La rivolta dei tabaccai si accanisce sulle ricariche di piccolo taglio

Sciopero dei tabaccai Dopo tre giorni di sospensione dalla vendita di ricariche, che ha visto l’adesione dell’80% dei tabaccai italiani, il Comitato Esecutivo FIT ha deliberato una nuova forma di protesta: il blocco sine die delle vendite delle ricariche di valore inferiore ai dieci euro, sia in modalità “on line” che scratch.
La Federazione italiana tabaccai ha deciso così di proseguire la sua azione di protesta nei confronti degli operatori di telefonia mobile contro i bassi margini riconosciuti ai rivenditori, proclamando dall'8 maggio il blocco a oltranza delle vendite delle ricariche dei cellulari sotto i 10 euro, i tagli più richiesti.

In una nota (v. comunicato) si ribadisce che la protesta punta a ottenere un aumento dei margini spettanti alle tabaccherie per la vendita delle ricariche. Il margine sul servizio concesso ai tabaccai dai gestori ammontava originariamente a 30 centesimi sulle ricariche da 10 euro (al lordo delle tasse), mentre in futuro, a seguito delle diminuzioni imposte dai vettori, non saranno più di 25.

Critica Assotabaccai che sostiene che “Con l'abbattimento dell'aggio sulle ricariche telefoniche si è toccato veramente il fondo, ma anche sugli altri servizi la situazione è allarmante. Sul canone Rai il guadagno è solo dell'1%, sul bollo auto è di soli 30 centesimi. Non si può continuare a tenere denaro contante in tabaccheria senza alcun guadagno e con il solo rischio di rapine ed aggressioni criminali, troppo spesso pagate con la vita”(v. comunicato).

La categoria è quindi in polemica aperta e minaccia di non erogare più il servizio, stretta com’è tra due fuochi. Intanto risultano già disdetti il 15% dei contratti stipulati con i gestori telefonici.

"Ci spiace arrecare fastidio ai nostri clienti, ma è impensabile chiedere alla categoria, che ci ha assicurato il suo pieno appoggio, di continuare a svolgere un servizio così capillare ed efficiente per avere un ricavo di pochi centesimi", ha aggiunto Risso, mentre la Fit attende la convocazione al tavolo delle trattative con le società telefoniche da parte del governo.

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