L’avvento dell’era digitale sarà una grande opportunità per tutti ma è anche un fenomeno che potrebbe far sparire alcuni mestieri dal mercato del lavoro. Alcuni impieghi, quindi, non rientrando tra i lavori del futuro, sono destinati a finire per sempre oppure a essere ridimensionati in maniera consistente.
Ecco dieci lavori che nel futuro potrebbero scomparire.
Astronauta
La Luna è stata raggiunta. I satelliti sono stati costruiti e piazzati lungo l’orbita terrestre. Per i Paesi occidentali, sostenere i costi per le attività di esplorazione dello spazio sta diventando sempre più difficoltoso, soprattutto in tempi di crisi. Per gli astronauti quindi diventerà sempre più arduo trovare lavoro, almeno nel Paese che più di ogni altro ha puntato su questo settore: gli Stati Uniti d’America. Le possibilità di impiego, ora, verranno sempre di più dalla Cina e dalla Russia.
Commesso di videoteca
Vi capita spesso di andare in videoteca? Di certo, vi accade con meno frequenza. Ed è molto probabile che questo succederà ancora più di rado in futuro perché sul web è possibile scaricare film e altri contenuti multimediali con un semplice click.
Operatore di call center
Il mestiere di operatore di call center è un po’ il simbolo della “generazione mille euro”. Un impiego non retribuito molto bene ma di certo più facile da ottenere rispetto ad altri in un mercato del lavoro dove la precarietà e la disoccupazione sono purtroppo delle realtà allarmanti. Già adesso molte aziende fanno svolgere alle macchine di risposta automatica la maggior parte dei compiti effettuati dai lavoratori dei call center.
Continua a leggere: I dieci lavoro che non esisteranno più nel futuro (prima parte)

Se la parola del momento è crisi, proviamo a combatterla a suon di baratto. Se la congiuntura economica ha costretto il viaggiatore a ridurre il budget necessario alle vacanze, si può sempre fare di necessità virtù aggiungendo alle piccole “manovre finanziarie personali” la voce “baratto”.
Giunta alla Terza Edizione la Settimana del Baratto (dal 14 al 21 novembre p.v.) entra a pieno titolo nel calendario vacanze degli italiani che vogliono risparmiare, ma soprattutto riscoprire un senso d’ospitalità più autentica fatta di scambio di esperienze, opinioni, professionalità.
Riguardo ai beni o ai servizi da proporre per lo scambio il consumatore può lasciarsi trasportare dalla fantasia o assecondare ciò che realmente è in grado di fare; non mancano gestori interessati alle più varie proposte di baratto e viaggiatori in grado di soddisfare le tantissime richieste che i gestori pubblicano.
Quest’ultima è una sorta di “mercato virtuale” dove si incontrano domanda e offerta e dove si possono trovare degli ottimi spunti di baratto: dalle lezioni private alla realizzazione di siti internet, dal giardinaggio alla manutenzione dell’impianto elettrico. Qualche esempio: volete scambiare una vecchia giacca di pelle? Avete una collezione di CD o DVD che non entra più nel vostro monolocale? Preparate delle ottime conserve e marmellate o dei formaggi tipici? Portateli ai gestori di un B&B che, in cambio, vi offriranno dal weekend alla settimana intera di vacanza.
Via Settimanadelbaratto.
Dopo aver trascorso una settimana o più ad alzarsi tardi, a stare all’aria aperta, ridere e scherzare senza una tabella di marcia, il rientro può essere molto difficile sia dal punto di vista fisico sia psicologico.
Senso di stordimento, calo dell’attenzione, mal di testa, problemi di digestione, raffreddore, mal di gola, tosse e vari dolori muscolari sono i disturbi che possono presentarsi al rientro dalle vacanze. Ma il sintomo maggiormente diffuso della sindrome da rientro è l’ansia e la depressione generate dalla difficoltà di riprendere il lavoro da dove si è lasciato.
Non sono da escludere neppure forti emicranie, spossatezza, momenti di sonnolenza o nervosismo e stati di apatia. Se questi sintomi durano per pochi giorni non c’è nulla di cui preoccuparsi, ma se tendono a perdurare debbono essere interpretati come disagio e insoddisfazione che andrebbe approfondito.
Via Adico.

Un’etichetta per riconoscere i tour operator attenti ai criteri di sostenibilità ambientale e sociale. Nata da un accordo di collaborazione tra ICEA, AITR e TourCert la certificazione per gli operatori del turismo responsabile è stata presentata al Sana venerdì 9 scorso nell’ambito del convegno “Il turismo responsabile si certifica“.
Cosa resta nelle località turistiche quando le vacanze finiscono? Che impatto hanno sull’ambiente naturale i trasporti, i villaggi o i ristoranti tipici che i vacanzieri affollano? Le aziende che operano nel settore trattano con equità i loro dipendenti, rispettando i loro diritti e remunerandoli in maniera equa?
Queste sono solo alcune delle domande che il turista responsabile dovrebbe porsi prima di prenotare le sue vacanze. Ad orientare le sue scelte da oggi anche in Italia ci sarà un nuovo strumento, il CSR Tourism , un sistema di livello internazionale che certificherà gli operatori del turismo attenti, appunto, alla propria Responsabilità Sociale d’Impresa: un vero e proprio marchio di qualità che servirà a riconoscere i tour operator in grado di proporre vacanze che soddisfino criteri di sostenibilità ambientale ed equità sociale.
Via Helpconsumatori.
“Una stagione turistica veramente tragica“. Non ha dubbi Federconsumatori che traccia il bilancio della stagione che sta per concludersi. Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale dell’Associazione, le partenze sono state minori del previsto: sino a fine agosto solo il 36% degli italiani si è concesso il lusso di una vacanza, per lo più con la tendenza alle modalità low cost e mordi e fuggi. A non far registrare nessun calo sono, però, i disservizi.
Il bilancio dell’attività SOS Turista, infatti, nei primi 8 mesi del 2011 registra, sostanzialmente, un andamento costante rispetto al 2010 per quanto riguarda le consulenze fornite, presentando un numero di segnalazioni raccolte ed utenti assistiti pari ad oltre 3.000.
La fattispecie più ricorrente, dopo il sorpasso del 2009 ad opera del trasporto aereo, torna invece, come rilevato negli ultimi 10 anni, ad essere il pacchetto tutto compreso (il 43% dei casi), sia pure non tanto per la qualità del servizio quanto piuttosto o per eventi eccezionali o calamità di fronte alle quali il consumatore ha chiesto di poter recedere senza pagamento di penali dal viaggio acquistato, oppure ai casi di fallimento di Tour Operator.
Continua a leggere: Una stagione turistica veramente tragica
Da pochi giorni è stata introdotta a Venezia la cosiddetta tassa di soggiorno, che tuttavia già da qualche tempo è presente in città come Roma, Firenze, Bordighera e Otranto. Tale possibilità, prevista con il decreto sul Federalismo fiscale, acconsente ai Comuni italiani di introdurre questo nuovo balzello a carico dei turisti per riequilibrare le casse municipali.
L’aggravio per i turisti si applica per i primi cinque giorni di permanenza. Va dai 5 euro per gli hotel a cinque stelle in centro storico ai 3 centesimi di un campeggio a una stella in terraferma. La tassa è destinata a finanziare interventi in maniera di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, la manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali, i servizi pubblici locali.
Ecco quali sono le città principali che hanno adottato o adotteranno l’imposta di soggiorno e quale sarà l’importo che dovranno pagare i turisti (l’elaborazione è tratta da Italia Oggi):
° Venezia, dal 24 agosto 2011: dai 3 centesimi ai 5 euro;
° Padova, dal 1 settembre 2011: da 1 a 3 euro;
° Milano, dal 1 gennaio 2012: possibile introduzione per alberghi a quattro e cinque stelle;
° Torino, dal 2012: 2 euro (di media);
Località turistiche:
° del Piemonte, dal 2012: da 1 a 4 euro;
° Bordighera, dal 1 luglio 2011: da 1 a 5 euro;
° Firenze, dal 1 luglio 2011: da 1 a 5 euro in base alle stelle della struttura ricettiva;
° Roma, dal1 gennaio 2011: da 1 euro per i campeggiatori a 3 euro per l’alloggio negli alberghi a quattro o cinque stelle.

Vacanze a settembre: si può, sempre più spesso. Sei milioni di italiani si concederanno le ferie nel mese di settempre, alla ricerca di località meno affollate, prezzi più convenienti, sagre e feste locali e vacanze più verdi. Si stima che il 18% degli italiani in vacanza trascorra infatti un periodo di relax proprio nel mese che chiude la stagione estiva.
È quanto afferma Coldiretti sulla base di dati Swg, per i quali quest’anno più che nel passato molti hanno scelto di partire a settembre.
Ad apprezzare il mese di settembre sono soprattutto gli amanti della tranquillità che vogliono cogliere l’ultimo scampolo dell’estate per riposarsi e tornare in forma alla routine quotidiana. Sei italiani su dieci non perdono l’occasione durante l’estate 2011 per partecipare a sagre, fiere e mercati di paese dedicate a ricorrenze storiche, religiose, ma soprattutto a prodotti tipici dell’enogastronomia locale
Molto gettonato il turismo ecologico, che ha raggiunto il valore di oltre 10 miliardi all’anno con un progressivo aumento del fatturato e delle presenze, anche per l’offerta di sistemazioni low cost in agriturismi o campeggi. Secondo Coldiretti, le vacanze nel mese di settembre costano in media il 30% in meno.

Luglio stazionario per il turismo alberghiero, agosto-boom con un aumento di presenze straniere. È il quadro tracciato da Federalberghi, che ha evidenziato una stagnazione complessiva delle presenze alberghiere nel mese di luglio, con un più 1,3% di italiani e un meno 1,3% di stranieri, cui si contrappone un agosto contrassegnato da un aumento del 3,5% delle presenze complessive. Ripartite a loro volta in un aumento dello 0,6% degli italiani e un boom pari a più 8,4% di stranieri.
Commenta il presidente Federalberghi Bernabò Bocca: “L’andamento del turismo alberghiero italiano a luglio ed agosto di quest’anno (rispetto allo stesso periodo del 2010) fa segnare un risultato più che positivo raffrontandolo all’asfittico contesto economico mondiale”.
E spiega: “Alla luce di questi dati, i primi otto mesi 2011 (rispetto allo stesso periodo del 2010) portano a segnare un più che significativo +1,9% di presenze, con gli italiani ad un +0,9% e gli stranieri ad un +2,6%. La nostra convinzione è che il nostro comparto e l’intero settore possano rappresentare il volano primario per la ripartenza dell’economia del nostro Paese, a condizione che si stabiliscano adesso le prossime scelte di politica turistica“.
Via Federalberghi.

Uno degli interventi più significativi sul fronte della tutela dei consumatori operato dal Codice del Turismo riguarda la vendita di pacchetti di vacanze online. La rete è stata settore a rischio sia per la presenza di operatori non autorizzati sia per la difficoltà di ottenere un risarcimento.
Dal 21 giugno, invece, per legge la vendita di pacchetti online è equiparata alla vendita in agenzia. In caso di offerta non corrispondente alla realtà del servizio è il venditore a essere unico responsabile nei confronti dell’acquirente. Più facile, quindi, ottenere l’eventuale risarcimento se la struttura alberghiera e/o la tipologia dei servizi non corrispondono a quelli previsti dal pacchetto.
Altra novità in materia di polizze assicurative. Finora, il turista che doveva rientrare da Paesi extraeuropei forzatamente o a causa di insolvenza dell’operatore, poteva ricevere un risarcimento dal Fondo nazionale di garanzia. Non esistevano forme di rimborso per viaggi rovinati a causa di emergenze, imprevisti e inadempienza dell’organizzatore.
Ora invece si stabilisce che il turista potrà essere assistito da polizze assicurative che garantiscano rientro immediato dall’estero, in caso di emergenze imputabili o meno al comportamento dell’organizzatore o dell’intermediario, e che assicurino assistenza anche dal punto di vista economico. In caso di fallimento dell’intermediario-organizzatore, si potrà arrivare anche al rimborso del prezzo versato per il pacchetto.

Il meccanismo del servizio di scambio casa è molto semplice: chi ha voglia di sperimentare una vacanza nuova, risparmiando e abitando per un breve periodo in una casa altrui, può iscriversi ad uno dei tanti servizi on line con una quota che oscilla dagli 80 ai 120 euro.
Si mette pubblica il proprio annuncio con i dati della propria abitazione correlato di foto. Poi, si cerca, la casa dei propri sogni per passare le vacanze. A questo punto comincia lo scambio di informazioni tra i due proprietari che hanno deciso di scambiare la propria dimora.
Il baratto può avvenire secondo due modalità: lo scambio simultaneo (due famiglie si scambiano la rispettive case nello stesso periodo, per cui la casa è totalmente a disposizione degli ospiti), oppure in periodi differenti (in questo caso, spesso, durante il soggiorno la famiglia che mette a disposizione la propria casa è presente).
Continua a leggere: Scambiandosi la casa, le vacanze sono gratis!