Marchi e brevetti detassati

Richieste di brevetti

Marchi e brevetti con lo sconto fiscale. L’amministrazione finanziaria detassa i redditi derivanti dallo sfruttamento di bei immateriali e della proprietà intellettuale. Detassazione che sarà crescente: del 30% nel 2015, del 40% nel 2016 e del 50% dal 2017. Il Fisco così facendo vuole in primo luogo rendere attraente lo sviluppo e la detenzione in Italia di beni immateriali d’impresa, poi agevolare il rimpatrio dei brand commerciali che hanno fatto le valigie e traslocato all’estero per pagare meno tasse.

Infine per questa via si pensa di incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo. ItaliaOggi scrive che è pronto il decreto attuativo del patent box, il meccanismo fiscale agevolato introdotto dai commi 37-45 della legge 190 del 2014. Ieri il ministero dell’economia e delle finanze ha diramato la versione definitiva, poi inviata alla Corte dei conti per la registrazione e ora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il decreto segue la scia dei principi elaborati in sede Ocse, specie nell’Action 5 del progetto Beps, norme del resto già operative in Francia, Belgio, Gran Bretagna, Spagna, Olanda e Lussemburgo. Nel provvedimento sono descritti i requisiti dei soggetti beneficiari, i criteri per il calcolo degli sconti fiscali e le modalità per la scelta del regime fiscale agevolato. La scelta di applicare il patent box, che dura cinque anni, non è revocabile e può essere rinnovata.

Cos'è il patent box

È un regime opzionale di tassazione agevolata previsto dalla Legge di Stabilità 2015, consistente nell’esclusione dal reddito complessivo di una percentuale (dal 30% del 2015 al 50% del 2017) dei redditi derivanti dall’utilizzazione di beni immateriali come brevetti, marchi e know how. La finalità è di riportare in Italia i brevetti detenuti all’estero e incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo. I beneficiari sono i soggetti titolari di redditi d’impresa residenti in Italia, i titolari di redditi d’impresa residenti in paesi con cui ci sia un accordo contro la doppia imposizione e con effettivo scambio di informazioni.

Si tratta più in dettaglio di un’agevolazione ai fini dell’imposta sul reddito delle società e dell’imposta regionale per quanto concerne gli introiti derivanti da beni intangibili, come i brevetti o altri titoli di proprietà intellettuali, considerati funzionalmente equivalenti. Nel 2015 l’agevolazione è pari al 30% dei ricavi, al 40% nel 2016 e al 50% nel 2017 (con l’aliquota fiscale effettiva sul ricavo che calerà al 15,7% invece del 31,4%). Nella maggior parte di casi secondo la legge i contribuenti che vogliono beneficare del patent box devono sottostare a un accordo sui prezzi (Apa) con l'Agenzia delle entrate.

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