Unicredit: previsti 18.200 licenziamenti, 3.200 in Italia

licenziamenti unicredit 2015

Aggiornamento 12 novembre ore 10 - Su 18.200 posti di lavoro che Unicredit taglierà da qui al 2018 nei corporate centres e nella rete 6.900 saranno in Italia, tra esuberi in senso stretto e business in cessione. Unicredit, secondo quanto riporta l’Agi, in realtà dovrebbe contrattare con i sindacati circa 3.200 uscite vere e proprie in Italia, cioè i 2.400 esuberi già concordati con i rappresentanti dei lavoratori, più i 713 riguardanti i dipendenti di Uccmb, ceduta a Prelios e Fortress, e altri 200-300 per dipendenti che lavorano all'estero e per un gruppo di mancato turnover. I tagli "saranno gestiti con il solito approccio dei prepensionamenti. Se saranno solo volontari sono cose che dobbiamo discutere con il sindacato” ha detto l’ad di Unicredit Ghizzoni. Gli altri 4.000 tagli sono relativi alla prevista cessione della controllata ucraina e 2.000 al deconsolidamento di Pioneer pronta per la joint venture con Santander entro metà del 2016.

Aggiornamento 11 novembre 2015, 15:30 - Banca Unicredit prevede di tagliare ben 18.200 posti di lavoro (molti di più dei 10-12.000 ipotizzati da Bloomberg) nel suo piano industriale al 2018 approvato dal Consiglio d'amministrazione, secondo quanto riporta l'Ansa. Prevista la vendita della controllata in Ucraina e la joint venture con Pioneer, è stato infatti firmato l'accordo quadro per integrare Pioneer e le attività di asset management del gruppo spagnolo entro il 2016. A fine anno prossimo Unicredit vuole liberarsi dei business a bassa redditività, per un obiettivo di utile fissato a 5,3 miliardi. Il nuovo piano industriale stabilirebbe la chiusura di 800 filiali del gruppo entro il 2018 in Italia, Germania e Austria per una forza lavoro che non supererà i 111 mila posti di lavoro a tempo pieno.

"Abbiamo approvato un piano rigoroso e serio e al tempo stesso ambizioso"'è soprattutto realistico perché si basa su azioni che dipendono dalle nostre scelte manageriali ed è un piano totalmente autofinanziato"

ha commentato il ceo di Unicredit Federico Ghizzoni. Secondo Bloomberg con l'ipotesi 10mila licenziamenti, in Italia sarebbero stati messi alla porta fino a 3.500 dipendenti, attraverso prepensionamenti volontari. Esuberi che ora potrebbero essere molti di più.

Unicredit, licenziamenti in Italia entro fine 2015? 2.700 esuberi?

17 settembre 2015

Banca Unicredit entro fine 2015 potrebbe licenziare pesantemente in Italia, Austria e Germania. A salvarsi dalla scure degli ulteriori tagli di personale previsti dal nuovo piano industriale resterebbe solo l'area dell'Europa centro-orientale.

Lo ha detto Paolo Cornetta, responsabile Human resources strategy di Unicredit intervenuto a margine di un’iniziativa di uno dei due maggiori gruppi bancari italiani e primo per asset.


Nel piano dell'anno scorso che stiamo discutendo con i sindacati potrebbe darsi che rispetto a quei numeri ci siano ulteriori elementi che discuteremo in Italia, Austria e Germania. I numeri sono work in progress appena li avremo li comunicheremo a tutti i soggetti interessati, le aree che più stanno soffrendo l'andamento macroeconomico sono quelle dell'Europa occidentale più che quelle dell'Europa centro-orientale che sta producendo risultati e sta crescendo.

Nel vecchio piano industriale di Unicredit, per l’Italia erano previsti 2.700 esuberi. In tutto i licenziamenti previsti sarebbero 10.000.

Il piano è per tagli di 10.000 posti di lavoro. Saranno principalmente in Italia, Austria e Germania

avrebbe riferito, secondo Reuters, un insider di Unicredit.

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