Mondadori compra Rizzoli per 127 milioni di euro: via libera a Mondazzoli

Dal cda di Rizzoli c'è l'ok all'operazione, ma Adelphi ne resta fuori. Ora lo scoglio dell'antitrust.

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Se n'è parlato per tanto di quel tempo che i continui rinvii dell'operazione avevano anche fatto pensare (sperare) che alla fine non se ne facesse nulla. E invece alla fine l'accordo s'è trovato: Mondadori acquista Rizzoli per 127,5 milioni di euro. Nasce così il gigante dell'editoria che è stato ribattezzato Mondazzoli, un gigante che detiene da solo il 38% della quota di mercato, ragion per cui adesso si attende la decisione dell'antitrust, che potrebbe imporre la cessione di qualche marchio minore per ridimensionare una percentuale che sfiora la "posizione dominante".

In virtù di questo rischio, Mondadori ha ottenuto uno sconto rispetto ai 135 milioni previsti inizialmente. Che il via libera del consiglio d'amministrazione fosse nell'aria, in effetti, si sapeva: Rcs doveva evitare l'aumento di capitale che suscitava la contrarietà di buona parte dei suoi soci e la cessione di uno dei suoi gioielli era la via maestra.

Ci sono però degli appunti di non poco conto sull'operazione. Prima di tutto: Adelphi, uno dei marchi più prestigiosi dell'editoria italiana, non passa nelle mani di Mondadori, visto che il fondatore Roberto Calasso ha deciso di ri-acquistare il 58% che era nelle mani di Rizzoli. Passa invece di mano Marsilio. Da segnalare anche come il marchio Rizzoli rimane nelle mani di Rcs per "per tutti gli utilizzi esclusa l'attività libraria".

Infine, il prezzo di vendita finale potrebbe avere qualche ritocco all'insù (cinque milioni, circa) "sulla base di predeterminati obiettivi economici legati ai risultati 2015 di Rcs Libri e un earn-out in favore di Rcs Group fino a 2,5 milioni al verificarsi di alcune condizioni riferite ai risultati aggregati 2017 delle relative attività librarie".

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