Cos'è la BRRD?

Ecco cos'è la direttiva europea Bank Recovery and Resolution Directive

La BRRD, Bank Recovery and Resolution Directive, è una direttiva europea varata il 15 maggio 2014 e che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento.

Nelle intenzioni del Parlamento Europeo la BRRD serve principalmente ad "armonizzare e migliorare" gli strumenti a disposizione nell'affrontare le crisi economiche, e sopratutto bancarie, all'interno dell'Unione Europea: a partire dal 1 gennaio 2015 tutti gli Stati membri devono applicare un codice unico per la risoluzione delle banche e delle grandi imprese di investimento.

L'intenzione è evitare che una banca nazionale possa fallire assicurando la stabilità e la solvibilità dei servizi finanziari e bancari offerti: secondo la direttiva le banche saranno tenute a preparare piani di recupero per superare difficoltà finanziarie. Alle autorità europee e nazionali di controllo saranno concessi anche una serie di poteri di intervento nelle operazioni bancarie per evitare il fallimento degli istituti e, nel caso si affronti una procedura di fallimento, le stesse autorità saranno dotate di ampi poteri e strumenti per ristrutturare le banche, attribuire le perdite agli azionisti e ai creditori secondo una gerarchia ben definita, oltre ad avere il potere di attuare i piani nazionali e transnazionali per risolvere banche fallite in modo da preservare le loro funzioni più importando evitando ai contribuenti europei di dover intervenire in loro aiuto, come successo nel 2008. Questo aspetto è molto importante perchè di fatto segna il passaggio da un regime in cui le grandi banche venivano salvate con denaro pubblico (il cosiddetto bail out) a un assetto che coinvolge gli investitori nelle perdite che derivano dalle difficoltà della banca (chiamato bail in)

Secondo quanto scrive il settimanale L'Espresso i primi di maggio di quest'anno la direttiva avrebbe dovuto essere recepita a fine 2014, invece è ancora in alto mare, e questo influirà senza dubbio sulla prossima scadenza, quella che indica l'inizio del 2016 per l'avvio del Meccanismo di risoluzione unico (Single Resolution Mechanism, SRM), che sarà il soggetto che gestirà in concreto le eventuali crisi bancarie.

La direttiva rappresenta un complesso reticolo di regole attorno sulle quali l'Italia sta ancora molto ragionando e che potrebbero persuadere gli istituti di credito a tirare i remi in barca per quanto riguarda i settori finanziari e di investimento, limitandosi al semplice "babysitting" dei conti deposito e poco altro: un sistema certamente più solido che tuttavia, temono molti, potrebbe bloccare l'erogazione di credito nell'economia reale e alle imprese.

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