Legge di Stabilità 2016: reazioni


I Giovani di Confindustria non impazziscono per la legge di Stabilità 2016 varata dal governo Renzi. Da Capri dove sono riuniti per l'annuale kermesse spiegano che senza un taglio della tasse sul lavoro degno di questo nome e senza destinare più fondi per colmare il gap del Mezzogiorno non ci saranno mai i presupposti per una vera ripresa.

I giovani confindustriali hanno il dente avvelenato sopratutto per taglio Ires, per ora solo annunciato dal premier che ci sarà con ogni probabilità a partire dal 2017, Bruxelles volendo. Nel tagliare le tasse la "priorità" dovrebbe essere:

lavoro e aziende invece il Governo ha deciso di alleggerire quelle su 45mila ville e castelli"

dicono i Giovani di Confindustria. Servono, dice il presidente dei giovani industriali Marco Gay:

"coperture certe per una misura che non tocchi solo pmi o Mezzogiorno o che parta dal 2017 ma che riguardi tutte le imprese, da subito, e che valga 5 punti"

di Ires. E per quanto riguarda il Sud:

"Dove è finito il master plan per il Sud annunciato ad agosto (...)sarebbe un insieme di misure che, in tutto, valgono 150 milioni quest'anno su una Finanziaria che vale quasi 30 miliardi (...) non ci sono i crediti d'imposta per investimenti, ricerca, sviluppo. Così è troppo poco, quasi inutile".

Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio inviato ai giovani di Confindustria invita a colmare gap nord-sud:

"I segnali di ripresa e le migliorate prospettive di crescita per il nostro Paese devono coinvolgere il Sud del Paese. E' urgente allora colmare le distanze, vincere le differenze, evitare fratture insanabili".

Voci critiche per gli esigui fondi stanziati per il Sud e su molte altre misure della manovra 2016 arrivano anche dal fronte sindacale, per la Flc-Cgil:

”La legge di stabilità è iniqua e ancora una volta colpisce i servizi e il lavoro pubblico. Si eliminano le tasse sulla prima casa anche per i ricchi, si concedono tagli di imposte sostanziosi alle imprese ma nulla per cambiare la legge sulle pensioni, per i contratti pubblici, per il diritto allo studio, per il precariato e per gli investimenti nei settori della conoscenza. Si mette in discussione il diritto alla salute ma anche ad una istruzione di qualità.”

Sul rinnovo dei contratti pubblici poi i sindacati parlano di "mancia" per la la decisione del governo di destinare appena 200 milioni di euro al rinnovo nella legge di stabilità. Cgil, Cisl e Uil annunciano una:

"mobilitazione durissima. Non accettiamo la provocazione di Matteo Renzi. I 300 milioni, che poi diventano 200 a fine serata, della "stabilità" elettorale del governo, non sono un contratto ma una mancia. I lavoratori pubblici vogliono un rinnovo dignitoso".

Dalla Cgia di Mestre si plaude invece alla norma della legge di Stabilità che alza al 140% gli ammortamenti per l'acquisto di macchinari per incentivare gli investimenti, crollati durante la crisi del 28% ma, si chiede l'associazione artigiana mestrina, con quali denari?

"Con quali soldi gli imprenditori, soprattutto quelli di piccola dimensione, sfrutteranno questa occasione se, nonostante le misure messe in campo dalla Bce, i prestiti bancari alle aziende continuano a diminuire?".

Dal fronte politico Stefano Fassina, ex vice ministro all'Economia del governo Letta ed ex sinistra Pd, bolla così la nuova legge finanziaria.

“I contenuti veri del Disegno di Legge di Stabilità saranno chiari soltanto quando verrà presentato al Senato. Per ora, dietro i fuochi d’artificio del Governo, i titoli noti rendono evidente il fine elettorale, giocato su maggiore iniquità sociale e altri colpi al welfare. L’Italia ha urgente necessità di un piano per il lavoro. Arriva invece una manovra senza impatto espansivo, attenta agli interessi più forti. Una manovra berlusconiana per segno elettorale e sociale”.

Per Forza Italia, il capogruppo alla Camera Renato Brunetta sentenzia:

“Renzi ha fatto una televendita, meglio di Wanna Marchi. Ha dato tutto a tutti, non ha dato una sola indicazione di coperture. Questo è un atteggiamento irresponsabile e spudorato”.

Secondo Mara Carfagna, portavoce a Montecitorio di FI, la riduzione delle tasse sulla casa:

“E’ solo lo specchietto per le allodole utilizzato da Renzi con la consueta furbizia e spregiudicatezza. Il resto della manovra è finanziato in deficit, mancano coperture certe e soprattutto manca la parte più importante ovvero una vera e drastica riduzione della spesa pubblica improduttiva. Come sempre la mancanza di serietà è la cifra di questo governo”.

legge stabilità 2016 reazioni

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail