Grecia-Eurogruppo, Moscovici: "Riforme Tsipras nella giusta direzione". In rialzo i Futures

Oggi l'Eurogruppo a Bruxelles. Segnali positivi da Moscovici e Sapin

grecia-Grecia-Eurogruppo

22 giugno 2015 - E' arrivata la giornata tanto attesa dell'Eurogruppo di Bruxelles, in cui sarà vagliato il piano alternativo del governo greco. Intanto, arrivano segnali positivi da Pierre Moscovici. Il Commissario europeo per gli affari economici e monetari, in un'intervista a Europe1, ha detto che le proposte di Tsipras "vanno nella giusta direzione". Ed ha aggiunto: "La soluzione sta in un'Europa capace di combinare responsabilità e solidarietà". Ottimista anche il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, che ha parlato di "lavoro di qualità" da parte di Atene.

In forte rialzo i Futures europei questa mattina (Parigi +2,9%, Francoforte +2,13%). Scende lo Spread tra Btp-Bund tedeschi: 136 punti ( 154venerdì).

Grecia-Eurogruppo, segnali da Atene


21 giugno, ore 15:50

. Il nuovo piano che la Grecia presenterà all'Europa offre una "soluzione definitiva" alla crisi e non si limita a "rinviare il problema" spiega una e-mail dell'ufficio del premier ellenico Alexis Tsipras. Le proposta di Atene punta a "un accordo che porta benefici a tutte le parti". L'Eurogruppo straordinario di domani 22 giugno, dalle 15 è stato anticipato alle 12. La riunione sarà "propedeutica" all'Eurosummit previsto per le 19.

21 giugno - Il vertice all'Eurogruppo di domani sembra possa rivelare alcune sorprese sui lavori "dietro le quinte" per il salvataggio greco: secondo quanto riferito da fonti governative di Atene a Bloomberg il governo Tsipras sarebbe pronto ad adottare misure fiscali permanenti pari al 2% del Pil della Grecia mentre i creditori chiederebbero misure per il 2,5%: il mezzo punto mancante sarebbe materia per "interventi amministrativi" mentre l’Iva verrebbe lasciata mantenuta alle attuali aliquote del 6,5%, del 13% e del 23 %, ma aumenterebbero alcune imposte sugli alimenti e sugli alberghi.

Secondo le medesime indiscrezioni riportate dal quotidiano La Stampa nei piani che il premier Alexis Tsipras esporrà sul tavolo dell’Eurosummit ci sarebbe anche lo stop ai prepensionamenti a partire dal primo gennaio 2016. Aumento della «tassa di solidarietà» per le persone che guadagnano più di 30.000 euro l’anno e per le società che hanno utili superiori ai 500.000 euro. Altre misure previste dal piano che Atene presenterà lunedì all'Eurosummit: stop ai prepensionamenti a partire dal primo gennaio 2016; aumento della "tassa di solidarietà" per le persone che guadagnano più di 30.000 euro l'anno e per le società che hanno utili superiori ai 500.000 euro.

Venerdì 19 giugno - L'ottimismo di Tsipras, che ha dichiarato che lunedì arriverà sicuramente l'accordo tra Grecia ed Eurogruppo, si scontra con un dato allarmante: nella sola giornata di ieri è stato ritirato dai deposti bancari oltre un miliardo di euro. Segno che nel paese si teme il peggio e si preferisci tenere i soldi sotto al materasso.

Il nodo, stando soprattutto a quanto riportato oggi da molti quotidiani, riguarda le pensioni. Punto sul quale le distanze sono ancora importanti. Secondo l'Ue bisogna tagliare ancora, secondo la Grecia è già stato fatto abbastanza, anzi: fin troppo. Chi ha ragione? In un certo senso tutti e due: la Grecia spende 28 miliardi l'anno in pensioni, il 16% del pil - si sottolinea da Bruxelles, chiedendo un taglio di circa 2 miliardi - da Atene si ribatte che il 45% dei pensionati prende meno di 650 euro, che le entrate medie sono di 713 euro e che non si può chiedere di tagliare ulteriormente.

Il problema è che per troppi anni la Grecia ha consentito alla popolazione di approfittare largamente di un generosissimo sistema previdenziale, che oggi sta gradualmente cambiando. Ma dal momento che, ormai, una larga parte della popolazione conta proprio sui contributi previdenziali per il sostentamento, accettare ulteriori tagli significherebbe mettere ancor più in difficoltà una popolazione che, tutto sommato, non ha colpe.

Giovedì 18 giugno 2015 - L'accordo tra la Grecia e l'Eurogruppo non è stato ancora raggiunto, l'annuncio lo ha dato Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione, che su Twitter ha detto però che c'è un forte segnale da parte della Grecia, intenzionata a impegnarsi seriamente nei negoziati, aggiungendo che l'Eurogruppo è pronto a riunirsi in qualsiasi momento.

E infatti già lunedì prossimo, 22 giugno, ci sarà un vertice straordinario convocato dal Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk. I capi di Stato e di governo dei Paesi dell'area Euro si riuniranno ancora per parlare della Grecia.

Da una parte la Grecia deve presentare un piano di riforme che sia apprezzato anche dai creditori, dall'altra parte l'Europa deve sbloccare aiuti economici per 7,2 miliardi di euro.

Intanto Atene dovrebbe restituire quel miliardo e 600mila euro che deve ancora ancora al Fondo Monetario Internazionale entro il 30 giugno e proprio la direttrice del FMI, Christine Lagarde, oggi ha detto che se la Grecia non restituirà quel prestito entro la data prestabilita dal 1° luglio sarà in default, perché la scadenza è definitiva e non c'è possibilità di rinvio.

Il Presidente dell'Eurogruppo Jeron Dijsselbloem non esclude la possibilità di una ristrutturazione del debito della Grecia se raggiungerà l'accordo con i creditori, che secondo lui è ancora possibile entro il mese di giugno.

Pierre Moscovici, commissario agli Affari economici dell'Ue, ancor prima dell'inizio della riunione odierna, aveva detto che probabilmente non sarebbe stata risolutiva, ma avrebbe dovuto aprire una strada a una soluzione. Moscovici ha spiegato che servono riforme da parte della Grecia su bilancio, pensioni e Iva e tutto dipende dalle loro proposte.

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