Ricollocamento dipendenti Province: il decreto sulla mobilità bocciato dai sindacati

DElrio riforma province

Sulla mobilità, quindi sul ricollocamento, dei dipendenti delle province in esubero dopo la riforma Delrio - che le ha trasformate in enti amministrativi di secondo livello, con dieci di esse diventate città metropolitane -, il governo ha presentato ieri ai sindacati la bozza di decreto attuativo della legge di stabilità 2015.

Dopo mesi di attesa qualcosa si muove, ma la montagna avrebbe partorito un topolino visto che i tre maggiori sindacati italiani, Cgil, Cisl e Uil hanno già rispedito al mittente il decreto giudicandolo insufficiente.

Il ritardo nel ricollocamento dei dipendenti perdenti posto delle province ha scontato sia l'incertezza di una riforma diciamo così in progress sia l’inerzia delle regioni che non avendo un quadro ben chiaro sul da farsi hanno tardato a legiferare sugli esuberi dei dipendenti delle (ex) province.

Si tratta ora finalmente di avviare le procedure di ricollocamento di oltre 20mila dipendenti provinciali in esubero. Per le organizzazioni sindacali il decreto del governo che avrebbe dovuto dare il la mette a rischio il salario accessorio e non ha

nessuna attenzione alle funzioni e nessun rispetto per le competenze

Da Fp-Cgil Cisl-Fp e Uil-Fpl la chiusura appare netta. Il governo dal canto suo prova a gettare acqua sul fuoco dicendo che la bozza presentata dà:

certezze ai lavoratori e continuità nei servizi

dice il sottosegretario alla Funzione Pubblica Angelo Rughetti.

Ma vediamo cosa dice il decreto e quali sono le novità: i dipendenti in soprannumero dovranno essere ricollocati in via prioritaria presso regioni e comuni, mentre tra le amministrazioni centrali dello Stato sarà il Ministero di Grazia e Giustizia ad assorbire la maggior parte dei dipendenti in esubero.

Di davvero nuovo c'è che i dipendenti soprannumerari delle ex province potranno essere ricollocati anche negli uffici della sanità pubblica, presso gli enti del servizio sanitario nazionale, cosa che la circolare interministeriale Funzione Pubblica-Affari regionali 1-2015 aveva escluso.

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