Istat: nei primi tre mesi del 2015 retribuzione oraria media al +1%

L'Istat ha pubblicato i dati relativi ai contratti collettivi e le retribuzioni contrattuali aggiornati a marzo 2015.

Dati Istat retribuzioni e contratti marzo 2015

L'Istat ha pubblicato oggi i dati relativi al mese di marzo 2015 dai quali emerge che i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 43,1% degli occupati dipendenti e corrispondono al 39,9% del monte retributivo che è stato oggetto dell'osservazione dell'Istituto nazionale di statistica.

L'indice delle retribuzioni contrattuali orarie è invariato rispetto a febbraio, ma è aumentato dell'1% rispetto a marzo 2014 e in totale nei primi mesi del 2015 c'è stato un incremento dell'1% della retribuzione media oraria rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Guardando con attenzione ai macrosettori, scopriamo che nel privato si è registrato un aumento tendenziale delle retribuzioni dell'1,5%, mentre per i dipendenti pubblici la variazione è nulla.
In particolare, i maggiori incrementi tendenziali a marzo si sono registrati nel settore delle telecomunicazioni, dove sono stati del 3,5%, in quelli della gomma, plastica e lavorazione di minerali non metalliferi (+3,3%), nel settori dell'energia, dei petroli e delle estrazioni minerali (+3%). Nel commercio e in tutti i comparti della pubblica amministrazione la variazione è stata nulla.

L'Istat ha anche registrato che alla fine di marzo il 56,9% dei dipendenti è in attesa di rinnovo del contratto nel totale dell'economia, nello specifico del settore privato questa percentuale scende al 44,4%. In media i lavoratori con contratto scaduto attendono 39,3 mesi, ma questa media nel settore privato scende a 23,7 mesi.

Secondo l'indagine Istat, alla fine di marzo 2015 sono risultati in vigore 35 contratti che regolano il trattamento economico di circa 5,5 milioni di dipendenti che rappresentano il 39,9% del monte retributivo complessivo. I contratti in attesa di rinnovo sono 40, di questi 15 sono della pubblica amministrazione (2,9 milioni di dipendenti pubblici su un totale di 7,3 milioni).

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