Jobs Act: 92.000 contratti a marzo

I dati, provvisori, delle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro a un mese dall'entrata in vigore del Job act del governo Renzi.

Effetti jobs act

Il Jobs Act è a regime dal 7 marzo e il mese scorso sin è registrato un saldo attivo di 92.000 contratti di lavoro, differenza tra 641.572 attivazioni e 549.273 cessazioni di rapporti di impiego. Di questi 92mila nuovi contratti 31.000 sono posti fissi, almeno secondo le comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro che parla di dati provvisori.

Le attivazioni dei nuovi contratti di lavoro a marzo, escluso il lavoro domestico e nelle amministrazioni pubbliche, presentano un saldo attivoche potrebbe far parlare di un inizio di inversione del trend, ma molti datori di lavoro potrebbero aver concentrato le loro scelte di assumere e fare nuovi contratti proprio nelle settimane immediatamente successive del contratto a tutele crescenti previsto dal Job act. Non è detto cioè che ad aprile sia la stessa cosa.

I contratti a tempo indeterminato stipulati a marzo 2015 sono stati 162.498, 54.000 in più su marzo dell'annos scorso, contro 131.128 licenziamenti. Dunque i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, ovvero quelli che beneficiano della decontribuzione triennale prevista dalla legge di Stabilità, hanno avuto un saldo positivo di oltre 31.000 unità.

A marzo 2014 il saldo complessivo di tutte le tipologie contrattuali era stato positivo per 61.000 unità ma era risultato negativo per i contratti a tempo indeterminato: -36.000 per 144.839 cessazioni contro 108.647 attivazioni.

A marzo di quest'anno secondo il ministero del Lavoro le assunzioni a tempo indeterminato sono state 162.498, il 49,5% in più rispetto alle 108.647 dello stesso mese dell'anno scorso.

Risultati ascrivibili non del tutto al Jobs act e alle nuove regole sul contratto a tutele crescenti, ma anche alla decontribuzione triennale per i neo assunti a tempi indeterminato prevista dalla legge di Stabilità.

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