Borse: Turchia e Grecia spaventano i mercati

Dopo le elezioni turche che hanno decretato la perdita della maggioranza assoluta dell'Akp di Erdogan si teme l'instabilità politica. Partito curdo in parlamento per la prima volta.

Borse valori europee in subbuglio, tra l'incudine e il martello per la crisi del debito greco e i risultati delle elezioni politiche in Turchia. A Piazza Affari il primo indice l'Ftse Mib perde poco dopo le 15:30 lo 0,36%. A Francoforte il Dax cede lo 0,89%, a Parigi il Cac40 va giù dello 0,80% mentre alla borsa Londra l'indice Ftse 100 si mantiene poco sopra la parità.

Succede che mentre il negoziato sui debiti di Atene è in pieno stallo (il ministro delle finanze ellenico parla oggi di creditori internazionali che "boicottano" la ricerca di una soluzione) la Borsa di Istanbul perde l'8,2% in avvio di seduta. Anche la lira turca va giù pesantemente del 5%, scambiando a 2,8020 sul dollaro Usa.

Il voto nel Paese ha decretato ieri che il partito islamico-conservatore Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan ha perso il controllo del Parlamento (non ha più la maggioranza assoluta). Nell'assise legislativa nazionale è invece entrato per la prima volta il partito filo curdo: l'Hdp, formazione politica di ispirazione socialista, ha superato la soglia del 10% sfiorando il 13% dei consensi. Ora mercati e analisti temono l'instabilità.

In questo quadro di tensioni sul secondario italiano lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi a 10 anni apre sopra 141 punti, dai 139 della chiusura precedente, per un rendimento del Btp del Tesoro che sale al 2,269%.

Sui mercati asiatici la borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso dello 0,02% nonostante i positivi dati sul Pil giapponese e quelli sul lavoro negli Stati Uniti, entrambi superiori alle più rosee aspettative. La prudenza degli investitori riguarda l'esagerato indebolimento dello moneta nipponica sul dollaro.

Turchia voto curdi e Borse

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