Termina la fuga dei cordoni: all'Italia le sue staminali

Cellule staminali Roma, 4 maggio - Il ministro della Salute, Livia Turco, ha firmato l'ordinanza su "misure urgenti in materia di cellule staminali da cordone ombelicale" che conferma l'attivita' di conservazione esclusivamente dalle banche di strutture pubbliche e assimilate. Tutto cio' e' possibile per uso allogenico, a scopo solidaristico; per uso dedicato al proprio neonato o al consanguineo affetto da patologia in atto al momento della raccolta del cordone e per la quale puo' essere utile un eventuale trapianto di cellule cordonali. Infine la conservazione e' prevista nel caso di famiglie ad alto rischio di avere figli affetti da malattie geneticamente determinate per le quali risulti appropriato il trapianto. L'ordinanza per la prima volta affronta la possibilita' per le donne di conservare il proprio cordone ombelicale per uso autologo, anche in quei casi in cui il neonato non sia affetto o sia a rischio di contrarre patologie per le quali e' gia' oggi provata l'utilita' del trapianto.

A cosa e a chi può servire il cordone ombelicale?

Il sangue del cordone ombelicale e' ricco di cellule staminali: vere e proprie salvavita per combattere malattie del sangue molto gravi. Come il midollo osseo possono essere trapiantate nei pazienti affetti da leucemia, anemia, talassemia e altre rare patologie. Vanno infatti a generare gli elementi fondamentali del sangue umano, globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Se il trapianto di midollo, esige una compatibilita' del 100% tra donatore e recettore, per il sangue del cordone ombelicale basta una compatibilita' del 70%, e questo aumenta notevolmente la possibilita' di trovare un donatore.

Cordoni fuori legge e fuori budget

Ad oggi infatti, stando all’ordinanza in vigore emanata dal ministro Girolamo Sirchia, è vietata la conservazione del cordone ombelicale del nascituro per uso personale. Ciò non ha comunque impedito a 1500 donne italiane, lo scorso anno, di congelare il cordone ombelicale del proprio bambino in strutture private all’estero.
Quanto costa congelare il proprio cordone ombelicale all’estero? Da 1.500 a tremila euro, piu' le spese di mantenimento annuo ed eventualmente quelle di viaggio.

Dal 1995 ad oggi, secondo i dati dell' Associazione Donatrici Italiane Sangue da Cordone Ombelicale (Adisco), sono oltre seimila i trapianti effettuati nel mondo con staminali da cordone. E il contributo italiano e' notevole: 440 sono infatti le unita' di sangue di cordone cedute dalla banca italiana ai centri di trapianto di tutto il mondo. Un dato che ci pone al primo posto tra le banche asserenti alla rete europea Eurocord per numero di unita' cedute e per la loro qualita'. In Italia la gestione del sangue placentare e' affidata a strutture pubbliche sotto il coordinamento del Centro Nazionale Trapianti. I centri di raccolta sono 260 (13 nel Lazio) e fanno riferimento alle 16 banche di Sangue del Cordone Ombelicale (Sco) autorizzate sul territorio, con un numero totale di unita' di sangue cordonale oggi disponibile pari a circa 40 mila. Un numero di unita' che andrebbe triplicato, rileva l' Adisco, per sopperire al fabbisogno nazionale di trapianto.

Lunga vita alle staminali

Sostituisce l’ordinanza Sirchia in scadenza il 9 di maggio la nuova proposta del Ministro Turco che consente per la prima volta, la possibilità per le donne di conservare il proprio cordone per uso autologo, anche in quei casi in cui il neonato non sia affetto o a rischio di patologie per le quali è già oggi provata l'utilità del trapianto.
Conservazione costosa quella del cordone che ha sempre trattenuto i precedenti governi dall'autorizzarne il ricorso per motivi meramente economici.

Certo siamo ancora un passo indietro rispetto al resto d’Europa dove accanto ai centri pubblici di raccolta e conservazione, è possibile rivolgersi a soggetti privati, autorizzati ed accreditati, per conservare il sangue del cordone ombelicale per uso autologo, cioè per sé o per i propri parenti.
Attualmente infatti in Italia si raccoglie solo il 5% dei cordoni ombelicali, mentre il restante 95% viene buttato. (v. sito On. Poretti)

Quali saranno le procedure e gli incentivi per la conservazione?

I privati devono stipulare una convenzione con un centro trasfusionale pubblico, si' da rendere possibile una donazione del sangue cordonale anche successivamente. Questo centro trasfusionale pubblico gestisce il passaggio delle cellule conservate da donatore a ricevente, richiedendo l’autorizzazione al proprietario, fornendo adeguata informativa medica e rimborsando le eventuali spese sostenute.
Da oggi le famiglie potranno avvantaggiarsi della conservazione di cellule staminali a fronte del pagamento delle spese per la parte riservata all'uso autologo, con la garanzia di alcune fasce di esenzione per reddito.

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