La lenta marcia fiscale del 5 per mille verso le ONLUS

5 per mille Riprende lenta la marcia dei 400 milioni da 5 per mille attualmente in sosta sulle scrivanie dell’Agenzia delle Entrate. Ultima fermata di un interminabile viaggio fiscale durato oltre un anno: le ONLUS beneficiarie. Una sosta forzata quella delle risorse Irpef destinate dai contribuenti alle non-profit che ha causato non pochi disguidi al prodigo terzo settore. Sul “deragliamento” dei finanziamenti è scesa in campo in questi giorni l’Agenzia per le ONLUS che ha formalizzato un protocollo di intesa con la stessa Agenzia delle Entrate per combattere alla radice il problema di sovraffollamento delle liste del 5 per mille.

Dopo aver sentito le testimonianze di diverse ONLUS (v. articolo) in merito ai ritardi amministrativi dell’assegnazione delle risorse pubblichiamo l’intervento del Prof. Zamagni, presidente dell’Agenzia delle ONLUS, sulla vicenda.

1) Da quest’anno spariscono dagli elenchi dell’Agenzia delle Entrate soggetti importanti come comuni e fondazioni bancarie e viene introdotto un tetto massimo di finanziamenti al terzo settore di 250 milioni di Euro. Un perfezionamento necessario alla prima riforma Tremonti o un peggioramento della situazione per le ONLUS? In quali termini?

Il tetto dei 250 milioni di Euro è una misura accettabile in via del tutto eccezionale, fortemente lesiva e contraddittoria, altrimenti, del principio di sussidiarietà sottostante al 5 per mille. L’emergenza di bilancio sopravvenuta con la finanziaria 2007 giustifica il provvedimento provvisorio che destina parte delle risorse ad interventi pubblici “straordinari” ma non può e non deve diventare un limite definitivo. Un tetto sarebbe invece opportuno stabilirlo per il numero di soggetti iscritti alle liste del 5 per mille, che hanno raggiunto e superato, lo abbiamo già ribadito, quota 30 mila iscritti.

2) Altra novità riguarda la destinazione dello 0,5% del 5 per mille all’Agenzia per le Organizzazioni non Lucrative e alle organizzazioni nazionali rappresentative, tra cui si individua unicamente il Forum del terzo settore, come giudica la scelta di destinare parte dei fondi contributivi ad enti già finanziati nel primo caso dal governo e nel secondo dagli associati?

La destinazione dello 0,5% del 5 per mille all’Agenzia per le ONLUS è, anche in questo caso una misura provvisoria “tampone” attivata per compensare l’ammanco di dotazione organica alla stessa Agenzia governativa, privata con l’attuale finanziaria del 40% della dotazione complessiva. Con il 2007 il Governo ha infatti destinato all'Agenzia 1, 5 milioni di Euro per l'intero anno fiscale, insufficienti persino a coprire le spese del personale. Come soluzione di riserva per consentire il corretto svolgimento delle attività dell’organo di sorveglianza del settore, si è pertanto deliberato di integrare le risorse stanziate in Finanziaria con ulteriori 1,1 milioni, derivanti dal 5 per mille.

3) Si possono davvero individuare degli enti rappresentativi del terzo settore?

Ci vorrà tempo prima che il terzo settore consolidi una struttura rappresentativa e il Forum del terzo settore non è al momento l’organo più consono a questa funzione data la sua stessa posizione dialettica di interlocutore con il Ministero della Solidarietà. Per il consolidamento di un sistema di "parti sociali", come le stesse vicende sindacali insegnano, non è sufficiente un provvedimento legislativo.

4) Una recente interrogazione parlamentare ha fatto luce sugli annosi ritardi di assegnazione delle quote assegnate dai contribuenti ad enti e associazioni del terzo settore. La causa del ritardo sarebbe, secondo l’Agenzia delle Entrate, imputabile a complicazioni amministrative dovute all’elevato numero di iscrizioni. Pensa sia questo il problema?

I ritardi amministrativi sono assolutamente fisiologici in una realtà poco organizzata come quella italiana dove si aumentano continuamente le mansioni operative senza alcun potenziamento delle risorse. Il problema risiede alla base del procedimento di selezione, eccessivamente blando e conseguentemente inefficiente e dispersivo. A tal proposito stiamo lavorando congiuntamente all’Agenzia delle Entrate ad una proposta di regolamento che disciplini il processo di valutazione degli enti eligibili a beneficiare del 5 per mille, troppo spesso individuati con soggetti di natura mafiosa. Negli ultimi 4 anni abbiamo infatti “pizzicato” 6.000 ONLUS di nome ma non di fatto.

I soggetti dovrebbero a nostro avviso e secondo il nostro modello rispondere ai seguenti requisiti:


  • affidabilità sulla base dell’analisi del Bilancio di missione e secondariamente del Bilancio Sociale

  • natura di public e non mutual benefit, con una necessaria fornitura di servizi sociali a soggetti terzi ed esterni rispetto all’ente

  • democraticità, con essa intendendo la presenza di un organo di sorveglianza e di un assemblea.

La bozza di regolamento attuativo sarà fatta pervenire entro ottobre al Governo, il quale valuterà l’opportunità di riformare un sistema eccessivamente burocratico ma contemporaneamente blando di selezione dei possibili candidati.

Nuove regole istruttorie sul 5 per mille

L’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia per le Organizzazioni non Lucrative di Utilità Sociale hanno infatti recentemente (il 16 maggio 2007) sottoscritto a Roma presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, un Protocollo d’Intesa a conferma del comune impegno e della comune volontà in termini di collaborazione ed informazione per il corretto esercizio delle rispettive attribuzioni (v. comunicato).

Siglato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Dott. Massimo Romano e dal Presidente dell’Agenzia per le ONLUS, Prof. Stefano Zamagni alla presenza del Sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi il protocollo di collaborazione fra le due Istituzioni prevede come primo passaggio fondamentale l’istituzione di un Tavolo tecnico che si riunirà con cadenza bimestrale o, se necessario, con altre modalità concordate, per affrontare le questioni ritenute meritevoli di analisi congiunta.

Durante la presentazione del Protocollo d’Intesa le due Agenzie hanno espresso la comune intenzione a far sì che la loro collaborazione, oltre ad essere indirizzata a tematiche tecniche quali, per esempio, la definizione dei requisiti soggettivi e dell’ambito di operatività rilevante per gli enti di Terzo Settore, possa offrire un contributo importante al legislatore nel consolidamento e nello sviluppo, per gli anni a venire, dello strumento del 5 per mille quale espressione operativa del principio di sussidiarietà.
Un’attenzione particolare sarà dunque dedicata a tale argomento dal Tavolo Tecnico la cui prima riunione è prevista a 60 giorni dalla data della firma del Protocollo stesso.

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