La quotazione in borsa di Ferrari non sarà prima del 12 ottobre

Per questioni legali, la Ferrari dovrà attendere ancora un po' prima di fare il suo esordio in borsa.

Marchionne potrebbe trasferire la Ferrari all'estero

Per l'attesa quotazione in borsa della Ferrari ci sarà da aspettare ancora un po'. Per la precisione, almeno fino al 12 ottobre. È stato proprio l'ad di Fca a dichiararlo in occasione del Consiglio per le relazioni Italia-Usa, in corso a Venezia: "Per motivi tecnici, per la quotazione di Ferrari deve essere passato almeno un anno dalla fusione che ha dato vita a Fca. Me lo hanno detto gli avvocati. Quasto non vuol dire che non possa vendere le azioni prima".

La quotazione in borsa riguarderà il 10% di Ferrari, mentre tra giugno e luglio ci sarà il deposito presso la Sec del registration document. Le date, comunque, sono a soggette a possibili variazioni, anche se, precisa Marchionne, questo potrebbe avvenire se "arrivasse qualcuno e si comprasse il 100% di Fca". In quel caso, ecco, sarebbe il nuovo patron a decidere il da farsi.

Si parla anche del consolidamento del settore auto. E così, iniziano a esserci anche le prime parole su quella che potrebbe essere la prossima fusione operata da Marchionne: "General Motors è un gruppo ben capitalizzato che non darebbe problemi di quote di mercato né negli Usa né in Brasile. Se si operasse una fusione e mi venisse chiesto di gestirla, potrei restare anche oltre il 2018".

E infine l'ad si è anche lanciata alle sue solite stoccate contro il sindacato: "Preferirei parlare con una sola persona piuttosto che con cinque. Dovrebbe esserci un'unica rappresentanza del settore auto. E lasciamo perdere la Camusso che dice delle cavolate anche piuttosto grosse. Dovrebbe essere come negli Stati Uniti, dove c'è un solo sindacato dell'auto".

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