Banche, diffusa la lettera della Commissione Europea a Padoan

È stata resa nota oggi la lettera riservata inviata dalla Commissione Europea al Ministero dell'Economia e delle Finanze lo scorso 19 novembre.

La lettera, firmata dai commissari Ue alla Concorrenza e alla Stabilità Margrethe Vestager e Jonathan Hill, sollevava obiezioni all'uso del Fondo Interbancario di tutela dei depositi nel caso delle quattro banche coinvolte.

Con questa lettera la Commissione intendeva far presente al ministro Pier Carlo Padoan che l'eventuale utilizzo del Fondo di garanzia dei depositi sarebbe rientrato tra gli aiuti di Stato, con il conseguente bail-in.

"Pur rispettando il fatto che spetta alle autorità italiane determinare l'approccio e i metodi, è chiaro che la Commissione sarebbe sempre a favore di soluzioni private o basate sul mercato, dove possibile, e ovviamente questo si riflette nelle regole applicabili", scrivevano Vestager e Hill sulla situazione di Banca Etruria, CariFerrara, CariChieti e Banca Marche.

I commissari scrivevano a Padoan che l'intenzione era quella di "fornire guida e supporto alle autorità italiane per trovare rapidamente soluzioni pragmatiche e corrette".

Il decreto "salva Banche" è arrivato tre giorni dopo questa lettera.

Il capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, in un'audizione alla Camera lo scorso 9 dicembre, disse: "L'intervento del Fondo, insieme alle risorse di altre banche avrebbe consentito di porre i presupposti per il superamento delle crisi senza alcun sacrificio per i creditori delle quattro banche, ma ciò non è stato possibile per la preclusione manifestata da uffici della Commissione Europea, da noi non condivisa".

Oggi la Commissione Europea, pur senza commentare direttamente i contenuti della lettera diffusa dalle agenzie di stampa, ha ribadito che la logica è sempre quella secondo la quale "il sostegno pubblico deve arrivare solo in ultimo ricorso".

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