Lo Yuan diventa valuta di riserva FMI

Pechino festeggia la sua vittoria sul mercato dei cambi dopo che il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha deciso di promuovere lo yuan a valuta di riserva. Dal primo ottobre 2016 cambierà infatti lo status della valuta cinese, un riconoscimento della potenza non solo economica ma anche finanziaria per la Cina che in soldoni farà sì che la "valuta del popolo" sarà trattata sui mercati come il dollaro americano, la sterlina britannica, lo yen giapponese e l'euro.

Lo yuan e renminbi che dir si voglia entra insomma nel cosiddetto Special Drawing Rights. Il riconoscimento avviene mentre la Cina punta a divenire progressivamente una potenza finanziatrice degli investimenti di terzi con l'utilizzo dello yuan che sta crescendo sempre più sui mercati finanziari.

"Penso che l'inclusione dello Yuan sia una una pietra miliare integrazione della Cina nel sistema finanziario globale e riconosce gli sforzi e le riforme fatte da Pechino per aprire l'economia cinese ai mercati"

ha spiegato Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale. Lo yuan diventa così la terza maggiore valuta all'interno del paniere di valute di riserva Fmi pesando per il 10,9%, subito dietro al dollaro americano che pesa il 41,7% e all'euro (30,9%).

Ricordiamo che la Cina ha in portafoglio una cifra record del debito pubblico statunitense pari a 1.223,70 miliardi di dollari a febbraio scorso, secondo gli ultimi dati pubblicati dal Tesoro USA. Dal 2008 al 2014 Pechino è stata il maggior detentore dei titoli del debito USA, al primo posto c'è il Giappone che detiene 1.224,40 miliardi di titoli del debito americano.

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