Domani è il giorno della "liberazione fiscale"

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Domani 23 giugno è il giorno della liberazione fiscale, quello in cui cioè si smette di lavorare solo per pagare le tasse e si inizia a guadagnare.

Quattro anni or sono la "festa" si festeggiava il 14 giugno, una settimana prima come ricorda la Cgia di Mestre che osserva come il giogo tributario sia diventato sempre più pesante e oneroso per gli italiani, da nord a sud della penisola, anche se c'è chi paga di più.

Chi? I napoletani. Tra imposte locali sugli immobili, spazzatura e addizionali (Tari, Tasi e Irpef regionale) i residenti nel capoluogo partenopeo risultano essere i più tartassati dal Fisco per il 2015 seguiti dai bolognesi. Va meglio ad aostani, ai genovesi baresi.

Per gli operai che rientrano in una certa fascia di reddito, la ricorrenza della liberazione fiscale c'è già stata, il 13 maggio, mentre chi percepisce redditi superiori a 24.000 euro annui (impiegati ma anche professionisti tra cui parecchi titolari di partite Iva) deve lavorare per pagare imposte e tasse per 173 giorni, non beneficiando del bonus Renzi di 80 euro.

Il calcolo del giorno di liberazione fiscale 2015, spiegano ancora dall'associazione artigiani e piccole imprese di Mestre deve tenere comunque conto dell'incognita della tassazione locale, con aliquote delle imposte locali aumentate in molti comuni e con alcuni italiani quindi più penalizzati di altri.

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