La P.A. inefficiente ci costa più dell’evasione fiscale

Secondo le stime della Cgia di Mestre il costo del malfunzionamento della Pubblica Amministrazione è di 200 miliardi di euro l’anno, mentre l’evasione sottrae alle casse dello Stato tra i 90 e i 120 euro

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L’inefficienza della Pubblica Amministrazione costa agli italiani il doppio o quasi rispetto all’evasione fiscale. Secondo le stime della Cgia di Mestre, infatti, il malfunzionamento dell’amministrazione pubblica ha un costo di 200 miliardi di euro, mentre l’evasione fiscale si attesta fra i 90 e i 120 miliardi di euro.

Se tutti gli italiani pagassero le tasse e se gli impiegati statali facessero dignitosamente il loro lavoro, nelle casse dello Stato italiano ci sarebbero fra i 290 e i 320 miliardi di euro in più, una cifra che potrebbe abbattere notevolmente la pressione fiscale che grava sulla collettività.

In che modo la Cgia di Mestre è arrivata a questa cifra? Dividendo in sei aree l’impatto economico degli statali inefficienti: 1) i debiti della P.A. nei confronti dei fornitori ammontano a 70 miliardi di euro; 2) il deficit infrastrutturale ci costa 42 miliardi di euro; 3) la burocrazia grava sulle pmi per un importo di 31 miliardi di euro; 4) la spesa pubblica in eccesso è di 24 miliardi; 5) gli sprechi della Sanità ci costano 23,6 miliardi di euro; 6) la lentezza della Giustizia ha un costo di 16 miliardi di euro.

Le cronache sono piene di episodi di inefficienza della P.A., tanto che si può dire che vi sia l’imbarazzo della scelta. L’esempio più recente è quello del Museo delle Arti e Tradizioni popolari dell’Eur dove nove dipendenti timbravano il cartellino e poi uscivano. Uno di loro è stato pizzicato dai carabinieri mentre si trovava in una sala scommesse durante l’orario di lavoro. Un’altra dipendente, dopo avere timbrato il cartellino, si recava nella frutteria del marito per dargli una mano nella vendita.

Via | Cgia Mestre

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