Istat: "ripresina" prosegue, battuta d'arresto per l'occupazione

Non si può parlare ancora di una ripresa vera e propria ma di una "ripresina" che procede moderata, nonostante la bassa inflazione. Persisteranno piuttosto nei prossimi mesi le difficoltà nel mondo del lavoro. È la foto scattata dall'Istat a fine anno nell'analisi mensile sull'andamento dell'economia italiana. La crescita non si bloccherà ma ci sono dei segnali "eterogenei" con l'industria che sembra invertire il trend negativo e le costruzioni che invece faticano a ripartire, anche se il mercato della casa mostra segni di risveglio.

L'Istituto nazionale di statistica non può sposare l'ottimismo incondizionato che regna sovrano dalle parti di Palazzo Chigi specificando che "prosegue l'evoluzione moderatamente positiva dell'economia italiana" ma che preoccupa la bassa inflazione con "l'attuale fase di prolungata debolezza della dinamica dei prezzi" che "non trova riscontro nel recente passato" e che rischia di "minare l'efficacia della politica monetaria" della Banca centrale europea, politica monetaria super espansiva che mira a portare il livello dei prezzi poco sotto il 2% entro fine 2016.

Ma il vero problema dell'economia italiana resta quello del lavoro. La tendenza è positiva secondo gli ultimi dati Istat e Inps che vedono un abbassamento dei senza lavoro, l'occupazione però non decolla
e a settembre subisce quella che viene definita una "battuta di arresto" senza contare che il tasso di disoccupazione si mantiene su livelli molti alti (11,5%), praticamente il doppio che in Germania.

Il calo "marcato" della disoccupazione registrato negli ultimi mesi inoltre è influenzato anche "dall'aumento degli inattivi". Sempre in tema di lavoro e occupazione la Uil avverte che il netto calo della Cassa integrazione in deroga, -34% in 11 mesi, si accompagna a una sostanziale tenuta della Cassa straordinaria, "l'unico dato veritiero dal punto di vista socio-economico".

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