L'Antitrust europea contro Gazprom: aperta inchiesta per abuso di posizione

Il gigante russo del gas rischia una multa salatissima per le pratiche di concorrenza sleale.

La Commissione europea entra a gamba tesa sul gigante del gas russo Gazprom, la notizia era nell'aria da qualche giorno ma da oggi è ufficiale: è stata aperta un'inchiesta per abuso di posizione dominante nei paesi del centro e dell'est Europa. Il nuovo commissario per la concorrenza, la danese Margrethe Vestager, lo aveva annunciato nel corso della sua ultima visita negli Stati Uniti e appena tornata in Europa alle parole ha fatto seguire i fatti. L'Europa prende così di mira un altro colosso, dopo Google, tocca a Gazprom e le conseguenze di questa mossa potrebbero essere notevoli, non solo da un punto di vista economico, ma anche politico.

In particolare sono tre gli aspetti su cui si concentra l'inchiesta che ha mosso i primi passi nel 2012 quando il commissario era Almunia, poi aveva subito una battuta d'arresto dopo l'invasione della Crimea e conseguente gelo con la Russia. Il primo aspetto da chiarire è quello relativo al "market partitioning" cioè le pratiche messe in atto per impedire ai paesi che hanno acquistato del gas di rivenderlo ad altri paesi. C'è poi la questione del "market forclosure", Gazprom è accusata di vincolare i contratti delle forniture ad altri progetti paralleli. Un esempio lampante viene offerto dalla recentissima visita del CEO Alksei Miller in Grecia, per trattare la costruzione del nuovo gasdotto Turkish Stream, in cambio di finanziamenti.

L'ultima accusa riguarda il fatto che i prezzi siano legati a quelli del petrolio, con enormi disparità sulle tariffe offerte ai vari paesi. I paesi più dipendenti dal gas russo, un esempio è la Lettonia, pagano quasi tre volte di più rispetto agli altri, come la Germania. Gazprom adesso ha dodici settimane per difendersi e dovrà farlo perché se le accuse venissero confermate si troverebbe a dover pagare una multa salatissima, cifre che si aggirano attorno al 10% dell'intero fatturato. Una soluzione potrebbe essere il patteggiamento per ridurre le sanzioni, ma questa via difficilmente verrà battuta. Di sicuro c'è che questa inchiesta contribuirà a rendere ancora più tesi i rapporti con la Russia, già colpita dalle sanzioni per la questione ucraina. Senza dimenticare le minacce della stessa Gazprom che più volte ha fatto capire che non appena potrà allargare il suo mercato alla Cina provvederà a diminuire le forniture verso l'Europa. Minacce che non sembrano spaventare la Vestager.

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