Ferrovie dello Stato: il Cda si è dimesso al completo

cda FS dimissioni

11:30 - Il Consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato dimessosi nella sua riunione di oggi 26 novembre era composto da 9 persone, fino al 2014 erano 5, poi l'allora ministro dei Trasporti Lupi aggiunse altri 4 consiglieri. Lo scontro nel gruppo dirigente di Ferrovie era sorto ai massimi vertici tra l’amministratore delegato Elia e il presidente Marcello Messori favorevole, al contrario del ceo, a uno scorporo di Rfi. Messori era nettamente contrario alla privatizzazione in blocco della holding e per questo il 26 ottobre scorso aveva rimesso al Cda le deleghe sulla privatizzazione a lui assegnate tenendo solo la delega al controllo interno. "Serviva un atto di chiarezza" disse allora Messori aggiungendo che non stava pensando alle dimissioni.

In mezzo al guado il governo che non ha potuto e nemmeno voluto fare da paciere tra Messori ed Elia. Il primo secondo quanto riporta Panorama, aveva presentato un piano di privatizzazione mai reso pubblico per separare dalle attività più redditizie, ovvero i treni ad alta velocità, il patrimonio immobiliare e la società Grandi Stazioni. Il presidente voleva mettere sul mercato una quota di minoranza del gruppo lasciando il restante in Ferrovie dello Stato.

Ma il progetto fu subito contrastato sia dall'ad di FS che dal governo per motivazioni mai del tutto chiarite, così le deleghe sulla privatizzazione finirono in mano ad Elia e tutto rimase "congelato" fino alle dimissioni del Cda di oggi. Di certo c'è che la privatizzazione di Ferrovie serve come il pane al governo per rientrare nei target previsti dal Documento di economia e finanza (Def) e ottemperare agli impegni presi con la Commissione Ue che prevedono nel 2016 privatizzazioni per circa 8 miliardi, pari allo 0,5% del Pil.

11:00 - Il cda di Ferrovie dello Stato si è dimesso al completo. La decisione era attesa da giorni ma solo oggi si ha l'ufficialità. Non sfugge che l'accelerata sulle dimissioni del Consiglio di amministrazione arriva dopo l'annunciata marcia di privatizzazione di Ferrovie dello Stato; sul mercato finirà il 40% della società, che sarà quotato in borsa, ma la rete resterà pubblica.

A preparare dopo l'Ipo di Poste l'Offerta pubblica iniziale per Ferrovie dello Stato sarà dunque un nuovo cda. A prendere il posto dell'amministratore delegato di FS Mario Michele Elia secondo indiscrezioni di stampa potrebbe essere Renato Mazzoncini, oggi ad di Busitalia, controllata di Ferrovie dello Stato.

(in aggiornamento)

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