Rating italiano a rischio taglio per Standard e Poor’s

Soffiano venti di crisi politica ed ecco che l’agenzia di rating Standard & Poor's fa sapere che potrebbe tagliare il suo giudizio sull'Italia se recessione sarà anche nel secondo semestre del 2013. Il rating del merito creditizio italiano era stato abbassato da S&P lo scorso gennaio da A a BBB+ con outlook negativo, una valutazione medio-bassa che indica ancora un'adeguata capacità di rimborso del rischio finanziario per i titoli obbligazionari e le imprese italiane, che potrebbe però peggiorare.

L’agenzia spiega in una nota che c’è:


il rischio significativo che l'economia italiana possa non riprendersi nella seconda metà del 2013, ma continui a contrarsi nel 2012 e nel 2013 prima di tornare a un debole tasso di crescita del Pil non superiore all'1%.

A pesare, e non poco, è anche:


l'incertezza riguardo al fatto che la prossima coalizione di governo resti fedele all'agenda di riforme economiche avviata dall'attuale esecutivo.

Tutto questo si può facilmente tradurre secondo l’agenzia di rating nel non raggiungimento degli obiettivi obiettivi fiscali, con la legge delega che doveva riordinare il sistema che non si sa quale fine farà. Tra i motivi più strettamente tecnici di criticità del sistema economico-finanziario italiano S&P cita la ristrettezza del credito, il consolidamento di bilancio e la domanda esterna, alquanto incerta.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli ha invitato a non fare speculazioni, a ciascuno il proprio mestiere ha detto il titolare di via XX settembre:

Le agenzie di rating faranno il loro lavoro, ma non sono convinto che in questo momento sia utile speculare su quello che faranno o no. Noi dobbiamo continuare a lavorare finché questo governo ha mandato per farlo, per continuare su queste riforme che sono necessarie per il nostro Paese.

Di recente la procura di Trani ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque manager di Standard e Poor's accusati di manipolazione del mercato in modo continuato e pluriaggravato. L'agenzia di valutazione statunitense è stata condannata il mese scorso a un risarcimento milionario da una corte federale australiana per la vicenda dei titoli tossici.

Foto © Getty Images

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