Falso in bilancio in Gazzetta Ufficiale: la nuova legge

Falso in bilancio ripristinato, nuove regole. Cambia anche il patteggiamento.



nuovo falso in bilancio

Falso in bilancio in Gazzetta Ufficiale. Oggi, 30 maggio 2105, la legge anticorruzione (numero 69 del 2015) entra in vigore con la reintroduzione nell’ordinamento italiano del reato di false comunicazioni sociali, depenalizzato nel 2005 dal governo Berlusconi e adesso punito nuovamente con la reclusione in carcere.

Le pene. Secondo la nuova legge se le società di cui si manipolano i conti per truccarli è quotata si rischia la reclusione da 3 a 8 anni, se la società con il bilancio falsata non è quotata, da 1 a 5 anni.

Per il delitto di false comunicazioni sociali si procede sempre d’ufficio, tranne se si tratta di piccole attività economiche non soggette al fallimento: per queste la nuova normativa prevede pene ridotte, da 6 mesi a 3 anni.

La non punibilità prevista dalla legge 69 riguarda invece gli illeciti di "particolare tenuità". Per gli enti aumentano fino a raddoppiare le sanzioni pecuniarie per la responsabilità amministrativa: fino a 600 quote per le società quotate, fino a 400 per le società fuori listino ( dove ogni quota va da minimo 258 euro a massimo di 1.549).

Tra le altre novità della nuova normativa l’inasprimento delle pene per la corruzione (da 8-14 anni fino a 20) e la concussione con pene differenti se è per induzione, da 3-8 anni di passa a 6-10 anni, o se si tratta di concussione per costrizione, in questo caso la pena passa da 6-12 a 8-14 anni.

Il patteggiamento: ora è condizionato alla restituzione del "maltolto", cioè del prezzo o profitto del reato. Chi vuole patteggiare davanti a un magistrato deve restituire quanto ha nascosto, rubato, e così via. Chi collaborerà con gli inquirenti fornendo elementi di prova e aiutando a scoprire altri responsabili, potrà avere una riduzione della condanna da un terzo a due terzi.

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