Dopo le elezioni nel paese dei cachi cosa ne sarà della Legge Biagi? (la Marcia indietro di Chirac sul CPE)

Francia_precariato

Elezioni, Striptease e Legge Biagi...

A meno di un giorno dalla chiusura delle urne due sono le cose venute a galla in modo abbastanza chiaro: la prima é che l'Italia é un Paese spaccato in due, diviso a metà; l'altra é che gli italiani non stanno poi così male come dicono.

A dircelo é quella fetta di elettorato "estensionista" latitante nelle elezioni 2001 e "scesa in campo" domenica e ieri.

Ecco i risultati dopo tre settimane all'insegna di colpi sotto la cintola, neo-maccartismo liberale, telenovele elettorali e un'Italia sempre più in preda ad isteria collettiva sotto la minaccia biblica dello striptease di Giuliano Ferrara. Lo zapping non fa distinguo tra politici e "Fattoria", le liti tra i reduci del Psi, le visioni lisergiche di Pannella e le veglie funebri di Vespa ed Emilio Fede.

Il tutto potrebbe benissimo andar sintetizzato in una sola parola, come direbbe la Pivano: mescalina!!!

Hanno votato 84,1% degli italiani contro l'82,7% del 2001 quando si votava in una sola giornata. Il centrosinistra ha la maggioranza a Montecitorio, ma la Cdl è in vantaggio a Palazzo Madama. Decisivi i voti degli italiani all'estero.

Tam tam per il voto-bis in arrivo (si paventa) a novembre, mentre (per ora) sembra più realistico un governo tecnico.

Una domanda in tutto questo sorge spontanea: quanto dovremo ancora aspettare?

Quanto per l'ICI?

Quanto per la tassa sui rifiuti?

Quanto per gli ammortizzatori sociali?

Quanto per i PACS?

Quanto per la Legge sulle droghe?

Quanto per le privatizzazioni che rispettano la concorrenza ed abbassano i prezzi?

Quanto per la legge sul risparmio?

Ma soprattutto quanto per la legge 30 (Biagi come ieri qualcuno giustamente ribadiva da Vespa su rai-uno) cavallo dei battaglia della sinistra durante tutta la tornata elettorale?

La domanda é lecita e si pone ad un giorno dal ritiro della legge sul Contratto di primo impiego, il cosiddetto Cpe, deciso dal presidente francese Jacques Chirac.

La decisione avviene dopo l'annuncio di una tre giorni di mobilitazione studentesca a Parigi, organizzata dal Coordinamento nazionale liceale ed universitario di Francia riunitosi a Lione.

Giusto o sbagliato la sostituzione del "Contratto di primo impiego" é decisa ed avverrà, molto probabilmente a favore di un dispositivo per l'inserimento professionale dei giovani in difficoltà che, secondo Le Monde, *si appoggerebbe al contratto di inserimento nella vita sociale (Civis) destinato ai giovani tra i 16 ed i 25 anni e che si trova nel quadro della legge per la coesione sociale varata nel gennaio del 2005. Il Civis è riservato ai giovani con meno di 26 anni ma soltanto a coloro la cui scolarizzazione sia inferiore al bac+2 (diploma con due anni di università). La legge per la coesione sociale destinata ai minori di 22 anni che non siano diplomati permette all'impresa di ricevere un aiuto di 225 euro al mese durante i primi due anni per ogni salariato che ricava lo "smic" (salario minimo garantito) che in Francia equivale 1217 euro al mese per 35 ore di lavoro.

Prima o poi qualche aggiustamento si dovrà fare anche alla Legge 30, se non é già tardi. Questa volta una cosa é certa gli italiani non si accontenteranno di promesse, grafici e disegnini fatti col pennarello colorato!

Un'altra domanda che mi esce dal cuore: secondo voi le piccole e medie imprese italiane sono in grado di sopportare i più alti costi del contratto a tempo indeteminato in sostituzione quelli più sottili dei contratti a progetto?

Secondo voi senza la Legge 30 che fine faranno i giovani "Precari"?

* da l'Unità

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