Saldi estivi 2015 al via: sconti a partire dal 40%

saldi estivi 2015

Partono oggi 2 luglio 2015 i saldi estivi. La prima regione a dare il via alle vendite promozionali è la Campania, che sarà seguita da Basilicata, Puglia e Marche domani e da tutte le restanti regioni italiane il 4 luglio.

L'anno scorso le vendite del periodo furono in calo del 5,8% rispetto a quelle, non proprio rosee, dell'estate del 2013.

Per contrastare la crisi dei redditi e incentivare gli acquisti i saldi estivi di quest'anno saranno improntati a sconti iniziali piuttosto elevati secondo un sondaggio condotto da Confesercenti su un panel di attività del settore.

Infatti quasi un negozio su due, cioè il 48% degli esercizi, l'8% in piu' rispetto al 2014, ha deciso di proporre sconti di base non inferiori al 40%.


"I prossimi saldi estivi saranno una grande occasione per tutti. Per i consumatori, che avranno la possibilità di acquistare capi di qualità a prezzi molto convenienti; ma anche per le imprese del settore, che vengono da un avvio di anno ancora stagnante: un imprenditore su due (il 49%) non ha rilevato miglioramenti rispetto al 2014, contro un 26% che riscontra segnali di ripresa e un 24% che registra invece un ulteriore calo. L'auspicio è che, dopo i primi segnali di ripartenza dell'economia, i prossimi saldi segnino l'inversione di tendenza anche per i consumi"

dice Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, l'associazione che riunisce le imprese di distribuzione del settore moda Confesercenti. A dare una mano agli acquisti anche il meteo oltre che le condizioni dell'offerta:

"La recessione tecnicamente è finita ma la spesa delle famiglie non è ancora ripartita. In particolare quella per l'abbigliamento e le calzature, che nel 2014 si è attestata intorno ai 100 euro al mese. Il 2015, finora, conferma le impressioni degli imprenditori: le vendite nel comparto moda - segnala l'Istat - registrano nei primi quattro mesi del 2015 una sostanziale stabilità per l'abbigliamento (+0.3%) e una contrazione per le calzature -0.6%. Continua pure l'emorragia di imprese: tra gennaio ed aprile hanno chiuso altri 2.600 negozi del comparto"

ha concluso Manzoni.

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