IMU Chiesa cattolica: sì dal Consiglio di Stato. "Picconata sul non profit"

Il Consiglio di Stato ieri si è detto a favore del regolamento del governo che istituisce dal 2013 il pagamento dell’IMU per gli immobili degli enti non profit, quindi anche della Chiesa, destinati a usi commerciali. Oggi è arrivata la levata di scudi del quotidiano cattolico Avvenire che si fa portavoce di tutto il settore non profit, con un articolo a firma del direttore Marco Tarquinio, succeduto a Dino Boffo.


La 'picconata' al mondo del non profit italiano - non sapremmo come altrimenti definirla - che una sezione del Consiglio di Stato ha fatto arrivare ieri nella forma di un parere al regolamento sull'Imu per gli enti non commerciali predisposto dal governo, è sorprendente e davvero pericolosa.

I giudici di Palazzo Spada questa volta sono dunque d’accordo sul provvedimento del governo finalizzato all'applicazione dell'Imu sugli immobili degli enti non commerciali, anche se con riserva. A ottobre il Consiglio di Stato aveva respinto un primo regolamento del governo che intendeva disciplinare la materia.

Incassata la bocciatura l’esecutivo ha poi messo a punto un nuovo regolamento, inserito nel Decreto legge n. 174 del 2012 ed è arrivato l’ok del Consiglio di Stato anche se con alcune osservazioni. Per attività economica va intesa qualsiasi attività che consiste nell’offrire beni e servizi in un libero mercato sottolineano i giudici.

Il Consiglio di Stato suggerisce quindi al governo di modificare il regolamento dove definisce le attività che godono dell’esenzione IMU: devono essere senza scopo di lucro ma, se si vogliono evitare le procedure d’infrazione dell’UE, pure:

prive del carattere di attività economica come definito dal diritto dell’Unione europea, tenuto conto dell’assenza di relazione con il costo effettivo del servizio e della differenza rispetto ai corrispettivi medi previsti.

Dalle colonne del quotidiano della Conferenza episcopale italiana Tarquinio attacca:

Il fatto che un'attività sociale sia senza fini di lucro sembra, infatti, destinato a diventare irrilevante. Se è classificabile come 'attività economica' - e quante lo sono! -, bisognerebbe 'prescindere dallo status giuridico di detta entità e dalle sue modalità di finanziamento' e sottoporla a tassazione. Perché può far concorrenza a chi fa business . E il business va tutelato", scrive il direttore di 'Avvenire'. "Non è un'esagerazione. Le osservazioni critiche formulate ieri al parere sul regolamento dell'Imu per il non profit appaiono basate esattamente su questo perno concettuale e, dunque, appaiono in adesione a una linea di lettura oltranzista dell'attuale diritto europeo. Oltranzista e oggettivamente anti-italiana. Vedremo quali saranno le conseguenze di questa offensiva che sta raggiungendo l'acme. Vedremo che cosa farà il governo.

Foto © TMNews

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