Giochi Preziosi in mani cinesi?

Dopo Pirelli anche Giochi preziosi parlerà un po' il mandarino. Il magnate Michela Lee vuole il 49%

L'imprenditore di Taiwan Michael Lee entra nel capitale di Giochi Preziosi con un accordo che dovrebbe essere sottoscritto tra una settimana, il 2 aprile.

Così secondo La Stampa secondo cui l'ingreso nel capitale di Giochi Preziosi da parte di Lee avverrebbe attraverso il veicolo Oceanic Global che rispetto alla proposta iniziale spingerebbe ora per investimento più elevato, volendo una quota più importante di quel che aveva preventivato.

Dopo Pirelli anche Giochi preziosi finirà in mani cinesi, parlando un po' il mandarino. L'imprenditore cinese vorrebbe fare un investimento da 60 milioni di euro per il 49% di Giochi Preziosi, mentre la quota di maggioranza, il 51%, rimarrebbe per ora alla holding Fingiochi, cioè al fondatore Enrico Preziosi.

In precedenza Lee avrebbe prospettato un investimento di 30 milioni per entrare nel 35% del capitale dell'azienda leader del mercato italiano dei giocattoli, creata nel 1978.

Enrico Preziosi sempre secondo La Stampa sarebbe disponibile all'accordo che in un colpo liquiderebbe tutti i vecchi soci di Giochi Preziosi a partire dal fondo Clessidra a banca Intesa Sanpaolo, una delle 12 banche creditrici, fino al gruppo De Agostini.

La ristrutturazione del gruppo Preziosi Spa dovrebbe completarsi con l'ingresso di Artsana nella holding.

Giochi Preziosi ai cinesi

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