Startup, TOOBEE e la tecnologia dei droni: come funziona e a che cosa serve

Scopriamo come è nata e come lavora la startup sammarinese che si occupa di droni customizzati.

Per la nostra rubrica sulle startup, restiamo anche oggi nell'ambito dell'incubatore Techno Science Park San Marino - Italia, ma questa volta non ci occupiamo di un'azienda che realizza app, ma di una newco che progetta e realizza droni customizzati. Si tratta di TOOBEE S.r.l. e ci siamo fatti raccontare come opera e a chi si rivolge dal CEO e fondatore Francesco Chiari. Qui di seguito le dieci domande "canoniche" più due specifiche su questa realtà, mentre nel video in alto potete vedere uno showreel del progetto che TOOBEE ha presentato in anteprima mondiale il 15 ottobre scorso a Expo Milano 2015.

1) Come è nata la vostra startup e di che cosa si tratta?

"Direi che non è TOOBEE a occuparsi di applicazioni UAV (unmanned aerial vehicle, i droni), ma è questa 'tecnologia dirompente' che si sta occupando di cambiare in meglio la vita di tutti noi. TOOBEE si occupa di selezionare a 720 gradi questo potenziale enorme mettendolo a disposizione di stakeholders di ogni genere. Sono un imprenditore sammarinese, sempre attento all'innovazione e alle leggi che il mio stato mi mette a disposizione, così quando nel maggio del 2014 è nato l'Incubatore d'Impresa del TSP SM-IT, la vision è stata chiara e la il tempismo è stato magico: BP pronto in tre mesi, tre amici sammarinesi piloti di drone certificati Enac, una partnership con la francese Terabee s.a.s., spin off del CERN di Ginevra e ad Aprile 2015 tutto è stato pronto per il take off"

2) Qual è il vostro target di riferimento?

"Ci siamo strutturati per andare incontro ad una normativa che giustamente sta diventando sempre più stringente da parte di ENAC. Credo sia giusto che chi vuole 'giocare' con un drone lo possa fare nei luoghi appositi come i campi volo per aeromodelli e oggi esistono UAV commerciali che per 1000€ volano bene e fanno dei bei filmatini. Noi seguiamo un modello B2B, fornendo a enti istituzionali, a consorzi e ad aziende private un approccio ai problemi e ai dati sensibili letteralmente da un altro punto di vista, indipendente, che serva loro un drone customizzato, la formazione per pilotarlo, o un servizio completo. Da qui il nostro slogan: TOOBEE gives you another point of view"

3) Quali sono i vostri obiettivi nel breve e nel lungo periodo?

"Da azienda autoctona della più piccola e antica Repubblica del Mondo ho fondato TOOBEE con il preciso intento di matchare con le nostre istituzioni, dando loro la possibilità di ottimizzare risorse piccole ma molto ben visibili a livello internazionale, quindi abbiamo appena concluso un progetto pilota patrocinato dalla Segreteria di Stato per l'Istruzione, la Cultura e l'Università (equivalente al Ministero italiano), volto alla creazione di un protocollo operativo per il controllo, la conservazione e la valorizzazione del nostro Sito Unesco, applicabile a tutti i siti 'patrimonio dell'umanità' nel mondo, cominciando certamente da quelli in Italia. Dunque nel lungo periodo vogliamo coinvolgere tutte le istituzioni sammarinesi, ampliando questo stesso progetto e creando un asset imprescindibile per San Marino prima e l'Italia poi, che coinvolga Cultura, Turismo e Territorio, seguendo una naturale vocazione secolare, ma rivista in chiave moderna e competitiva attraverso una tecnologia ben 'rivendibile' o 'scambiabile' all'estero. Ma le applicazioni sono d'avvero infinite e settimanalmente continuano a nascerne di nuove. Il tutto credo ci porterà in pochi anni a essere scalabili per fondi di venture capital, piuttosto che per gli stessi enti, giacché San Marino rappresenta un 'unicum' in campo internazionale"

4) In quanti siete a portarla avanti?

"Siamo in quattro e come in ogni startup che rispetti il multitasking è d'obbligo. Io mi occupo di amministrazione, business development e commerciale, mentre Alessandro, Roberto e Massimo sono tre soci operativi in quanto tecnici e piloti certificati ENAC"

5) Come vi finanziate?

"Autofinanziamento, e come altrimenti? Siamo imprenditori e lavoratori tutti qui, quindi non prendiamoci in giro, l'accesso al credito basato sul bp è una favola che qualcuno osa ancora raccontare in giro. La verità è che le banche private non sono imprenditrici, quindi il merito creditizio dei soci è l'unica cosa che valutano. Questo trovo sia il grande problema che frena lo sviluppo: la discrasia finanziaria tra gli strumenti pubblici esistenti in teoria che non godono di alcuna considerazione nel circuito del credito privato e San Marino ancora non fa eccezione rispetto all'Italia"

6) Quali difficoltà burocratiche avete incontrato?

"Non credo si possa parlare di difficoltà: ho 'digerito' la mia visione d'impresa in 10-15 giorni, ho fatto richiesta all'incubatore del TSP a novembre 2014, a dicembre ho consegnato il BP, a gennaio 2015 sono stato valutato e accettato dalla commissione preposta, mi son preso i due mesi consentiti per fare il budget, poi dal momento della costituzione al momento del ricevimento telematico della licenza son passati esattamente 16 giorni. Certo va detto che l'Incubatore nella persona della Dott.sa Valentina Vicari, mi ha seguito benissimo durante questo fulmineo iter"

7) Tra l'idea iniziale e la sua realizzazione concreta quanto tempo è passato e qual è stato il passaggio più complicato?

"La risposta da 'tecnico' l'ho già data sopra quindi adesso vi do la risposta da 'visionario'. Personalmente non credo che in quest'era moderna imprenditoriale, dove tutto è già stato inventato, il tempo sia galantuomo e soprattutto non credo nelle folgorazioni. Credo invece in una profonda conoscenza dell'ambiente che ti circonda, delle proprie capacità, per poterle costantemente allenare e dei propri limiti per poterli sconfiggere. In una parola credo nel fattore K (knowledge), un bene tanto prezioso il cui scambio avviene però solo accettando di barattarlo con altro sapere. Nel momento in cui, in rapporto al mio territorio, ai miei interlocutori, alle mie possibilità, l'Innovazione Tecnologica mi ha aperto la finestrella, mi ci sono buttato dentro senza esitare un istante. 'Solo per chi bussa continuamente ogni tanto si apre lo spiraglio'"

8) Come è organizzato il vostro lavoro?

"C'è la parte della quotidianità, della vita aziendale vera e propria dove si eseguono le ricognizioni, si raccolgono i dati siano essi foto, video per geomappature e 3D rendering o immagini termografiche e laser scanner, poi c'è tutto il dipartimento di R&D dove si studia e si progettano soluzioni complesse per risolvere problemi o colmare esigenze dei clienti, siano essi privati o istituzionali. Questa è la parte più avvincente che va dalla progettazione e realizzazione di un drone apposito per un dato lavoro, alla stesura del protocollo operativo che porterà infine il cliente ad avere le informazioni o il servizio richiesto"

9) Quali potenzialità di ulteriori sviluppi ci sono?

"Le potenzialità sono davvero infinite e come già detto ancora oggi pensiamo a nuove applicazioni quasi quotidianamente. L'utilizzo che tutti conoscono dei droni, cioè quello di spiare la propria vicina mentre prende il sole nuda in giardino, che nella migliore delle declinazioni rende ancora più pacchiano il più pacchiano dei matrimoni, non è il nostro corebusiness. Grazie infatti a un nuovo innovativo punto di vista offerto dagli UAV (unmanned aerial vehicle) e dai sensori a essi applicati possiamo creare un modello 3D con precisione di 1 Cm X Pixel utilizzabile, ad esempio, da ingegneri, architetti, archeologi, protezione civile ecc.(fotogrammetria di prossimità); possiamo stabilire lo stato di salute di una coltura agricola o di ogni singola pianta, risparmiando fino all'80% di pesticida, irrigando solo dove necessario e stabilendo il momento migliore per il raccolto (Precision Farming); possiamo analizzare lo stato di funzionamento di ogni singolo pannello fotovoltaico e vedere i ponti termici di palazzi oltre i due piani, diversamente inaccessibili (termografia). Tutto ciò in modo sicuro, in assenza di pilota e con motori elettrici a emissioni zero. Quindi più che di ulteriori sviluppi possibili è bene parlare di una vera e propria 'tecnologia dirompente' che alla fine della sua filiera applicativa è in grado di cambiare in meglio la vita di tutti noi, un po' come successo per internet prima e per gli smartphone poi"

10) Quali sono gli strumenti indispensabili per portare avanti il vostro progetto?

"Se la domanda è rivolta a TOOBEE rispondo brutalmente: energia, sotto forma di capitali ma anche di apporti immateriali come ad esempio le partnership che già abbiamo attuato piuttosto che l'apporto di knowhow da parte di aziende che utilizzano tecnologie sinergiche alla nostra. Se invece la domanda è rivolta al mondo dei droni, questi sono fondamentali alle politiche di sviluppo di medio-lungo periodo rivolte all'ottimizzazione delle risorse come risposta al tema globale che caratterizza questo secolo, posto anche da EXPO 2015: Nutrire il Pianeta, energia per la vita"

E adesso passiamo a due domande specifiche su TOBEE:

Quali sono i vostri partner e che tipo di rapporto avete con loro?

"Come ho già spiegato, i concetti di contaminazione e 'do knowhow ut des' sono i nostri mantra, quindi taglio corto dicendo che senza i nostri due partners, uno specializzato nell'R&D di microsensori e software e l'altro nell'hardware e nelle applicazioni, Toobee sarebbe solo un'azienda che si dimena con dei droni... e invece è molto, ma molto di più"

- Come vengono realizzati materialmente i vostri droni?

"Dipende se si tratta di un prototipo o di una produzione in serie. Nel primo caso le nostre notti sono scandite dell'ormai amante di ogni startuper, la stampante 3d. Quindi tolte le parti commerciali come motori, eliche, tubolari in carbonio, batterie, ecc, il resto viene progettato e lanciato in stampa. In tal modo abbiamo tempi di prototipazione rapidissimi. Nel caso della produzione in serie invece solo le componenti principali della piattaforma come i frames, i cases sono industrializzati e i pezzi commerciali acquistati in lotto economico, il resto viene comunque customizzato, quantomeno in termini di sensori applicati al drone. Tenete presente che le nostre sono sempre e comunque macchine professionali, quindi anche la produzione in serie non supera le 10 unità al mese con prezzi al pubblico che variano dai 10.000 ai 40.000€ in base al sensore applicato"

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