La Grecia, l'uscita dall'Euro e le strategie di Tsipras

In un editoriale sul The Economist ci si chiede se l'uscita dall'Euro della Grecia sarà davvero inevitabile

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Euro si, Euro no: è un dilemma tra l'amletico e il sanremese quello che attanaglia la Grecia e l'Unione Europea.

Il quotidiano economico londinese The Economist ha pubblicato un editoriale nel quale analizza la posizione greca all'interno dell'Unione, descrivendone l'eventuale uscita dall'area euro, in futuro, come "inevitabile": una possibilità, quella paventata dal quotidiano economico, che preoccupa non poco tutti gli attori sul palcoscenico europeo.

Il copione seguito negli ultimi cinque anni sul debito greco non concede più, scrive il giornale inglese, una linea di credito alla Grecia per le promesse, la ristrutturazione del debito, il pagamento degli interessi e dei prestiti internazionali: la disputa oggi, spiega The Economist, è tra "il governo di Syriza e i suoi creditori europei". Una "guerra" politica, oltre che economica.

"La Grecia ha già ristrutturato i suoi debiti una volta, nel 2012. Ora deve dei soldi principalmente ad altri governi europei, la Banca centrale europea (BCE) e il Fondo Monetario Internazionale. Questi creditori hanno ridotto i tassi di interesse e allungato le scadenze, ma non abbastanza. Con uno debito pubblico che ammonta al 175% del PIL,la Grecia avrà bisogno di più assistenza"

scrive l'Economist, che ricorda come la priorità per il governo greco, in questo momento, siano pensioni e stipendi da pagare, e la mancanza di liquidità per farlo. Il decreto firmato da Tsipras che impone alle amministrazioni locali di consegnare la liquidità allo Stato centrale che, dai primi di maggio, sarebbe a zero è definita dal quotidiano economico una "misura disperata", seppur necessaria, che mette a rischio non solo la solvibilità della Grecia ma anche e sopratutto le trattative in campo europeo.

Senza un nuovo accordo con i propri finanziatori, e nuova liquidità, la Grecia verosimilmente non sarà comunque in grado di pagare stipendi e pensioni entro le prossime due settimane: nuovo accordo che, scrive il quotidiano economico inglese, sembra sempre più improbabile.

I motivi principalmente sono tre: la mancanza di fiducia dei creditori nei confronti del governo di Atene, la bassa preoccupazione dei cittadini europei per un'eventuale uscita dall'Euro della Grecia (addirittura "il sollievo" di alcuni di loro), i vincoli che, da entrambe le parti, rendono praticamente impossibili le trattative per rinegoziare il debito greco ed i termini di pagamento dello stesso.

Insomma, la scarsa popolarità che la Grecia ha sia con i creditori che, in generale, con i cittadini ed i governi degli altri paesi europei, mette il governo ellenico con le spalle al muro (anzi, sull'orlo del baratro, scrive The Economist): un ruolo chiave dovrebbe giocarlo la Banca Centrale Europea, che ha tutto l'interesse affinchè la penisola ellenica resti nella zona Euro, e dovrebbe tenere in più alta considerazione le richieste e le necessità di Atene. In caso contrario l'uscita dall'Euro della Grecia potrebbe essere inevitabile.

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