
Viaggiare leggeri non solo è comodo, è anche sicuro: se si riesce a far stare tutto nel bagaglio a mano, non si deve fare il check-in, non lo si può perdere o danneggiare e non può esserci sottratto nulla; in più è economico: meno tasse sul bagaglio, niente facchini o altre persone che ci aiutino nel prendere mezzi pubblici, minor uso dei veicoli per spostarsi, meno carburante e meno produzione di gas serra.
Per ottenere tutto questo occorre scegliere l’abbigliamento giusto. Dobbiamo pensare bene a dove si andrà e a quello che si farà. Usiamo abbigliamento di color nero, si sporca meno, non si vede quando è sciupato. I jeans vanno bene per tutte le occasioni, ma, essendo pesanti ed ingombranti, meglio indossarli durante il viaggio. Ideale l’abbigliamento reversibile: raddoppia le scelte, senza aumentare il peso. Vestiti e biancheria si possono anche lavare sul posto. Meglio preferire capi che asciugano in fretta, leggeri e che non vadano stirati. Per l’igiene personale, utilizziamo i flaconcini da 100 ml o i campioncini che profumerie e erboristerie danno in omaggio, il risparmio è garantito.
Le guide turistiche cartacee pesano. Per chi lo smartphone ci sono vere e proprie guide consultabili anche offline: Lonely Planet, Guida delle città, Travel Guides, Wikitude, Mtrip. Altre app utili: FlightTrack per controllare i voli in tempo reale; Skyscanner e Volagratis per trovare il volo più conveniente; Pronto Treno o Locomotimes per gli orari dei treni; MetrO per consultare la rete di trasporti pubblici di oltre 400 città; Exploro per le mappe, i punti d’interesse, gli esercizi commerciali e gli eventi delle principali città italiane; Wi-Fi Finder per trovare accessi alla rete. Abbandonate a casa anche i piccoli dizionari da turista: ci sono Phaselator, Google translator o iHandy.

In questo periodo di maggior afflusso negli aeroporti sono numerosissime le lamentele relative ai problemi con i bagagli. Ecco alcuni consigli utili per non rovinarsi le vacanze estive.
Prendi le misure alla tua valigia
Prima di partire verificate le disposizioni della compagnia aerea riguardanti il peso e le misure del bagaglio, specialmente se si tratta di bagaglio a mano e se la compagnia è una low cost. Spesso, infatti, al momento del check in si rischia di dover pagare costi extra per aver superato i limiti consentiti.
Mi hanno perso il bagaglio, che faccio?
Rivolgetevi al banco Lost and Found, dove potrete ritirare il modulo PIR presentando lo scontrino del bagaglio. Il passeggero ha diritto ad ottenere dalla compagnia aerea una somma di denaro per poter far fronte alle prime necessità, quali, ad esempio: pigiama, dentifricio, indumenti intimi . Da parte di alcune compagnie vi è la possibilità di un rimborso forfettario. Se, dopo il termine di 21 giorni, il bagaglio viene considerato perduto, sarà necessario inviare alla compagnia aerea con cui si è volato un reclamo tramite raccomandata a/r.
La valigia è danneggiata, come fare? Chiedere i danni
Se, invece, il bagaglio giunge a destinazione, ma
In caso di smarrimento, distruzione o deterioramento, per le compagnie aderenti alla convenzione di Montreal, risarcimento ammonta al massimo a 1.000 DSP cioè circa 1.167 Euro per bagaglio, per le compagnie non aderenti a tale convenzione il risarcimento è al massimo di 17 DSP al Kg, cioè circa 20 Euro/Kg. Gioielli, denaro contante e computer portatile o altri oggetti di valore contenuti nel bagaglio devono essere dichiarati al momento del check in, altrimenti la compagnia non risponde in caso di smarrimento o danneggiamento.
In questi casi, comunque, è sempre meglio assicurare il proprio bagaglio con un’apposita polizza.

Si avvicinano le vacanze e si profila all’orizzonte per i proprietari di animali domestici il problema su cosa fare e dove lasciare il proprio cane o il proprio gatto. Non basta pianificare le ferie dando un’occhiata al nostro TravelBlog per trovare il campeggio o il residence dei sogni, ma bisogna ancora pensare ad una soluzione per l’animale che convive con noi il resto dell’anno. La soluzione più semplice sembra quella di trovare qualcuno, magari un amico di famiglia o un parente, a cui affidare le nostre bestiole.
Già, perché tanto per fare un esempio basta sfogliare gli annunci per gli affitti di breve periodo per le vacanze per scoprire che sono davvero poche quelle che accettano gli animali. La mappa delle regioni italiane più pet-friendly da questo punto di vista vede in testa la Valle d’Aosta seguita dall’Abruzzo e dall’Emilia Romagna mentre le Marche, l’amatissima Sardegna e la Lombardia chiudono la classifica.
Non poi infrequente dover pagare il soggiorno anche per cani e gatti. In media portare in vacanza il vostro animale domestico potrebbe costarvi fra i 30 e i 50 euro, un ulteriore salasso in un periodo di crisi. Potreste essere fortunati se il vostro animale è di piccola taglia, ma ricordatevi sempre di informarvi prima, un cane di taglia media potrebbe valere un ricco sovrapprezzo.
Le compagnie aeree low cost ci rifilano biscotti avvelenati? In rete, grazie al tam tam su Twitter, si è diffusa la leggenda metropolitana che suggerisce un uso speculativo dei cookies da parte del sito della più celebre fra le compagnie aeree low cost, quello della Ryanair. Sarà vero? Facciamo un passo indietro. Cosa sono i cookie?
I cookie HTTP (più comunemente denominati Web cookies, tracking cookies) sono usati per eseguire autenticazioni e tracking di sessioni e memorizzare informazioni specifiche riguardanti gli utenti che accedono al server.
In sostanza il nostro browser internet dialoga con i siti che visitiamo e memorizza delle informazioni. Proprio attorno ai “biscottini”, con una confusione fra i tradizionali cookies e i third-party cookies, sta montando l’ennesima crociata legale con una direttiva dell’Unione Europea che potrebbe portare ad una stretta decisa sul tema. Ora, secondo il “mito” i server della Ryanair sfruttando i cookies sono in grado di identificare per quali rotte e per quali giorni abbiamo verificato disponibilità e prezzi e, sfruttando questa informazione, farebbero comparire nella seconda visita sulla stessa ricerca un prezzo più elevato. Il vantaggio sarebbe ovvio: mettere fretta all’aspirante vacanziero. Se il giorno scopro che un volo Torino - Londra mi costa 50 euro e il giorno dopo lo ritrovo a 70 euro potrei avere la tentazione di chiudere la transazione prima di nuovi imprevedibili aumenti del prezzo.
Continua a leggere: Ryanair, i prezzi dei voli e i cookies avvelenati: mito o verità?
Girare il mondo (proprio tutto il mondo) e farlo senza rimanere intasati nelle rotte turistiche di massa e spolpati nel portafoglio è sempre stato il vostro sogno? Bene, dunque scartate le mete proposte dalle rotte turistiche tradizionali e rimboccatevi le maniche per prepararvi a una vacanza anticonvenzionale: il viaggio in cargo!
Perché viaggiare in cargo?
Essere padroni del proprio tempo, allontanare lo stress abituale, osservare il mare da una prospettiva mai goduta, visitare località lontanissime senza prendere l’aereo e pagando meno di quanto si farebbe viaggiando in maniera tradizionale. Sia chiaro, non si spende poco, ma tariffe prossime ai 1000 euro non sono esagerate per viaggi di 35 giorni (con trattamento di persone completa) che toccano diversi continenti.
Continua a leggere: Idea viaggio: in crociera tra i container
Scattato il 2011, nella capitale italiana è scattato anche il momento della tassa di soggiorno: un provvedimento necessario per rimettere in sesto le finanze della Città Eterna, sostiene chi l’ha pensata e sostenuta; una gabella inutile e dannosa, ribattono i consumatori e gli operatori turistici, che non avrà altro effetto che ridurre l’appeal di Roma nel mondo.
La tassa di soggiorno
Approvata in dicembre dalla giunta comunale capitolina, la tassa di soggiorno va dai 3 euro per ogni notte degli alberghi a 4 o 5 stelle fino al minimo di 1 euro per i campeggi. Ne saranno esenti i bambini fino a dieci anni.
Natale e Capodanno, con i loro giorni di festa, sono alla porte e, nonostante la crisi, ci sono anche italiani pronti a partire. L’andamento delle prenotazioni e delle vendite sul mercato del turismo lascia ben sperare gli operatori per quel che riguarda gli ultimi giorni dell’anno, ma desta più di qualche preoccupazione per quel che avverrà dopo l’11 gennaio 2011.
Gli italiani preparano la valigia
Di quel che avverrà tra Natale e ultimo dell’anno, non può dirsi insoddisfatta Federviaggio-Confturismo. Secondo i riscontri dell’associazione, infatti, offerte e sconti hanno dato un buon risultando, determinando un discreto successo di vendite per i pacchetti turistici natalizi. Un’ulteriore ritocco al botteghino del settore, poi, gli addetti ai lavori se lo aspettano nei giorni immediatamente prossimi alle ricorrenze festive: solitamente, il vantaggio economico garantito dalle offerte last-minute convince a partire un buon numero di indecisi.
Per la quasi totalità degli italiani le vacanze estive sono ormai solo un ricordo, ma è già possibile progettare il prossimo periodo di ferie. Già da adesso, per esempio, si può pensare a come e dove utilizzare i Buoni Vacanze, i voucher pensati l’anno scorso per favorire l’accesso al turismo delle famiglie a basso reddito e riproposto anche per l’anno che ha da venire.
I nuovi Buoni Vacanze
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 2 agosto, il Decreto 9 luglio 2010 è entrato in vigore e ha riattivato la procedura di richiesta dei Buoni Vacanze, utilizzabili per le vacanze fino al 3 luglio 2011, fatta eccezione per il periodo dal 20 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011.
La compagnia Expedia ha tracciato l’identikit del turista italiano che si attesta come un aficionados del viaggio “last minute”.
Dal “Traveller Profile”, questo il nome del rapporto stilato dall’agenzia, emerge chiaramente come, contrariamente rispetto a quanto accade nel Nord Europa, il turista italiano preferisce affidarsi all’ultimo momento per scegliere la meta dove consumare il tanto agognato riposo estivo e opta così per soluzioni last minute.
Rispetto agli inglesi e i tedeschi che preferiscono prenotare mesi in anticipo gli italiani preferiscono aspettare l’ultimo minuto.
La necessità e la volontà di risparmiare a volte possono giocare brutti scherzi e trasformarsi in un boomerang. È il caso, per esempio, delle vacanze low cost: se non vengono pianificate con attenzione, avverte Federconsumatori, possono rivelarsi estremamente salate e risultare meno convenienti di quanto auspicabile.
Prezzi fuori controllo
Niente pranzo e cena in albergo: per risparmiare si sceglie di andare in campeggio o di affittare un appartamento. Come ha rilevato l’osservatorio nazionale di Federconsumatori, però, in villeggiatura le brutte sorprese sono dietro l’angolo. Nelle località turistiche, infatti, i villeggianti fai-da-te troveranno prezzi molto più alti di quelli cui sono abituati nella quotidianità invernale.