Unioncamere: 86mila imprese create da stranieri in 3 anni

Fiducia imprese dicembre 2013

L’imprenditorialità degli stranieri residenti in Italia ha permesso che il saldo delle imprese presenti sul territorio (aperture-chiusure) rimanesse positivo. A dirlo è Unioncamere-InfoCamere che sulla base dei dati degli ultimi 3 anni del Registro delle imprese spiega che sono 86mila le imprese create dagli immigrati tra il 30 giugno 2012 e il 30 giugno 2015.

In tutto le attività economiche guidate da stranieri in Italia sono poco meno di 540mila, l'8,9% del tessuto produttivo nazionale, specie nei settori costruzioni, commercio all'ingrosso e al dettaglio, noleggio, agenzie di viaggio, servizi alle imprese, servizi di alloggio e ristorazione.

"La via dell'impresa si conferma una delle modalità attraverso le quali, gli stranieri giunti in Italia, possono integrarsi nel nostro sistema economico e sociale"

dice il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, che aggiunge:

"Oggi ci confrontiamo con imponenti flussi migratori, e vale allora la pena di ricordare che oltre alle politiche di accoglienza, vanno messi in campo strumenti e politiche di integrazione a basso costo per il nostro paese. Tra queste, quelle di supporto all'avvio dell'attività imprenditoriale, dove le Camere di Commercio giocano un ruolo importante per chi vuole aprire una nuova impresa ".

La componente più cospicua delle imprese straniere presenti in Italia è data dalle ditte individuali (circa 432mila): sono il 13,3% sul totale delle imprese che hanno questa forma giuridica. Più i dettaglio, ad esempio, nella confezione di articoli di abbigliamento le imprese individuali straniere, in primis quelle cinesi, sono il 45% del totale, mentre le imprese individuali straniere capeggiate da romeni e albanesi, sono un quarto delle imprese individuali specializzate nei lavori di costruzione. Le province italiane con la più alta incidenza di imprese straniere sul totale sono Prato, Trieste, Firenze, Imperia e Reggio Emilia.

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