L'8 per mille si ritrovò per una selva oscura ché la diritta via era smarrita

Otto per mille Si avvicina l'appuntamento con la dichiarazione dei redditi che come ogni anno crea dubbi e perplessità sulla torbida destinazione dell'8 per mille. La scelta è nelle mani del contribuente ma la gestione è statale o tutt'al più della chiesa Cattolica, entrata a pieno regime a far parte dei fortunati beneficiari del contributo dall'aprile del 1985, quando fu approvato l'ordine del giorno dei Radicali che impegnava il Governo ad estendere il beneficio dell'OPM anche alle Confessioni religiose che avessero firmato le Intese con lo stato italiano, previste dall'art.8 della Costituzione.

Qual'è la destinazione dell'OPM?

Così dal 1990, ogni anno, lo stato, per cosi' dire, rinuncia all'otto per mille del gettito complessivo dell'IRPEF (l'imposta sul reddito delle persone fisiche), e crea due "condutture", in cui convogliare questa somma di denaro. Una porta agli "scopi di interesse sociale o di carattere umanitario a diretta gestione statale", e l'altra a "scopi di carattere religioso a diretta gestione della Chiesa cattolica" (v. sito del Governo).
Tra questi compaiono alcune confessioni religiose alternative alla Chiesa cattolica tra cui


    Chiesa cattolica romana;

    Valdesi;

    Ebrei;

    Luterani;

    Avventisti;

    Assemblee di Dio in Italia (ADI).

Per quanto riguarda la scelta "laica" dello Stato, è bene sapere come sono stati utilizzati i rilevanti fondi così raggranellati (v. articolo)
Alcuni esempi:


  • Guerra in Bosnia (definita come missione umanitaria);

  • Guerra in Iraq (definita come missione umanitaria);

  • Guerra in Afghanistan (missione umanitaria anche questa)

  • Restauro di beni artistici (Chiese) di proprietà della Chiesa;

  • 5 milioni di Euro, nel 2005, sono stati utilizzati anche per incentivare l'esodo dei dipendenti dell'Alitalia (Opera umanitaria?);

  • Un numero imprecisato di milioni di Euro sono finiti senza spiegazioni nella voragine del deficit pubblico;

  • Nel 2005, solo 700 mila Euro (su 150 milioni di Euro) sono stati utilizzati per iniziative contro la fame nel mondo

Nessuna traccia di aiuto agli anziani, ai tossicodipendenti, alle famiglie in difficoltà, agli immigrati, alle donne sfruttate ecc.

La scatola nera dell'8 per mille

Il meccanismo di distribuzione dell'otto per mille prevede che tutti i contribuenti, anche quelli che non danno alcuna indicazione, indirizzino percentualmente la loro quota nella medesimo modo di chi si e' espresso. Meno del 40% dei contribuenti ha dato indicazione nel 2006 e quindi piu' del 60% devolvera' la propria quota secondo l'indicazione di questo 40%. La Chiesa valdese aveva un accordo che escludeva l'attribuzione percentuale dei contribuenti che non si erano espressi, da oggi invece prende tutto.
Il legislatore, pero', aveva previsto che chi non voleva devolvere la propria quota ad una confessione religiosa, poteva farlo allo Stato, che doveva utilizzarli per fame nel mondo, calamita' naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali. Nel 2006 e' stato cosi' per l'8,38% delle scelte espresse (ma solo il 3,31% del totale dei contribuenti), con un calo continuo rispetto agli anni precedenti.

Incongruenze

L'Aduc solleva un lecito dubbio sulla destinazione più o meno plausibile dei nostri contributi per la gestione statale ricordando l'uso di questi fondi negli anni 1999, 2000 e 2001 per le missioni militari all'estero, in ambito Nato e non. Non sembra avere una fine lo sfruttamento statale dell'OPM destinato negli anni 2004 e 2005 per 80 milioni di Euro far fronte a urgenti impegni statutari correnti o straordinari. Aumenta a 85 milioni la cifra nel 2006. Dal 2004 in poi infatti la quota dell'OPM statale e' stata utilizzata largamente al di fuori della normativa dettata dal DPR 76/1998, ed e' stata considerata un comodo pozzo di san Patrizio, a cui i diversi governi hanno attinto per bisogni piu' o meno impellenti, ma sempre al di fuori, appunto, della normativa vigente.
Annapaola Laldi, esperta di Aduc, sostiene infatti che con la Finanziaria 2007 lo stato sui riserva la prerogativa di gestire per spese "eccezionali" prelevandoli alla fonte dell'OPM 80 milioni.

Ecco il testo del comma 1233 del famigerato art 1 (e unico) della Legge 296/2006 "Manovra 2007":

"Il comma 69 dell'articolo 2 della L. 24 dicembre 2003, n. 350, e' sostituito dal seguente: '69:
L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 47, secondo comma, della legge 20 maggio 1985, n. 222, relativamente alla quota destinata allo Stato dell'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), e' ridotta di 35 milioni di euro per l'anno 2007 e di 80 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009".

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