Legge di Stabilità, 3,1 miliardi di tagli ai ministeri

Guerra di numeri nella Legge di Stabilià: quanto valgono i tagli del governo?

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Nella Relazione tecnica alla Legge di Stabilità, in cui si prevedono ulteriori tagli lineari di 2,5 miliardi nel 2017 e 1,7 miliardi nel 2018, è stato quantificato dal governo il taglio ai ministeri previsto dalla norma finanziaria: 3,1 miliardi di euro.

Secondo quanto precisato ieri dal sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, intervistato da Radio24, i tagli non lineari ammonterebbero invece a 218 milioni di euro, non molti "ma sono uno sforzo". A dire il vero, come spiega il Corriere della Sera di oggi, non è la spesa “viva” dei ministeri che viene decurtata, ma quella dei progetti che finanziano: tra i 2,4 miliardi di tagli del Ministero dell’Economia, per esempio, c’è quello da 100 milioni l’anno ai Centri di Assistenza fiscale, ma anche la riduzione (ovvero l’utilizzo) del Fondo taglia tasse per 800 milioni.

Se nella relazione tecnica si legge che dal comparto dei ministeri è atteso un risparmio di 1,6 miliardi sulla spesa corrente e di 1,4 sugli investimenti, per 3,1 miliardi complessivi (su 27 miliardi di movimentato della Legge) la verità sostanziale per il momento è un'altra: il grosso delle coperture alla Legge di Stabilità arriva da un aumento del deficit.

Il sacrificio vero imposto alla macchina del governo si limiterebbe ad appena 103 milioni di euro, cui vanno sommati altri 43 milioni per il blocco del turnover, oltre i 3 milioni in meno per l’editoria, 3,4 per il servizio civile, 3,7 per le aree urbane, 2,2 per la famiglia e 2,8 per le pari opportunità. Il governo si aspetta molto dai tagli sulla spesa sanitaria, che tuttavia è a carico delle Regioni.

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