Stop alle quote latte dal primo aprile: allevatori in piazza a Roma

Mobilitazione della Coldiretti a Roma, per l'Europa l'apertura al libero mercato è "l'inizio di una nuova stagione".

Dopo trent'anni finisce l'epoca delle quote latte, la misura varata dall'Unione Europea nel 1984 per evitare che il mercato venisse invaso da un’offerta eccessivamente abbondante portando al crollo della remunerazione degli allevatori. Ogni stato, così, aveva a disposizione una certa quota di latte che si poteva produrre, nel caso dell'Italia 8.823 migliaia di tonnellate, numero rivisto al rialzo del 5% nel 2009.

Gli allevatori italiani, e non solo, hanno però sempre sforato questo regime, confidando che le multe che regolarmente sono giunte dall'Unione Europea venissero pagate dalle casse dello stato, come in effetti è avvenuto per una lunga stagione. Si è calcolato che l’Italia ha pagato più di 4 miliardi di euro a seguito di multe per non aver rispettato i contingenti di produzione. Una cifra che potrebbe essere l'equivalente di una piccola finanziaria.

Un andazzo che non piaceva per niente all'Europa, che vedeva l'intervento dello stato come una "sovvenzione statale", che incentivava gli agricoltori a non rispettare il regime e che soprattutto vanificava le quote latte stesse. Da domani, invece, cambia tutto, visto che la produzione di latte e formaggi si apre interamente al libero mercato: "Un vero cambiamento. È il momento di lasciarsi alle spalle quel regime e accettare una nuova sfida. Ora siamo capaci di esportare l'11% del nostro latte senza nessun tipo di sussidi", ha detto il commissario europeo all'Agricoltura Phil Hogan.

Stando a quanto viene raccontato a Bruxelles, la domanda di latte e prodotti caseari è in aumento del 2% ogni anno. Così, non c'è più il rischio di una sovrapproduzione e nemmeno di volatilità del prezzo, dal momento che, come spiega sempre Hogan, "oggi abbiamo la stessa media di prezzo di due anni fa, continuiamo ad avere una politica dettata dal mercato, che si riflette in una stabilizzazione a circa 32 centesimi al litro".

Gli allevatori, che sono comunque da sempre contrari alle quote latte, oggi sono scesi in piazze a Roma in una manifestazione organizzata da Coldiretti per denunciare la situazione pessima della loro economia. Secondo l'associazione, le quote latte hanno causato la scomparsa di 36 mila allevamenti sui 180mila presenti negli anni '80. La protesta verte infatti sulle condizioni e i margini di guadagno risicatissimi per gli allevatori, a cui, nel 1984, il latte veniva pagato 0,245 euro al litro, con i consumatori che spendevano 0,40 euro al litro. Oggi le cose sono profondamente cambiate, il prezzo pagato agli allevatori è aumentato di circa 10 centesimi mentre il costo per i consumatori è cresciuto di 1,1 euro al litro.

I timori sono quindi rappresentati da una parte dalle tante multe che l'Italia deve ancora pagare - e dei 40 milioni di euro di nuove multe che si prevede arriveranno - e di cui, almeno nelle intenzioni, dovranno farsi carico gli allevatori (anche se a rate). Inoltre fa paura il libero mercato, dal momento che già oggi la competizione con i paesi dell'est Europa è feroce e l'Italia è invasa di "semilavorati" proveniente dall'estero.

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