Pil rivisto al rialzo dall'Istat: +0,9% nel 2015, +1,4% nel 2016-2017

PIL ISTAT

Aggiornamento ore 11:00. Il tasso di disoccupazione secondo l'Istat scenderà nel 2015 ma resterà ancora sopra il 12% per calare di mezzo punto nel prossimo biennio. L'occupazione salirà dello 0,6% in termini di unità di lavoro nel 2015, riducendo il tasso di disoccupazione al 12,1%. Nel 2016, le unità di lavoro saliranno dello 0,9% mentre il tasso di disoccupazione calerà ancora attestandosi all'11,5%. Nella media del 2014, il tasso di disoccupazione è pari al 12,7% in salita da 12,1% di un anno prima, mentre il tasso di disoccupazione giovanile, nella fascia 15-24 anni, ha toccato il 42,7% (+2,6%). Sempre secondo le previsioni d'autunno dell'Istat (Prospettive per l'economie italiana. Anni 2015-2017), che tengono conto delle misure contenute nella Legge di Stabilità, nel 2015 la spesa delle famiglie aumenterà dello 0,8% in termini reali, per via di rilevati miglioramenti sul mercato del lavoro e del reddito disponibile. Nel 2016 i consumi privati dovrebbero crescere dell'1,2% e dell'1,1% nel 2017.

Il Pil, Prodotto interno lordo, italiano crescerà dello 0,9% in termini reali nel 2015 secondo le stime dell'Istat riviste al rialzo e diffuse oggi. Il Pil aumenterà poi di un altro 0,5% sia nel 2016 che nel 2017 per una crescita che sarà dell'1,4%. L'Istat ha in pratica allineato i suoi dati con l'ultima stima del pil per il 2015 del governo, per i successivi due anni il valore è invece inferiore di 0,2 punti percentuali (l'esecutivo stima un +1,6%).

"Nel primo semestre dell'anno l'economia italiana è tornata a crescere dopo la lunga fase recessiva registrata negli anni precedenti. Le prospettive a breve indicano il proseguimento della ripresa dei ritmi produttivi con un incremento del Pil dello 0,9% nel 2015 e una dinamica maggiormente sostenuta, ma con un ritmo di crescita costante, nel biennio successivo (+1,4%)"

L'Istituto nazionale di Statistica mette in guardia però dai rischi al ribasso e pone l'accento sulla manovra 21016 finanziata in deficit e sul conseguente peso delle clausole salvaguardia:

"Il quadro previsivo delineato è soggetto a rischi al ribasso, connessi a un eventuale più pronunciato rallentamento del commercio internazionale e all'impatto delle clausole di salvaguardia nel 2017.Una dinamica più accentuata degli investimenti, collegata agli effetti delle politiche europee e nazionali potrebbe invece condurre ad un rialzo"

si legge nelle previsioni autunnali dell'istituto.

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