l’occasione durante l’estate 2011 per partecipare a sagre, fiere e mercati di paese dedicate a ricorrenze storiche, religiose, ma soprattutto a prodotti tipici dell’enogastronomia locale
Molto gettonato il turismo ecologico, che ha raggiunto il valore di oltre 10 miliardi all’anno con un progressivo aumento del fatturato e delle presenze, anche per l’offerta di sistemazioni low cost in agriturismi o campeggi. Secondo Coldiretti, le vacanze nel mese di settembre costano in media il 30% in meno.

Luglio stazionario per il turismo alberghiero, agosto-boom con un aumento di presenze straniere. È il quadro tracciato da Federalberghi, che ha evidenziato una stagnazione complessiva delle presenze alberghiere nel mese di luglio, con un più 1,3% di italiani e un meno 1,3% di stranieri, cui si contrappone un agosto contrassegnato da un aumento del 3,5% delle presenze complessive. Ripartite a loro volta in un aumento dello 0,6% degli italiani e un boom pari a più 8,4% di stranieri.
Commenta il presidente Federalberghi Bernabò Bocca: “L’andamento del turismo alberghiero italiano a luglio ed agosto di quest’anno (rispetto allo stesso periodo del 2010) fa segnare un risultato più che positivo raffrontandolo all’asfittico contesto economico mondiale”.
E spiega: “Alla luce di questi dati, i primi otto mesi 2011 (rispetto allo stesso periodo del 2010) portano a segnare un più che significativo +1,9% di presenze, con gli italiani ad un +0,9% e gli stranieri ad un +2,6%. La nostra convinzione è che il nostro comparto e l’intero settore possano rappresentare il volano primario per la ripartenza dell’economia del nostro Paese, a condizione che si stabiliscano adesso le prossime scelte di politica turistica“.
Via Federalberghi.

Il Codice del Turismo prevede, all’art. 47, che “nel caso in cui l’inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto il turista può chiedere, oltre ed indipendentemente dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilità dell’occasione perduta”. Secondo la sentenza della Corte Europea “il consumatore ha diritto al risarcimento del danno morale derivante dall’inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in esecuzione di un contratto turistico rientrante nel campo di applicazione della direttiva”.
La giurisprudenza di merito, accogliendo tale orientamento, ha qualificato tale tipologia di danno come “un pregiudizio morale collegato alla delusione e allo stress causato dalla circostanza di non aver potuto godere appieno dei benefici della vacanza”. Più precisamente, “il danno consistente nel pregiudizio rappresentato dal disagio e dalla afflizione subiti dal turista-viaggiatore per non aver potuto godere pienamente della vacanza come occasione di svago e di riposo conforme alle proprie aspettative, vedendo così definitivamente compromesse la possibilità di realizzare un progetto teso al miglioramento delle potenzialità psico-fisiche, attraverso l’allentamento delle tensioni nervose connaturate all’intensità della vita moderna, e al miglioramento delle complessive condizioni di vita per la conseguita capacità di reinserirsi nell’abituale contesto sociale, familiare e lavorativo ed affrontare così gli aspetti negativi in maniera meno drammatica e più distesa”.
Sono due le voci di danno risarcibile: il pregiudizio economico degli esborsi sostenuti e il danno morale dovuto a delusione e stress subiti a causa del disservizio. Il pregiudizio economico è la voce di danno più facilmente quantificabile e corrisponde al prezzo del viaggio acquistato in caso di mancato godimento della vacanza o in una riduzione del prezzo medesimo nel caso in cui il consumatore non abbia potuto godere pienamente della vacanza, in quanto rovinata da disservizi, contrattempi o altri disguidi. Più difficile è, invece, quantificare il danno morale subito dal turista, risultando pressoché impossibile fornire una prova certa dello stress o della delusione subiti a causa del mancato godimento di una vacanza. In questi casi, la liquidazione del danno morale subito dal turista deluso dovrà avvenire in maniera equitativa.
Fonte Adico.

La manovra cancella ponti è un colpo basso per il turismo. Questo secondo il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. ”Le vacanze brevi durante l’anno sono una grossa fonte di fatturato per il settore. Storicamente, infatti, i vacanzieri che si muovono per il ‘ponte’ del 25 aprile, così come per quello del 2 giugno, restano in Italia. Cancellare questa possibilità significa tagliare di netto un fatturato che si aggira sui 6 milioni di euro”.
Sulla base dell’andamento degli ultimi tre anni, Federalberghi rileva come per il ponte del 25 aprile si muovano in media 6 milioni di italiani con un fatturato di due miliardi, per quello del primo maggio altri 6 milioni e mezzo di turisti per un fatturato di un miliardi e mezzo, mentre per quello del 2 giugno i vacanzieri sono 8 milioni e mezzo per 2 miliardi e 200 di fatturato.
Pur coscienti che è giusto tirare la cinghia prevedere per legge una perdita sicura per l’economia del Paese ci sembra quasi come pagare più la salsa che il pesce. L’Italia è un Paese che dovrebbe vivere di turismo, molto spesso ciò non viene tenuto in debita considerazione.
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La multiproprietà viene considerata, a torto o a ragione, un modo alternativo e valido per organizzare le proprie vacanze. Se state pensando di acquistare una quota di multiproprietà o siete già proprietari, ricardatevi quali sono i vostri diritti.
La tutela del consumatore si estende anche ai contratti multiproprietà con una durata minima di un anno e riguarda non riguarda solo i beni immobili (case, villette, ecc.), ma anche beni mobili (navi, roulotte, ecc.), se adibiti ad alloggi.
La nuova norma, introdotta dal Codice del Turismo, impone anche un’adeguata pubblicità per tutti i contratti accessori (contratti di finanziamento, pulizie, utilizzo impianti sportivi, ecc.) collegati alla multiproprietà.
Continua a leggere: Multiproprietà, i diritti dei consumatori

In tempo di crisi gli automobilisti italiani mutano le loro abitudini. Chi sceglie di mettersi in strada con il carpooling viene premiato con un risparmio in media di 250 euro. In un solo mese, tra il 15 luglio e il 15 agosto, è salita del 30% l’offerta e la richiesta di passaggi in auto rispetto ad un anno fa.
Una tendenza fotografata dal sito RoadSharing, primo portale di carpooling italiano per numero di utenti e viaggi disponibili realizzato da Daniele Nuzzo. “Nell’ultimo mese abbiamo registrato un aumento del 30% di passaggi in auto, i visitatori unici al giorno sono passati da 2 mila a 3.500. Il valore economico del sito è addirittura quadruplicato grazie alla costante ascesa degli utenti, in crescita di circa l’80% al giorno, e anche agli accordi presi con società come Tiscali e Autostrade per l’Italia che offrono il servizio ai loro utenti per abbattere traffico ed emissioni di gas serra“.
Tra le mete più gettonate dell’estate dagli italiani che scelgono l’autostop in Rete la Puglia, la Sicilia, la Spagna e la Francia. Tra i grandi attrattori di “passaggi” anche gli eventi musicali e sportivi, come ad esempio il Rototom Festival che ha registrato oltre 250 passaggi scambiati grazie a una mirata strategia di comunicazione su siti e social network.

Ha fatto discutere, e non poco, la concessione delle spiagge (parte del demanio pubblico) ai privati. La misura, inserita nel DL Sviluppo ormai prossimo all’approvazione, era ritenuta da più parti eccessivamente favorevole ai gestori degli stabilimenti e definita un “regalo” che non poteva che ridurre il diritto dei cittadini ad accedere al bagnasciuga e di farsi una giornata al mare senza dover pagare per servizi che non sempre sono richiesti e necessari.
Pietro Giordano, segretario generale vicario di Adiconsum, lancia un appello al Governo:
Senso di responsabilità e tutela dei consumatori e delle aziende sane del settore del turismo balneare devono guidare i prossimi passi del Governo per un sistema di concessione delle spiagge. E’ possibile creare un sistema di affidamenti in concessione che non punti su costi bassi per i concessionari, ma che premi i servizi ed il rispetto dei consumatori. Le spiagge sono un bene pubblico e come tali devono poter essere godute dai consumatori. Adiconsum chiede l’apertura di un tavolo di confronto tra le Associazioni dei Consumatori e le Associazioni dei Balneari capace di realizzare un Avviso comune che individui nuove normative di legge che tutelino i consumatori ed allo stesso tempo le aziende balneari sane del comparto produttivo. Troppo spesso, infatti, i bagnanti pagano balzelli non dovuti per accedere al bagnasciuga, per avere una spiaggia libera dotata di docce e di bagnini, per avere diritto a passeggiare senza ostacoli sul bagnasciuga
C’è tempo per aprire un tavolo di confronto visto che quegli articoli del DL Sviluppo che prevedevano una concessione inizialmente per 90 anni (poi ridotti a 20) è saltata durante l’esame del provvedimento nelle commissioni parlamentari. Le spiagge, per ora, non finiranno ai privati.