Natale, spesa per la tavola delle feste: è allarme contraffazione

La spesa per pranzi e cene delle feste è l’unica che tiene in questo Natale di crisi economica, perciò bisogna stare ancora più attenti ai falsi. Imbandire la tavola delle feste con prodotti alimentari contraffatti ma spacciati per originali può costare fino a 197 euro.

Occhio al pangasio in arrivo dal Mekong e venduto come cernia, o al polpo del Vietnam venduto come preda pescata nei nostri mari, o ancora al falso olio extravergine “italiano”. La contraffazione dei prodotti alimentari made in Italy ha un giro d’affari annuo di 1,1 miliardi di euro oltre a provocare un ammanco nelle casse dell’erario di 1,7 miliardi e 110mila posti di lavoro in meno secondo la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori).

Coldiretti lancia l’allarme contraffazione alimentare per queste festività di Natale e Capodanno e ricorda come ad esempio nei primi sette mesi del 2012 sono stati importati dalla Cina qualcosa come 50 milioni di chili di pomodori conservati che si trasformeranno poi in prodotti made in Italy giacché non è stato ancora reso obbligatorio indicare sull’etichetta da dove provenga la materia prima.

Per il presidente di Coldiretti Sergio Marini:


Gli ottimi risultati dell'attività di contrasto messa in atto dalla magistratura e da tutte le forze dell'ordine impegnate confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie troppo larghe della legislazione a partire dall'obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata, voluto con una legge nazionale all'inizio dell'anno approvata all'unanimità dal Parlamento italiano, ma non ancora applicato.

La legge sull’etichettatura indicante l’origine dei prodotti alimentari era stata salutata con grande enfasi dall’allora ministro per le politiche agricole del IV governo Berlusconi, Giancarlo Galan, ma per ora è rimasta lettera morta:

Da oggi gli italiani potranno comprare prodotti ancora più sicuri perché sapranno sempre da dove provengono. È finita l'era del falso "made in Italy" agroalimentare che danneggia i nostri prodotti tipici e tradizionali.

Secondo Marini rendere operativa la legge è una priorità assoluta anche per:


per chiedere più trasparenza a livello internazionale dove i prodotti alimentari italian sounding, dai pomodori San Marzano statunitensi al parmesan australiano, sviluppano un fatturato di 60 mld di euro pari al doppio del valore delle esportazioni del prodotto originale.

Foto © Getty Images

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