Poste: fondo sovrano cinese vuole acquistare 2-5%

Indiscrezione del Sole 24 Ore. Il segretario della Cisl Furlan spinge per l'azionariato dei lavoratori.

poste in  borsa

In vista della quotazione in Borsa di Poste italiane, con IPO (Offerta pubblica iniziale) prevista per 12 ottobre prossimo, un fondo cinese manifesta il suo interesse, secondo quanto già visto per Eni ed Enel. Il Sole 24 Ore stamattina scrive di un fondo sovrano cinese, che potrebbe essere China Investment Corporation o People's Bank of China, sarebbe pronto a rilevare tra il 2 e il 5% di Poste.

Si tratta di una indiscrezione da confermare, in ogni caso l’eventuale acquisto ci sarà solo dopo la pubblicazione del prospetto informativo, appena sarà presa visione quindi del cosiddetto pay-out, cioè la quota di utile che verrà distribuita.

Letta la notizia il segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan, ha colto la palla al balzo per ribadire l'importanza della partecipazione dei lavoratori nel capitale delle aziende, a cominciare da Poste.

L'ingresso dei lavoratori “significa entrare nella governance delle imprese come il modello tedesco dove i rappresentanti dei lavoratori svolgono un ruolo importante o la presenza di uno o più rappresentati dei lavoratori nei consigli di amministrazione. Questo può diventare un apripista in Italia” ha detto la sindacalista.

“Poste rappresenta la più grande banca italiana ma la maggioranza deve rimanere pubblica perché sarebbe un disastro se questo non avvenisse” ha aggiunto la Furlan. Ricordiamo che il governo è intenzionato a mantenere nelle sue mani almeno il 60% di Poste.

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