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Unioncamere, cerchiamo ingegneri e tecnici

pubblicato da Roberto

Quali sono le figure richieste dalle aziende?Oltre 74.000 laureati, 244.000 diplomati e 80.000 persone con la qualifica professionale, più 196.000 candidati con la sola scuola dell’obbligo. Si ripartiranno così le 595.000 assunzioni non stagionali che le imprese intendono effettuare nell’arco di quest’anno.

Lo evidenzia il dato annuale sulle previsioni di assunzione nell’industria e nei servizi di Unioncamere e ministero del Lavoro.

La rilevazione accende un faro su alcuni fenomeni: l’incremento cospicuo soprattutto della domanda di qualifiche professionali, previste in crescita di quasi 16mila unità; l’aumento della richiesta in termini assoluti di diplomati; il fatto che quasi 20mila laureati, oltre 45mila diplomati, 17mila qualifiche professionali e 34.500 persone prive di formazione specifica sono considerati “introvabili” dalle imprese perché i candidati al posto di lavoro sono pochi o inadeguati per la loro preparazione scolastica o, più in generale, per le competenze possedute.

Lo studio dell’economia è così il consiglio più saggio per le matricole universitarie“, mettono in evidenza da Unioncamere, “visto che anche quest’anno sarà proprio ai “dottori” in questa facoltà che le imprese destineranno il maggior numero di assunzioni previste tra i laureati. Alta anche la richiesta complessiva di ingegneri, che raggiunge quasi le 21mila unità“.

Via Finanza.

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Neo imprese, chi sono?

pubblicato da Roberto

Aprire un'impresa Ã�¨ il piÃ�¹ delle volte una scommessa, l'occasione per realizzare un sogno. Almeno, cosÃ�¬ la pensa il 54,4% degli italiani che nei primi sei mesi del 2011 hanno deciso di fondare un'impresa. Aprire un’impresa è il più delle volte una scommessa, l’occasione per realizzare un sogno. Almeno, così la pensa il 54,4% degli italiani che nei primi sei mesi del 2011 hanno deciso di fondare un’impresa. Solo il 32,9% degli interpellati, invece, fa emergere la necessità di trovare un primo impiego, un nuovo sbocco lavorativo oppure la difficoltà a trovare un impiego sicuro da dipendente.

Questo è il quadro delle motivazioni che emerge da un’indagine condotta nello scorso mese di luglio dal Centro Studi di Unioncamere. Lo studio ha avuto per oggetto un campione di oltre 4000 neo-imprenditori alla loro prima esperienza e 104.525 nuove imprese iscritte nei registri delle Camere di commercio durante i primi sei mesi dell’anno.

Il 75,1% di queste fanno capo ad un neo-imprenditore uomo, mentre il 24,9% è guidato da una donna. Nel 24,5% dei casi, l’imprenditore ha meno di 30 anni; una percentuale di giovani che, addirittura, raddoppia se si aggiunge la fascia 31-35 fino ad arrivare al 44,5%. Minima la cifra richiesta per l’inizio della nuova impresa: al 70,7% degli interpellati sono bastati meno di 10 mila euro.

Il 24,3% dei neo imprenditori dichiara infatti di continuare a svolgere la precedente attività. La maggioranza degli interpellati, però, si è lanciato nell’avventura senza guardarsi indietro: il 75,7% delle matricole del mercato. La percentuale più elevata di questi casi si rileva tra le professioni di operaio/apprendista e impiegato/quadro: rispettivamente l’84,2% e il 79,3% degli intervistati, infatti, dichiara di dedicare il 100% del proprio tempo nella gestione della nuova impresa.

Nel caso delle imprenditrici, la nuova impresa ha un posto “part time” nella vita delle donne: il 58,3% di quante hanno avviato per la prima volta un’impresa non nasconde infatti di continuare a svolgere pienamente il proprio ruolo fra le mura domestiche.

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