Poste verso una seconda tranche di privatizzazione?

Se il Tesoro cedesse un altro 30% di Poste l'incasso, in base al valore del titolo, sarebbe di circa 3 miliardi di euro.

Opv Poste

Il governo Renzi, sempre alle prese con i problemi di riduzione del debito pubblico, e incalzato per questo dalla commissione Ue, sta pensando di fare ancora cassa con Poste Italiane dopo il rinvio dell'annunciata privatizzazione di Ferrovie dello Stato. La nuova operazione, cioè cedere una nuova tranche di Poste, porterebbe a un incasso di 3 miliardi di euro.

Secondo quanto riporta l'Ansa, l'azionista di riferimento di Poste, il Tesoro, starebbe valutando seriamente la questione e anche "ambienti della maggioranza" hanno confermato la volontà di procedere con il piano di cessioni del patrimonio pubblico come stabilito dal Documento di economia e finanza (Def) dell'esecutivo.

In soldoni verrebbe ripercorsa la via seguita con l'Ipo (Offerta pubblica iniziale) dello scorso mese di ottobre, quando sul mercato venne messo il 35% del capitale di Poste italiane. Con un'ulteriore cessione di un altro 30% la partecipazione del Tesoro in Poste Italiane scenderebbe dal 65% al 35%, per un incasso, in base al valore di Borsa del titolo, che sarebbe di circa 3 miliardi di euro.

Poste in borsa a Piazza Affari: titolo chiude in calo dello 0,7%

27 ottobre 2015

18:30 - Poste chiude in calo dello 0,7%, a 6,7 euro per azione, nel primo giorno di contrattazioni a Piazza Affari. L'amministratore delegato Francesco Caio a "Porta a Porta" commenta: «Abbiamo il passo del montanaro. (...) Il prezzo lo fa il mercato, e lo ha fatto anche oggi: seguiamo l’indice. Del 38% di Poste collocato in Borsa l’80% è andato all’estero».

Aggiornamento 27 ottobre 2015 ore 16:25 - Il titolo di Poste dopo un avvio in rialzo fino al 2% nel giorno del debutto ha proseguito la seduta in frenata, prima scambiato sotto la parità poi perdendo fino allo 0,74% e attestandosi poco prima delle 16:30 a -0,54%. Gli scambi sono sostenuti, nel primo pomeriggio erano già state scambiate circa 90 milioni di azioni per 600 milioni di euro di controvalore.

Poste in borsa a Piazza Affari: titolo parte in rialzo dell'1,6%, poi ripiega

Aggiornamento 27 ottobre 2015 - Poste Italiane nel giorno del debutto del titolo in borsa a Piazza Affari parte in rialzo. Le azioni hanno aperto le contrattazioni con un +1,6% a 6,9 euro per azione ma dopo mezz’ora il titolo è invariato a 6,75 euro, il prezzo finale di collocamento.

Questa giornata è la dimostrazione che in Italia le cose si possono fare per bene Ho la grandissima sensazione di avere condotto una squadra che ha lavorato con entusiasmo. E' un passaggio storico importante per il gruppo e mi auguro anche per il Paese

ha detto l'amministratore delegato delle Poste italiane, Francesco Caio, che ha suonato la campanella di avvio seduta a Palazzo Mezzanotte. Poste ha poi diffuso una nota di Poste Italiane:

“Unico riferimento valido per la quotazione in Borsa è il prospetto informativo, sul web informazioni mai diffuse dalla Società”. 

Piazza Affari ha aperto con il primo indice Ftse Mib in calo dello 0,25% a quota 22.574. All Share a -0,23%. In flessione anche le altre maggiori borse europee, in attesa della riunione della Federal Reserve dovrebbe chiarire i tempi del rialzo dei tassi di interesse in Usa. A

Successo Ipo Poste Italiane, Tesoro incassa 3,4 miliardi

Aggiornamento 23 ottobre 2015 - Il prezzo dell'Ipo di Poste è stato fissato a 6,75 euro per azione, al pubblico indistinto e ai dipendenti di Poste Italiane sarà riservato il 30% dell'offerta globale, agli investitori istituzionali il 70%. L'inizio delle negoziazioni alla Borsa di Milano è fissato per martedì 27 ottobre. Sono 26.234 i dipendenti di Poste italiane che hanno richiesto le azioni su un totale di richieste pari a 303.536. L'offerta globale è relativa a un quantitativo di azioni pari al 34,7% del capitale sociale, 38,2% in caso opzione greenshoe, per una capitalizzazione della società di quasi 8.816 milioni di euro. 

Il Tesoro con la quotazione di Poste incasserà, ha spiegato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, circa 3,4 miliardi di euro che verranno destinati alla riduzione del debito. La privatizzazione di Poste italiane è stata "un grande successo, con una domanda pari a 3,3 volte l'offerta globale. Le privatizzazioni rimangono una parte importante dell'azione del governo, che continuerà nei prossimi mesi con il coinvolgimento di Enav e Fs" ha detto il titolare di Via XX settembre le cui parole sono riportate dall'Ansa.

Poste il 27 ottobre in borsa: prezzo azioni tra 6,5 e 6,75 euro

Aggiornamento 22 ottobre 2015 - Il prezzo di collocamento delle azioni di Poste Italiane oscillerò tra 6,5 e 6,75 euro, secondo quanto definito dal Gruppo dopo il buon andamento della richiesta di titoli a poche ore dalla chiusura dei termini per sottoscriverli, prevista per le 12:30 di oggi. Il prezzo dell'Ipo si attesta quindi nel centro della forchetta di 6-7,5 euro fissata nel prospetto, verso la la parte alta. Martedì 27 ottobre il debutto delle contrattazioni alla Borsa di Milano

Poste a Piazza Affari: boom di adesioni all'Ipo

Aggiornamento 21 ottobre 2015 - A due giorni dalla chiusura l'Ipo di Poste Italiane è stata sottoscritta da circa 270.000 retailer e più 23.000 dipendenti alla chiusura del mercato di ieri, come informa Reuters che cita una fonte "a conoscenza del dossier". La forchetta del prezzo per azione è fissata a 6-7,5 euro per un valore di Poste dai 7,8 ai 9,8 miliardi di euro. L'offerta pubblica di vendita terminerà un giorno prima, il 21 ottobre, per i dipendenti del gruppo. Il ministero dell'Economia mette sul mercato 453 milioni di azioni ma è previsto un ulteriore 10% nel caso di integrale sottoscrizione della greenshoe.

Poste a Piazza Affari: Ipo verso il tutto esaurito

Aggiornamento 14 ottobre 2015 - L'Ipo di Poste va verso il tutto esaurito. L'offerta dei titoli del Gruppo per il collocamento in borsa a Piazza Affari risulta è alla data di oggi 14 ottobre del tutto coperta, greenshoe compresa. Lo spiegano fonti del consorzio del collocamento. Sono completamente coperte sia la quota riservata alla clientela retail che quella riservata agli investitori istituzionali.

Il Ministero dell'economia e delle finanze ha messo in vendita fino al 38,2% di Poste Italiane. L'Ipo è partita lunedì 12 ottobre si concluderà il 22 ottobre o prima in caso di chiusura anticipata. Il 30% dell'offerta è destinata ai piccoli risparmiatori, il restante 70% agli investitori istituzionali.

Poste in Borsa: maxi-Ipo al via. Contrattazioni dal 27 ottobre

Lunedì 12 ottobre 2015 - È arrivato il giorno di Poste Italiane in Borsa: oggi parte l'offerta per il collocamento del 34,7% del capitale che salirà al 38,2% se il Ministero dell'Economia eserciterà integralmente l'opzione greenshoe. L'obiettivo è di avviare le contrattazioni da martedì 27 ottobre.

Poste ha promesso un bonus share del 5% con l'assegnazione di una azione gratuita ogni venti a chi acquisterà azioni al collocamento e le terrà in portafoglio per almeno un anno. E questo bonus salirà al 10% per le azioni dei lotti riservate ai dipendenti.
Per incentivare gli investitori, inoltre, il Cda ha deciso di proporre all'assemblea degli azionisti la distribuzione di "una percentuale non inferiore all'80% dell'utile netto consolidato di periodo di pertinenza del gruppo" alla chiusura degli esercizi 2015 e 2016.

Poste Italiane: Ipo al via dal 12 ottobre

Sabato 10 ottobre 2015 - Poste Italiane in vista della quotazione in borsa a Piazza Affari ha stabilito un'Offerta pubblica di vendita (Opv o Ipo in inglese) a 6-7,5 euro per azione che attribuisce alla società un valore tra i 7,8 e 9,8 miliardi di euro.

Il ministero dell'Economia ha annunciato che metterà in vendita 453 milioni di azioni, corrispondenti al 34,7% del capitale sociale di Poste, con lo Stato che incasserà dai 3 ai 3,7 miliardi che saranno impiegati per la riduzione del debito.

Nell'ambito di quella che è la "più grande privatizzazione degli ulti anni", come osserva Reuters, è prevista infatti anche una greenshoe pari al 10% dell'offerta che potrebbe portare il flottante al 38,2% del capitale.

Il 30% dell'Ipo sarà riservato al pubblico indistinto e ai dipendenti, il 70% agli investitori istituzionali. Il Cda di Poste ha deliberato una politica dei dividendi accattivante per il 2015 e 2016, da distribuire rispettivamente nel 2016 e nel 2017, con un payout che non sarà inferiore all'80%, spiega il gruppo guidato da Francesco Caio in una nota.

Più in dettaglio per alla clientela retail che manterrà il possesso delle azioni per un anno sarà assegnata una azione gratis ogni 20. Ai dipendenti saranno garantiti due lotti minimi per un totale di 100 azioni e riceveranno un'azione gratuita ogni 10 mantenute per dodici mesi. Per i lotti successivi il trattamento sarà uguale a quella del pubblico indistinto.

L'Opv partirà lunedì 12 ottobre 2015 per concludersi il 22 ottobre, il 21 per i dipendenti di Poste. A occuparsi del collocamento come coordinatori dell'offerta e jointbookrunner saranno Banca Unicredit, Mediobanca, Imi, Bofa Merrill Lynch, Citigroup. Credit Suisse, Goldman Sachs, J.P. Morgan, Morgan Stanley e UBS sono pure joint bookrunner.

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