Grecia e UE, negoziato nella palude. Tsipras: "Fmi ha responsibilità criminale"

In attesa dell'Eurogruppo di giovedì, il governo greco alza il tiro. A prendere la parola è stato il premier, Alexis Tsipras, che ha definito "criminale" l'atteggiamento del Fondo Monetario Internazionale ed ha aggiunto che il negoziato vero "comincia adesso".

Tsipras ci ha tenuto a ribadire che i creditori stanno chiedendo ad Atene di accettare una soluzione che riporta "l'economia in recessione". Le istituzioni europee, ha detto ai parlamentari di Syriza, "vogliono umiliare il governo greco".

Angela Merkel, per parte sua, prova gettare acqua sul fuoco. A tale riguardo, ai giornalisti ha detto: "in questi giorni mi concentro con tutte le mie forze per far sì che si trovi una soluzione fra la Grecia e le tre istituzioni, e per far sì che sia possibile che la Grecia resti nell'euro". Ma ci ha anche tenuto a precisare che al momento "non è possibile capire se ci sarà un accordo".

Grecia e UE, negoziato nella palude: Grexit sempre più vicina?


C'è chi lo definisce, forse non a torto, un "grande bluff" della Grecia; altri, anche qui non a torto, che si dicono francamente preoccupati sulle sorti dell'Eurozona e, più macroscopicamente, dell'Unione Europea: l'ennesimo fallimento dei negoziati sul debito greco durante il fine settimana e il teso scambio di accuse da Bruxelles ad Atene, la possibilità di una Grexit, l'uscita della Grecia dall'Unione monetaria, sembra essere sempre più concreta. I mercati internazionali, guardando i tabelloni, sembrano propendere verso questa possibilità e affossano letteralmente l'economia dell'Eurozona.

Va anche detto che l'uscita della Grecia dall'Unione non sarebbe una buona notizia per nessuno: in primis per la stessa Unione, oltre che per Atene, che vedrebbe infrangersi il bluff che porta avanti con baldanza spartana il ministro dell'economia Varoufakis. In un'intervista rilasciata alla Bild il ministro delle finanze greco ha sottolineato la volontà greca di trovare una soluzione con i partner europei ma che non presenterà una nuova lista di proposte all'Eurogruppo di giovedì perchè, spiega, non è il giusto forum.

La maggior parte dei greci considera possibile l'intesa solo se avverrà un miracolo: come spiega l'Ansa la corsa al bancomat dei cittadini greci, intensificatasi lo scorso gennaio dopo che Syriza andò al governo, ha ridotto i depositi nelle banche dai 164 miliardi di euro a fine novembre ai 128 miliardi di oggi, un'emorragia di 36 miliardi in sei mesi.

Sulle sorti greche ieri sera il monito di Draghi all'Europarlamento è stato piuttosto chiaro: "entreremmo in terra incognita" e per scongiurare questo occorre che "l'ultimo miglio" delle trattative venga percorso con sentimenti di responsabilità e pragmatismo da parte di tutti gli attori in gioco.

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